I casi di Messina e Lucchese, con l’avvento dell’Aad Invest Group e di ben tre differenti proprietà in pochi mesi in Toscana, dove il club è stato ceduto ancora nelle ultime ore, impongono dei cambiamenti alla Lega Pro. Il tema della sostenibilità è stato infatti al centro della riunione odierna del Consiglio Federale. Su proposta del presidente Gabriele Gravina, sono stati condivisi alcuni principi che verranno implementati già dall’inizio della prossima stagione sportiva.

Servirà la garanzia all’atto dell’ammissione di aver sanato tutte le pendenze della stagione precedente. Chi avrà degli arretrati non potrà quindi più iscriversi. Introdotto l’obbligo di vincolare l’erogazione dei contributi da parte della Lega alla regolarità dei pagamenti ai tesserati da parte del club. In pratica chi avrà saltato una scadenza, ed è il caso del Messina, punito con un -4 per il mancato versamento dei contributi Inps e Irpef, non riceverà più i fondi relativi al “minutaggio” per l’impiego dei giovani, un’entrata chiave in questi anni per la società dell’ex presidente Pietro Sciotto.
in caso di passaggio di proprietà di un club, introdotto infine l’obbligo per i nuovi acquirenti di prestare idonee garanzie a copertura del debito sportivo non solo pregresso (com’è attualmente), ma anche a quello che maturerà a fino al termine della stagione. I dettagli non sono stati svelati ma si dovrebbe andare verso l’introduzione un’ulteriore fideiussione, che probabilmente Doudou Cisse e Stefano Alaimo non avrebbero mai prodotto, dal momento che è rimasta operativa quella precedente che faceva ancora capo alla proprietà uscente.

In Figc è continuato il confronto sul tema dei controlli economici infrannuali sulle società professionistiche, che ha l’obiettivo di definire il quadro completo da portare in approvazione nella prossima riunione. Con specifico riferimento alla Lega Pro, si è deciso di dare delega al presidente federale per l’adozione già dalla stagione 2026/2027 degli indici e degli indicatori per l’iscrizione al campionato, in anticipo rispetto a quanto previsto dal Piano Strategico del Calcio Italiano approvato nel marzo 2024.
In conferenza stampa, anche alla luce dell’esclusione di Taranto e Turris dal campionato, Gravina ha ribadito la necessità di una riflessione complessiva sui format: “Le criticità evidenziano dei momenti di grande sofferenza all’interno del sistema. Nascondersi dietro a un dito continuando a dire che in Serie C le squadre falliscono da sempre non è più accettabile se vogliamo salvaguardare le competizioni e il valore del brand della Lega Pro e del calcio italiano”. Ma per una riforma strutturale bisognerà appunto attendere la stagione successiva a quella che è già alle porte.





