Di Napoli: “È mancata la cattiveria ma non c’erano spazi ed eravamo stanchi”

Arturo Di Napoli con la maglietta e la dedica per LaboniaArturo Di Napoli con la maglietta e la dedica per Labonia

Non fa certo drammi Arturo Di Napoli dopo il quarto pareggio in cinque gare, che legittima comunque le ambizioni del Messina e certifica il buon lavoro portato avanti nell’ultimo mese e mezzo: “È mancata un po’ di cattiveria sotto porta ma la convinzione no. È stato dovuto anche alla stanchezza ed alla scarsa lucidità per via del tour de force, con cinque gare ravvicinate. I ragazzi ci hanno provato fino alla fine. Queste partite quando non riesci a vincerle rischi anche di perderle. Per cui è positivo non avere mai rischiato nulla. Siamo stati compatti e bravi in marcatura preventiva”.

L‘abbraccio della squadra nel pre-partita

L‘abbraccio della squadra nel pre-partita (foto Paolo Furrer)

Re Artù è sempre molto esigente ma anche consapevole del ritardo accumulato in precedenza: “La condizione psico-fisica non è ancora ottimale. Dietro abbiamo commesso qualche ingenuità come l’ammonizione quando Martinelli è uscito palla a piede. Dovevamo sfruttare meglio gli esterni con l’ampiezza, andando a fare l’uno contro uno con le sovrapposizioni ma Padulano, Palumbo e De Vito erano veramente in debito d’ossigeno”.

Come avvenuto con Berardi a Benevento il Messina paga nuovamente un eccesso di nervosismo nel finale: “Non ho visto quello che è successo con Martinelli ma sono situazioni che compromettono anche le gare successive. Non commento a freddo, valuteremo meglio anche questo in seguito”. Il pre-gara è stato dedicato invece al messaggio di vicinanza ad Eugenio Labonia, preparatore dei portieri che è attualmente ricoverato e ha dovuto quindi rinunciare – si spera provvisoriamente – all’incarico in riva allo Stretto, dove era già stato con Di Napoli.

Gustavo in azione sulla corsia esterna

Gustavo in azione sulla corsia esterna (foto Alessandro Denaro)

Neppure gli innesti di due punte hanno consentito nella ripresa di scardinare la difesa dell’Ischia: “Sapevamo che Diogo Tavares è ancora indietro di condizione, sta crescendo ma ha bisogno di giocare. Salvemini è un ragazzo molto interessante, un ’96 che non va caricato di eccessive pressioni. È entrato in campo con la testa e l’approccio giusti”. Di certo l’avversario ha tenuto più a distruggere che a costruire, guadagnando astutamente del tempo: “Non era facile, hanno interpretato così la partita e non si può fare calcio quando trovi tutti gli spazi chiusi. Dobbiamo essere bravi perché c’è chi legittimamente le prepara così e preparati per queste situazioni. Sono stati molto bravi mentre noi avremmo potuto fargli male su qualche palla inattiva, non sfruttata a dovere”.

Domenica al San Filippo sarà di scena il Matera, che ha già silurato Dionigi, rimpiazzato da un nuovo tecnico dopo i cinque punti in altrettante gare: Padalino è un allenatore molto preparato, gioca un buon calcio ma è una squadra che è stata costruita per vincere il campionato, come ha detto anche il loro presidente. Sarà una partita completamente diversa”.

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