La temuta liquidazione giudiziale non si è concretizzata e il Messina, almeno giuridicamente, resta pienamente in vita. Adesso sono tutti da delineare gli scenari sportivi, anche perché da novembre ad oggi si sono accumulati svariati inadempimenti economici che sarà necessario sanare nell’arco di poche settimane, per potere ripartire dalla serie D, seppure con un pesantissimo -14 di penalizzazione.

L’avvocato Daniele Passaro, esperto di diritto fallimentare, fa il punto dopo la pronuncia della Seconda Sezione Civile del Tribunale, che ha concesso due mesi alla proprietà dell’Acr per definire una composizione giudiziale della propria crisi economica: “Può accadere ancora di tutto, non è ancora chiaro se il club propenderà per un concordato o una ristrutturazione del debito. È stata presentata un’istanza aperta, che ha consentito di ottenere un termine di due mesi, in cui sarà possibile delineare ogni scenario futuro, come si legge anche nel provvedimento del Tribunale”.
Entro il 10 luglio vanno versate la tassa d’iscrizione da 21.500 euro e una nuova fideiussione bancaria di 31.000 euro: “C’è un ampio margine di manovra. I legali dell’Aad Invest Group hanno riferito di volere dare continuità all’attività e quindi iscrivere la squadra. Ma chiaramente non basterà versare la tassa, vanno saldati anche stipendi e contributi arretrati. In Lega c’è comunque la vecchia fideiussione da 350mila euro di Sciotto che coprirebbe queste somme”.

Un commissario giudiziale, l’avvocato Maria Di Renzo, dovrà supervisionare ogni azione societaria: “I prossimi passaggi non saranno automatici. Tutte le spese superiori ai 5.000 euro saranno autorizzate dal Tribunale se la proprietà dimostrerà che è funzionale al mantenimento del titolo e del valore del club. Ma andranno chiaramente tesserati nuovi giocatori e sostenute tutte le spese vive per la gestione”.
Non è chiaro chi sosterrà questi investimenti, dal momento che il socio di maggioranza non ha mai onorato alcun pagamento, neppure le rate per l’acquisto della società: “Se l’Aad Invest Group non stanzia i fondi necessari né interviene un terzo soggetto, come una newco, a farlo dovrebbe essere il socio di minoranza, Pietro Sciotto, che dovrebbe effettuare un aumento di capitale e riprendersi l’80%”.

Peraltro è quello che accadde in parte nella stagione della promozione in C, la 2020/21, dopo che altri soci di minoranza, Carmine Del Regno ed Enzo Bove, non onorarono gli impegni economici, con Sciotto che fu costretto a finanziare le spese e si riprese il 30% inizialmente ceduto ai soci campani.
Anche secondo Passaro è da verificare però se davvero l’ex presidente è pronto ad uno nuovo sforzo economico: “Al momento non ha attivato la clausola risolutoria per riottenere le quote cedute, quindi bisogna capire se è il suo reale interesse. I tempi sono strettissimi perché il termine per l’iscrizione è fissato per il 10 luglio”.





