Arena: “Orgogliosi e caparbi. Imprese così avvicinano la gente alla squadra”

Rocco ArenaRocco Arena all'ingresso in campo (foto Marco Familiari)

È un Rocco Arena raggiante quello che si presenta nel dopo gara della sfida col Savoia e non potrebbe essere altrimenti. La vittoria contro la vice-capolista entra di diritto nella categoria delle imprese stagionali, considerata la modalità con cui è maturata. Le espulsioni di Fissore e Carbonaro sembravano aver spianato la strada ai campani, ma il Fc Messina non ha mollato di un centimetro e così, dopo una stoica resistenza, a pochi minuti dalla fine, è arrivato il penalty guadagnato da Gnicewicz e realizzato da Dambros, che ha mandato in tripudio il pubblico del “Franco Scoglio”.

Miele e Bevis (foto Marco Familiari)

Novanta e passa minuti sconsigliati ai deboli di cuore, ma alla fine Arena mostra tutto il proprio orgoglio per i suoi ragazzi: “È stata un’impresa vincere questa partita, visto come si era messa. È stata una partita molto tattica, giocata a centrocampo, senza tiri in porta. L’arbitro ci ha messo lo zampino, fino a quando non è riuscito a lasciarci in nove. A questo punto è uscito fuori l’orgoglio da grande squadra quale siamo, da squadra che dice “Qua siamo a casa nostra e non si passa”. Abbiamo avuto la fortuna e la caparbietà di trovare l’episodio vincente, perché certi episodi se non li cerchi non arrivano”.

Il numero uno peloritano si concentra sulle capacità morali di una squadra che non si è abbattuta neanche in inferiorità numerica al cospetto di un avversario di tutto rispetto come il Savoia: “È normale, quando ti ritrovi a giocare il nove sei arrabbiato e triste, ma poi quando compi un’impresa di questo tipo questi sentimenti negativi si trasformano in gioia ed entusiasmo e tutto assume un altro aspetto. Sono vittorie che fanno avvicinare ancora di più i tifosi a questa squadra che sta dando tutto per la maglia e la città. Penso ai bambini che oggi erano allo stadio e che magari domani a scuola racconteranno di aver visto il Fc Messina vincere in nove contro la squadra seconda in classifica”.

Carbonaro ancora espulso (foto Marco Familiari)

Un pensiero verso i tifosi presenti, ma soprattutto verso Aladje, colpito da un tremendo lutto in settimana: “Non so quanti spettatori fossero presenti allo stadio ma dall’incitamento che abbiamo ricevuto sembravano 10mila. Lo spogliatoio sembrava un campo di guerra visti i tanti infortunati alla vigilia, poi a  Domenico Marchetti è uscita la spalla ed è finito al pronto soccorso, speriamo si rimetta presto. Vogliamo dedicare questa vittoria al nostro attaccante che in settimana ha perso la sorella. Aladje è un ragazzo straordinario che non vediamo l’ora di riabbracciare e riavere con noi”.

La sensazione è che, settimana dopo settimana, questo progetto sportivo stia entrando sempre più nelle grazie degli appassionati: “Sul ripescaggio mi sono già espresso in settimana. A me interessa arrivare in zona playoff, non importa il piazzamento, siamo al primo anno e dobbiamo ragionare per gradi. Questa società sta dando tutto, come la squadra e lo staff, chiedo scusa se qualche volta ho sbagliato ma sono stati errori commessi in buonafede. Non mi era mai capitato di gestire una società in una città importante e particolare come Messina, sto cercando di farla innamorare un’altra volta del calcio e sono convinto che con il modo di vivere il calcio che abbiamo in questa società ci riusciremo”.

Tribuna

La cornice di pubblico del “Franco Scoglio” (foto Marco Familiari)

Arena ribadisce, qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno, le proprie intenzioni: “Non sono qui per far innamorare la gente di me. io mi auguro che i tifosi siano innamorati della squadra e che alla gente piaccia il mio lavoro, non sono qui per fare pubblicità a me stesso. Sono un imprenditore che deve cercare di far generare soldi affinché questa creatura vada poi avanti da sola. Abbiamo bisogno degli sponsor, che ci stanno seguendo, e poi della città in modo che questa società diventi indipendente e durevole nel tempo. Di idee ne abbiamo tante, di sogni ancora di più. Ringrazio la città di Messina per l’opportunità, mi auguro che in occasione della prossima partita in casa, che sarà il derby, ci sia una cornice di pubblico degna e se qualcuno volesse avventurarsi a seguirci ad Acireale sarebbe ancora più bello”.

Ha sorpreso tutti l’argentino Gnicewicz, protagonista nell’azione del rigore, elemento che per il presidente rappresenta un valore per il futuro: “Abbiamo preso tre giovani davvero interessanti. Avete conosciuto lui, ma appena vedrete gli altri due resterete sorpresi: sono loro il futuro di questo Messina. Gli faccio i complimenti perché ha dimostrato il carattere di un grande. Sembrava non gli interessasse della doppia inferiorità numerica e ad un certo punto ha fatto una grande cavalcata verso la porta dimostrando di poter diventare un grande giocatore”. 

Grabinski e Gabriele

Grabinski e Gabriele celebrano il successo (foto Marco Familiari)

Alla fine un simpatico siparietto con il tecnico Ernesto Gabriele, altra scelta azzeccata nel corso di questa stagione: “Il migliore in campo è stato il gruppo, ognuno aiutava il compagno nella marcatura e vi posso garantire che giocare in nove, in un campo così grande, è sfiancante. Non ho parole per ringraziare i ragazzi di questa gioia. Il mister è stato molto intelligente. Speravo che perdesse così lo licenziavo e invece mi ha fregato ancora una volta”. 

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