Gyamfi: “Abbiamo dato tutto, anche per il pubblico. Mi rattrista l’epilogo”

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È rimasto svincolato dopo l’ultima esperienza a Messina. Terzino destro, impiegato all’occorrenza anche sulla fascia mancina o persino da centrale, al di là della retrocessione la parentesi in riva allo Stretto ha lasciato a Bright Gyamfi dei buoni ricordi: “Sono soddisfatto, seppur a metà. Ho scelto una piazza importante, rispondendo alla chiamata del direttore sportivo Domenico Roma, a cui adesso mando un in bocca al lupo per la nuova avventura di Cosenza”.

Gyamfi
Il cross di Gyamfi (foto Andrea Mattiacci)

Il dispiacere del difensore ghanese classe ’96, arrivato a gennaio dal Cosenza, 13 presenze all’attivo col Messina ma costretto a saltare per infortunio proprio i playout contro il Foggia che hanno sancito il declassamento dei peloritani, è grande: “Mi è dispiaciuto fermarmi e non dare il contributo nelle ultime due partite, che erano così importanti. Un vero peccato. Avrei voluto giocarle, purtroppo è andata diversamente”.

La difficile rincorsa nel girone di ritorno, tra la penalizzazione in classifica e un gruppo che si è ritrovato letteralmente abbandonato a sé stesso, è passata da momenti importanti come la vittoria conquistata a Giugliano, dove Gyamfi ha siglato la sua prima rete in maglia giallorossa timbrando il 2-2. Poi il gol di Crimi in pieno recupero e l’esultanza irrefrenabile di tutta la squadra.

Gyamfi
Gyamfi in marcatura (foto Giuseppe Scialla)

“In quella partita si è vista tutta la voglia che avevamo di portare i tre punti a casa. È stato un gol importante e bello, anche grazie al pubblico, che era sempre con noi in trasferta. A parte la situazione societaria non abbiamo mai mollato, dando sempre tutto sul campo fino alla fine, anche per i tifosi. Nelle ultime due partite non ha inciso soltanto la fatica dei mesi precedenti”.

Da sottolineare il rapporto con mister Banchieri: “Mi sono trovato bene, siamo arrivati insieme. Ci siamo trovati subito in ritiro a Cosenza prima della partita a Caserta e abbiamo portato un punto a casa da una trasferta delicata. Spiace che non abbia finito il campionato con noi ma è stata fatta un’altra scelta, come spesso capita nel calcio”.

Crimi, Luciani e Gyamfi
La soddisfazione di Crimi, Luciani e Gyamfi (foto Ciccio Saya)

Il futuro adesso è da decifrare: “Sono in attesa. Non è mai facile ripartire e sto aspettando la chiamata giusta. Ho parlato con Garofalo, che è andato a Foggia, Buchel e Crimi, che sono già ripartiti, e chi ancora aspetta come Lia e Petrucci. Ci sentiamo spesso, era un bel gruppo”.

Gyamfi è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, con cui ha vinto il Torneo di Viareggio del 2015, segnando anche nella finale contro il Verona (c’era un certo Federico Dimarco sulla corsia opposta di difesa), e la Coppa Italia Primavera del 2016: “Sono cresciuto nel loro vivaio con mister Vecchi. Sono stati due anni intensi, in cui ho avuto la possibilità di vincere due trofei. È stato molto bello far parte di un grande club e di quei gruppi davvero ricchi di qualità e talento”.

Gyamfi
Gyamfi contende un possesso (foto Angelo Pisani)

Nel corso della stagione 2015/16 anche le convocazioni in prima squadra con Roberto Mancini, in occasione della semifinale di ritorno della Coppa Italia contro la Juventus vinta per 3-0 (con i bianconeri che la spuntarono ai rigori), e nelle sfide di campionato contro Frosinone e Sassuolo, non scendendo però mai in campo: “Mi ha chiamato più volte, è stata un’altra opportunità di crescita, con un grandissimo allenatore”.

La serie A l’ha giocata con il Benevento, senza dubbio l’avventura più significativa in carriera: “È stata la mia prima esperienza in B, con Baroni allenatore. Abbiamo vinto i play-off, quindi sono stato con lui anche in serie A, venendo successivamente allenato da De Zerbi. Sono stati quattro anni e mezzo bellissimi, con due promozioni. Da professionista è stato il momento più importante, anche perché mi sono trovato bene con la città e i tifosi”.

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L’appoggio di Gyamfi (foto Giuseppe Scialla)

Tra i cadetti Gyamfi può vantare anche i campionati disputati con Reggiana e Cosenza: “A Reggio Emilia, durante il Covid, è stato purtroppo un torneo strano, senza tifosi sugli spalti. A Cosenza ho vissuto un’esperienza a due facce. Sono arrivato a gennaio e abbiamo mancato i playoff soltanto per un punto. Poi l’anno dopo sono cambiati allenatore e direttore e non facevo più parte del progetto tecnico. Ero fuori rosa quando mi ha cercato il Messina”. Bright Gyamfi è ora impaziente di trovare una nuova occasione per ripartire.

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