L’ormai ex presidente dell’Acr Messina Pietro Sciotto, adesso socio di minoranza del club, è intervenuto sulla Gazzetta del Sud per chiarire alcuni passaggi delle recenti turbolenze societarie, peraltro oggetto di un’inchiesta della Procura. Riportiamo di seguito uno stralcio del suo intervento dopo il colloquio con i magistrati.

«Sulle vicende della cessione alla società AAD, giusto atto in notaio Magno, ritengo utile e necessario per l’informazione corretta dell’opinione pubblica alcune precisazioni. In particolare non è mai stato dichiarato e sostenuto che i debiti della ACR fossero 1 milione di euro. Il sottoscritto ha dichiarato che alla data del 22 giugno 2024 in cui è stata sottoscritta la lettera di intenti con AAD i debiti erano 1.400.000.
Non si comprende poi in che termini il sottoscritto non avrebbe voluto esercitare il diritto di riscatto, considerato – tra l’altro – che non erano note le posizioni debitorie dopo la stipulazione dell’atto in notaio Magno. L’operazione – ove si fosse voluto il riacquisto dell’80% – imponeva la stipulazione di un contrarius actus intercorso tra le parti, che avrebbe dovuto definire anche i rapporti di debito/credito tra le stesse.

Il semplice esercizio della possibile clausola risolutiva non avrebbe realizzato l’automatica attuazione degli effetti risolutori che sarebbero potuti scaturire da una sentenza resa dal Tribunale, ovviamente in tempi non brevi e senza che risultassero soddisfatte le posizioni creditorie del sottoscritto, che comunque saranno fatte valere nelle opportune sedi.
Infine, il richiamo equivoco verso pretese (ma inesistenti) minacce verso i tifosi non corrisponde per nulla alla realtà in quanto minacce e pressioni dirette e indirette sarebbero state subite dal sottoscritto, a prescindere dalla circostanza che da oltre un anno non è stata rilasciata alcuna dichiarazione agli organi di stampa. Grato per l’attenzione e l’ospitalità, Dott. Pietro Sciotto».





