Betaland, Hughes: “Il basket italiano si è fermato, vedo solo tiri da tre punti e ansia da risultato”

BetalandKim Hughes al PalaMoncada

L’ex asso NBA forte di un’esperienza di 17 anni nel mondo dorato della palla a spicchi statunitense è assistente a Capo d’Orlando. “Con Di Carlo parlo anche due ore al giorno. Ha voglia di crescere, è il coach giusto”.

Kim Hughes, 65 anni e tanta NBA alle spalle, è oggi assistente e development coach per i giovani a Capo d’Orlando. Il suo racconto è affidato a Salvatore Pintaudi sulle colonne de La Gazzetta dello Sport.

«Con coach Di Carlo parlo anche due ore al giorno. Ci confrontiamo, è bravo ma soprattutto vuole crescere. Credo che sia l’allenatore giusto per questi ragazzi».

La sua missione è sempre insegnare ai giovani: «La pallacanestro in Italia si è fermata. Negli anni ’80 i campionati erano più combattivi, adesso c’è un’A2 a 32 squadre senza che ci siano giocatori e coach a sufficienza. Ai primi si chiede il tiro da 3 anche senza fondamentali, ai secondi il risultato ad ogni costo».

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