La formazione under 19 della Svincolati Milazzo, presente alla competizione Next Gen insieme alla compagine della Trapani Shark, ha concluso la tappa che si è svolta a Rimini ottenendo due storici successi, contro formazioni titolate come Apu Udine e Vanoli Cremona e subendo due sconfitte per mano di Reggio Emilia e Olimpia Milano.

Nell’ultimo confronto, Milazzo ha battuto Cremona per 69-57, chiudendo la competizione con un ruolino complessivo di 2-5, calcolando anche la precedente tappa di Verona, che si era conclusa con tre sconfitte. Trapani ha accelerato sul finire del primo quarto ma è stata Cremona a provare lo strappo: con Valenti dalla distanza e il lungo Kuzmanic arrivava anche il +14. La Shark però cambiava pelle prima dell’intervallo: triple in serie di Malual e poi ritmo e transizione con Letizia, Maiorana e Alioto, che completavano il sorpasso sul 38-37 a metà gara.
Nel terzo periodo la Vanoli rispondeva colpo su colpo ai tentativi di allungo, ma nell’ultimo quarto i lunghi Druzheliubov e Malual combinavano alla perfezione e Trapani scappava, con le triple di Irienti e Aliprandi a fissare il 69-55 a 7’ dalla fine. Da lì Cremona non trovava più energia per rientrare e i siciliani gestivano fino alla sirena. Nel tabellino per Milazzo 23 punti di Maiorana con 7 falli subiti (25 di valutazione), 18 di Malual con 5 rimbalzi e 4 assist (25 di valutazione) e 16 punti e 8 rimbalzi di Druzheliubov.

La formazione siciliana ha ben figurato, confermando l’ottimo lavoro che ormai da anni sta portando la Svincolati alla ribalta del basket giovanile italiano. Milazzo, che ha difeso i colori di Trapani Shark, ha fornito delle prestazioni corali, che hanno permesso di raggiungere risultati lusinghieri. In evidenza sui parquet di Rimini Salvatore Maiorana (72 punti totali) e Giorgio Alioto (63 per lui).
Emozionato coach Luigi Maganza: “La vita è strana. Ti sorprende quando meno te lo aspetti, ti mette davanti occasioni nuove anche quando pensi di avere già vissuto tutto. In tutti questi anni da coach ho vinto tante partite. Sudate, importanti, che ti restano addosso per un po’. Credevo di conoscere bene quell’emozione e invece la vittoria contro Udine alla Next Gen mi ha lasciato qualcosa di diverso. Un’emozione che non avevo mai provato prima, più profonda e silenziosa. Forse perché non parlava soltanto del risultato”.

Premiato il lavoro portato avanti negli anni: “Parlava del percorso, delle persone, dei sacrifici quotidiani che spesso restano invisibili. Di fiducia, crescita, errori affrontati senza scappare. Parlava di noi. Vincere non è soltanto alzare lo sguardo verso il tabellone. È sentire che tutte le fatiche hanno avuto un senso. È guardarsi intorno e sapere che rifaresti ogni passo. Non ho pensato alle statistiche né al prossimo obiettivo. Anche dopo tanti anni ci sono emozioni che arrivano quando meno te lo aspetti e ti ricordano perché hai scelto questa strada”.





