Chiamatelo Provvidenza. Francesco Saverino è ormai l’uomo dai gol pesanti. Tra le pedine chiave della squadra di Romano, il centrocampista ha griffato tre vittorie e un pareggio nell’arco di un girone d’andata, numeri alla mano, decisamente da urlo. Una sosta giunta a pennello per il Messina che, dopo la straordinaria rincorsa e i 28 punti raccolti sul campo, aveva bisogno di ricaricare le batterie, anche per via della preparazione mai svolta durante l’estate. “Finalmente un po’ di sosta, abbiamo recuperato qualche energia, sia a livello fisico che mentale. Una volta rientrati abbiamo svolto qualche allenamento più intenso in modo da mettere benzina nelle gambe”, commenta Saverino.

Da -14 a +14, i giallorossi, che vantano la migliore difesa del torneo, senza la penalizzazione sarebbero quinti in classifica e in lotta per la promozione. La zona salvezza è adesso a portata di mano. “È stato un girone d’andata esaltante, anche perché a inizio stagione ci siamo ritrovati in delle situazioni problematiche. Non era semplice, siamo stati bravi a rimanere uniti e compatti, giocatori, staff e tutti quelli che hanno lavorato fino a questo momento. L’obiettivo rimane sempre la salvezza, siamo penultimi e dobbiamo cominciare il girone di ritorno nel migliore dei modi con la stessa mentalità”.

Quattro gol nelle ultime nove gare, fungendo spesso da subentrato. Per Saverino, in grado di spaccare la partite come pochi, è un periodo d’oro. “Sotto il punto di vista realizzativo questa è la mia migliore stagione. Il gol più bello è stato il primo in casa contro il CastrumFavara (2-1, ndr), perché tornavo a segnare dopo cinque anni con questa maglia ed è stato emozionante, anche perché ci ha tolto il meno in classifica e ci ha portato al più. Devo dire mi sono piaciuti tutti in quanto utili alla causa, anche il gol dell’1-0 con l’Igea, che era capolista, è stato bello”. Vibonese e Gelbison le altre vittime.
Si avvicina il momento cruciale della stagione. Athletic Club Palermo e Gela a parte, nelle prossime sei giornate il calendario riserverà al Messina ben quattro scontri diretti per la salvezza. “Cominciare il girone di ritorno nel migliore dei modi è fondamentale, abbiamo diversi scontri diretti ed è un momento decisivo, dove bisogna rimanere compatti e cercare di portare a casa più punti possibili. Siamo penultimi e quindi non possiamo commettere errori”.

La prima esperienza a Messina un ricordo speciale, in cima a tutto. “Ero già stato qui nella stagione 2019/20, un anno importante e bello, soprattutto a livello personale, che mi ha formato molto, portandomi a conoscere l’importanza della piazza. Da lì mi sono legato davvero tanto a questa maglia”.
Rotonda per due anni, Paternò e Città di Sant’Agata tra le altre tappe della carriera del centrocampista classe 2001. “Tutte le esperienze sono state formative e mi hanno aiutato a crescere, sia dal punto di vista calcistico che come uomo. Sicuramente ci sono stati anni in cui le cose sono andate meglio e altre in cui non sono andate come speravo. Ogni annata, però, mi ha lasciato qualcosa di significativo, in particolare proprio quell’esperienza di Messina nel 2019/20, essendo stato il mio primo anno in D, ma anche le altre sono state importanti”.

Tra Locri e Montecchio, nella passata stagione, meno continuità di impiego e il desiderio di tornare a casa per esprimersi al meglio, esaudito grazie all’opera del procuratore e amico Maurizio Casilli. “L’anno scorso è stata una stagione complicata, andare a Locri si è rivelata una scelta sbagliata, lì non ho trovato una situazione bella, infatti ho cambiato squadra. Quando inizia una stagione in questo modo non è facile cambiarla, ma io sono rimasto sempre concentrato e ho fatto il mio lavoro e questo è l’importante. Se tornassi indietro non andrei certamente a Locri, ma bisogna guardare al presente e al futuro. Quando si è presentata l’opportunità del Messina volevo assolutamente tornare qui per indossare nuovamente questa maglia, Maurizio è stato bravo ad accontentarmi e sono felice così”.





