Con 53 gol in due nel 2004 hanno trascinato il Livorno guidato da Walter Mazzarri alla storica promozione in A. Una coppia d’attacco iconica, emblema di un calcio d’altri tempi. Tramite uno straziante post su Instagram, Cristiano Lucarelli racconta gli ultimi momenti passati insieme ad Igor Protti che per lui era come un fratello, più che un semplice compagno di squadra e di reparto. Oggi è affranto per una perdita così grande e non potrebbe essere altrimenti. E proprio in virtù di quel rapporto speciale, il 99 amaranto aveva saputo prima degli altri che il peggio per lo “Zar” sarebbe presto arrivato: “Venerdì 12 giugno, ore 9:42. Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor. «Cri, sono arrivato.» E io: «Come, scusa?». «Cri, sono arrivato.». «Scusa, in che senso?». Lui: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.» Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui. Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: «Vi lascio soli», come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente”.

Un dialogo toccante tra i due, tale da stringere il cuore, leggendo i vari passaggi: «Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me.» «La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me …». Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste”.

Il Livorno, la squadra della città nativa di Cristiano e della seconda giovinezza calcistica di Igor, che in Toscana chiuse la carriera nel 2005 dopo un memorabile campionato di A e l’ovazione ricevuta al termine della sfida con la Juventus, era per loro questione di fede. L’ingresso in campo, ovviamente insieme, in occasione di Livorno-Ternana di un anno fa, per l’emozionante omaggio riservato dallo stadio “Armando Picchi” a Protti, un altro momento indimenticabile, quando già la malattia stava purtroppo terribilmente affliggendo il numero 10 per antonomasia dei labronici. “Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà – conclude l’ex allenatore del Messina – ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo, che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone…♥️♥️♥️♥️”.





