Clemente: “Le lacrime di Zerbo? Ci teniamo. Vogliamo salvarci pure per Orlando”

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La trasferta di Barcellona per tornare al successo in trasferta che manca dall’1 febbraio a Paternò e dare seguito alle prestazioni in crescendo offerte contro Ragusa e Lamezia. Il jolly Carlo Clemente commenta il sussulto mostrato dal Messina in un momento chiave. “Dopo il periodo negativo una reazione era obbligatoria. Sono arrivati quattro punti importanti per la salvezza. Ne volevamo conquistare sei ma per come si era messa a Lamezia va bene anche il pareggio. Ora abbiamo altre due gare importanti”. 

Garufi, Tedesco e Clemente
Garufi, Tedesco e Clemente dopo una rete (foto Paolo Furrer)

Due derby con Igea Virtus e Milazzo, per mettere ulteriore pepe sulla coda: “Avremmo trovato comunque altri incroci complicati. In questo campionato gare semplici non ce ne sono. Dobbiamo giocare due belle gare e vincerle, senza pensare troppo all’avversario di turno”.

23 presenze e un gol con la Sancataldese, che potrebbe rivelarsi decisivo per evitare la posizione più scomoda, e la stessa continuità mostrata fra Bitonto e Fasano: “Ne avrei voluti segnare di più e ci proverò in questo finale di stagione. Sono soddisfatto a livello personale, peccato per qualche infortunio, però bisogna vedere come va a finire per un bilancio. La salvezza, che vogliamo, sarebbe il coronamento di una stagione in cui ci davano per spacciati. Abbiamo incontrato tante difficoltà ma siamo in piena lotta”.

Matese e Clemente
Matese e Clemente in azione (foto Paolo Furrer)

L’abbraccio con Zerbo commosso a Lamezia dice tantissimo: “Ti fa capire quanto ci teniamo. È arrivato in corso d’opera ma è attaccato alla causa. Bisogna tenere presente il periodo individuale. Ho un ottimo rapporto con Gabriele, un bravissimo ragazzo, che negli ultimi tre anni aveva segnato tantissimo. Un giocatore forte, che ora vuole sbloccarsi”.

Per Clemente è il primo anno nel concentramento più meridionale dopo otto campionati nei gironi C, G e H e la parentesi in C a Caserta. “È la prima volta così a Sud. Di difficoltà ne ho incontrate tante e avevo lottato per la salvezza con il Cjarlins Muzane, in provincia di Udine, ma in una situazione diversa perché in Friuli ero arrivato a gennaio”.

Clemente
Il tap-in vincente di Clemente con la Sancataldese (foto Paolo Furrer)

L’ex bandiera dell’Altamura ha parlato ai compagni di una squadra della sua Puglia, il Brindisi, per fotografare l’importanza della rimonta del Messina: “Loro con la stessa penalizzazione non ce l’hanno fatta. L’ho portato come esempio ai ragazzi perché fecero la preparazione estiva a differenza nostra e allestirono una squadra forte e tosta. È difficile partire con un -14. Siamo stati bravi a tenere sempre viva la speranza. Oggi senza quell’handicap parleremmo di altro”.

Che playout sarà? “Una finale, una partita difficilissima in cui è più importante il lato mentale. Una gara lunga, in cui fa la differenza giocare in casa o fuori, e potrebbero esserci i tempi supplementari. Ma per ora dobbiamo pensare alle ultime due, senza fare calcoli, e attendere i risultati degli altri”. 

Clemente
Carlo Clemente gestisce un possesso (foto Paolo Furrer)

La tifoseria si è confermata un valore aggiunto a Lamezia: “Giocare con questi tifosi è bellissimo, ci sono sempre stati vicini, ci incitano e ci fanno stare bene. Non era scontato dopo un periodo negativo. Altrove avrebbero magari rumoreggiato, qui al massimo è arrivato qualche mormorio. A gennaio credevamo nella salvezza diretta”.

Il Messina gioca da mesi senza Orlando e Ivan: “Sono due assenze che si sentono. Però i ragazzi sempre con noi al campo, molto partecipi. Giulio è un caro amico. Ci ha penalizzato molto la sua defezione. Sono qui dall’inizio, hanno lottato con noi e vogliamo dedicargli la salvezza”.

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