Calil e Colombo stendono nel finale un buon Messina. Clamorosa topica arbitrale

Un match equilibrato deciso dal rigore, ineccepibile, concesso ai campani a 16’ dal termine. Nell’occasione controllo difettoso di Marin e fallo di Stefani su Colombo, ma per errore il direttore di gara espelle il rumeno. Con il Messina in dieci subito dopo il raddoppio di Colombo. Si conclude l’avventura in Coppa dei siciliani, mentre la Salernitana proverà a riconquistare un trofeo di cui è già la detentrice in carica.

Benvenga prova a sfondare sulla corsia destra

Benvenga prova a sfondare sulla corsia destra

Il pre-partita. Rispetto a quanto annunciato alla vigilia un uso del turn-over moderato per Grassadonia, che non rinuncia a elementi di sicuro affidamento come Bucolo, Stefani, Orlando, Nigro e Vincenzo Pepe. Si rivedono Lagomarsini, relegato in panca nelle ultime settimane, e Benvenga, che ha scontato due turni di stop in campionato. Tra i campani tornano titolari Mounard e Ginestra, spesso ai margini, e nell’ultimo biennio affiancati più volte al Messina da radio-mercato. Finalmente un’occasione per mettersi in mostra per i vari Marin, De Bode e Bortoli, il cui minutaggio è stato fin qui davvero limitato.

Bortoli e compagni non riescono a finalizzare un pericoloso contropiede sul punteggio di 0-0

Bortoli e compagni non riescono a finalizzare un pericoloso contropiede sul punteggio di 0-0

La cronaca. I ritmi non sono molto elevati. Al 6’ rimedia subito un giallo Bonanno, per un’entrata irregolare. All’11’ Lagomarsini si rifugia in corner sull’insidiosa punizione di Ginestra: prima vera emozione di un match nel quale la posta in palio non è particolarmente ambita da nessuna delle due contendenti. Emozioni con il contagocce: bisogna attendere la mezzora per apprezzare lo splendido schema del Messina sugli sviluppi di un calcio piazzato. Nell’occasione Bucolo imbecca in area Vincenzo Pepe, che di sponda serve Orlando; la conclusione dell’ex attaccante dell’Aversa Normanna sorvola di poco la traversa. Consistente la prova di Bucolo, che domenica sarà indisponibile per squalifica contro il Foggia: in mezzo al campo torna ad affiancarlo Nigro, al rientro dopo l’infortunio. Al 36’ Salernitana ad un passo dal vantaggio con Bianchi: sulle sue conclusioni a botta sicura il doppio salvataggio di Lagomarsini e De Bode in scivolata. Lo stesso centrale difensivo al 39′ sul fronte opposto invoca energicamente il rigore dopo un contatto in area con Ginestra. Vane nell’occasione le proteste di Grassadonia. Al 42’ assolutamente fuori misura la conclusione dalla distanza di Mounard. Dopo un minuto di recupero squadre al riposo sullo 0-0.

Buona la prova del Messina, condannato soltanto nel finale dall'episodio del rigore

Buona la prova del Messina, condannato soltanto nel finale dall’episodio del rigore

Al 3’ fermato in posizione di off-side Bonanno, dopo una insistita e pregevole ripartenza gestita da Bucolo. Al 5’ ancora impreciso Mounard, smarcato da un apprezzabile colpo di tacco di Ginestra. I ruoli si invertono subito dopo, quando è il “Cobra” a non inquadrare la porta da fuori area. All’8’ Orlando, smarcato a pochi passi dalla porta difesa da Russo, non riesce ad impattare il pallone, servitogli al meglio da De Bode. Grassadonia vara poi un doppio avvicendamento: Damonte rileva Nigro, mentre Bjelanovic – reduce da una lunghissima assenza – prende il posto di Orlando. All’11’ il Messina non concretizza un contropiede nonostante la superiorità numerica: si spegne debolmente a lato il tiro dal limite di Bortoli. Al 20’ c’è spazio anche per l’ex giallorosso Pestrin, che rileva Volpe. Al 23’ leggermente fuori misura il tentativo di Giandonato, protagonista di un buon match. Sul fronte opposto Russo blocca l’insidiosa girata di testa di Bjelanovic sul traversone da destra di Benvenga. Secondo avvicendamento per Menichini, che rilancia Calil al posto di Ginestra. Al 28’ viene assegnato un calcio di rigore alla Salernitana: rosso diretto per Marin, anche se il fallo su Colombo, netto, è stato commesso da Stefani e non dal rumeno, protagonista di un controllo difettoso che ha costretto l’aretino all’intervento irregolare su Colombo. Clamorosa topica arbitrale: Messina in dieci e costretto ad inseguire, dal momento che Calil dal dischetto spiazza Lagomarsini. Grassadonia corre ai ripari inserendo Stampa al posto di Bortoli. Ma l’inferiorità numerica si fa subito sentire: al 33’ Colombo di testa in tuffo finalizza al meglio un contropiede, sfruttando al meglio un traversone di Franco e chiudendo di fatto in anticipo la contesa. Nel finale Fourneau è costretto a richiamare Bucolo e Pestrin, per via dell’eccessivo nervosismo in campo. Finisce così: Coppa avara di soddisfazioni per il Messina, già eliminato in estate dalla Tim Cup per mano del Pontedera (3-1 nel primo impegno ufficiale della stagione). La Salernitana, detentrice del trofeo, mantiene invece un’importante valvola di sfogo per gli elementi meno impiegati e potrà provare a riconquistare il titolo, anche se tutte le attenzioni della tifoseria e del patron Lotito sono ovviamente rivolte sul campionato e sulla delicata trasferta di Matera già all’orizzonte.

Un migliaio gli spettatori presenti, con consueta rappresentanza ospite

Un migliaio gli spettatori presenti, con consueta rappresentanza ospite

Salernitana – Messina 2-0

Marcatore: al 74’ Calil su rigore, al 78’ Colombo.

US Salernitana: Russo, Colombo, Franco, Giandonato, Bianchi, Tuia, Mounard, Castiglia, Mendicino, Ginestra (26’ Calil), Volpe (20’ st Pestrin). A disposizione: Ronchi, Trevisan, Pezzella, Grillo, Cappiello. Allenatore: L. Menichini.

ACR Messina: Lagomarsini, Benvenga, Marin, Bucolo, De Bode, Stefani, Orlando (17’ st Bjelanovic), Pepe V., Bonanno, Bortoli (30’ st Stampa), Nigro (14’ st Damonte). A disposizione: Iuliano, Silvestri, Donnarumma, Izzillo. Allenatore: G. Grassadonia

Arbitro: F. Fourneau di Roma 1.

Note – Espulso: al 28’ st Marin (M). Ammonito: al 6’ Bonanno (M). Corner: 6-0. Recupero: 1’ pt e 4’ st. Spettatori: un migliaio circa con buona rappresentanza di sostenitori ospiti.

The following two tabs change content below.

Commenta su Facebook

commenti