L’ultimo saluto di Livorno a Igor Protti. In diecimila, o forse più, alla cerimonia allestita allo stadio “Picchi”, nel giorno del lutto cittadino, per l’addio riservato dalla tifoseria toscana al suo “Zar”, storico simbolo della doppia promozione dei labronici dalla C1 alla A, prematuramente scomparso a 58 anni dopo una lunga malattia. “Ciao Igor, oggi salutiamo l’uomo prima ancora del calciatore. Solo chi ti ha vissuto può capire” lo striscione esposto dagli ultras. E poi fumogeni e i cori, tutti per lui, come ai vecchi tempi: “Quando Igor Protti segnerà, un boato al cielo si alzerà. E sotto la curva correrà, Igor Protti capo degli ultrà”.

Il feretro dell’ex attaccante del Messina è entrato sul campo alle 18.06, da brividi l’apertura del portellone dell’auto che lo trasportava di fronte alla Curva Nord. La mamma, in lacrime, subito dietro. I capi dei gruppi organizzati ad accendere i fumogeni, accompagnando il passaggio. La gente sugli spalti a cantare e applaudire il loro idolo, mostrando la sua gigantografia, proprio in quello stadio dove il numero 10 scrisse pagine memorabili con la maglia del Livorno. Oltre al sindaco Luca Salvetti, tanti gli ex compagni di squadra presenti, che hanno baciato la bara: fra questi Galante, Diamanti, Doga, Balleri, Amelia, Piovani, Alessandro e Cristiano Lucarelli. Quest’ultimo, un autentico fratello per Igor, è estremamente provato, com’era già emerso dalla commovente lettera social: “Per me è l’unica volta in cinquanta anni da tifoso del Livorno in cui non sarei voluto essere in questo stadio. Mi devo ancora abituare all’idea che Igor non ci sia più. Non sono emotivamente equilibrato”.
Domenica la salma sarà a Rimini, la città natale, successivamente sarà cremato e le sue ceneri verranno portate venerdì a Bari, un’altra piazza che lo ha visto straordinario protagonista, da re dei cannonieri in Serie A. Già ieri i tifosi biancorossi si erano radunati spontaneamente per commemorarlo, alla presenza di Sandro Tovalieri, compagno d’attacco e di mille battaglie dello “Zar”. L’ultimo gol di Igor Protti, l’eroe romantico del calcio.





