Trovato: “Per essere arbitri serve la passione. Ai ragazzi dico di divertirsi”

Giuseppe Trovato

Il regolamento del gioco del calcio sviscerato in tutti i suoi aspetti, con dettagliate spiegazioni, dimostrazioni pratiche, aneddoti e curiosità. Il romano Giuseppe Trovato, già presidente della FIA (Formazione Italiana Arbitri) e Responsabile Nazionale della Formazione Arbitri CSEN, ha brillantemente tenuto le lezioni nella tre giorni organizzata dal Centro Sportivo Educativo Nazionale di Messina presso il Polo Sportivo di Granatari. Alla fine in trenta hanno conseguito l’attestato di partecipazione e di acquisizione della qualifica, oltre ad ottenere il tesserino di arbitro nazionale CSEN.

Giuseppe Trovato durante le lezioni al corso arbitri Csen

Giuseppe Trovato durante le lezioni

Un’esperienza formativa molto importante per i corsisti, anche alla luce dell’indubbio spessore del relatore. “Il calcio spazia ormai a 360° – spiega Trovato – e con l’ente abbiamo organizzato varie manifestazioni anche in tema di disabilità. In corsi come questo approfondiamo delle tematiche, sia in forma teorica che pratica, riguardanti il calcio a 11, il calcio a 5 ed il calcio 7, tenendo conto che mettere insieme tutte le informazioni non è semplice. Il regolamento del calcio a 5, inoltre, è meno conosciuto e può risultare dunque più complesso da comprendere”.

L’attenzione dei partecipanti al corso organizzato dal Csen di Messina è stata massima, come conferma Trovato: “I ragazzi hanno risposto bene. Qualcuno è già pratico a livello di arbitraggio, altri hanno bisogno di tempo per assimilare le informazioni e riportarle sul campo. La fase successiva è affiancarlo ad un arbitro già esperto, affinché il “fischietto” già formato metta quello novello in condizione di fare i primi passi, per poi lasciargli spazio fino a renderlo indipendente”.

Andrea Argento, Giuseppe Trovato e Domenico Calì

Andrea Argento, Giuseppe Trovato e Domenico Calì al Polo Sportivo di Granatari

Il bagaglio di esperienza accumulato in questi anni è notevole e gli consente di essere oggi un “fischietto” affermato. “Sono partito da un corso di questo tipo, riuscendo nel corso degli anni ad ottenere qualifiche da insegnante e designatore. Oggi sono il presidente di un’associazione che opera prevalentemente su Roma, ma si occupa anche di tornei a livello nazionale. Le mie esperienze sono legate oltre al calcio anche al calcio a 5 ed al beach soccer. Sono arrivato dunque a dirigere anche dei professionisti”.

Le critiche non mancano mai e spesso è dura tenera a bada ventidue calciatori, ma è realmente così difficile fare gli arbitri? “E’ un mestiere difficile solo fino a un certo punto, perché se l’arbitro ha passione per lo sport ed una certa dedizione è un qualcosa che viene naturale e le difficoltà possono essere superate. Il rapporto dialettico con chi scende in campo è molto importante. Le problematiche ed i punti di rottura che scaturiscono nel corso di una gara sono prettamente legate al linguaggio ed al modo in cui l’arbitro si pone con i giocatori”.

I corsisti a lezione

I corsisti a lezione

Il principale consiglio per coloro i quali si avvicinano al mondo arbitrale, infine, è molto chiaro: “Ai ragazzi dico di divertirsi, perché è questo il vero segreto. L’arbitro non deve entrare in campo pensando ad aspetti negativi o comunque vedendolo solo come un lavoro, altrimenti questo percorso non avrà una durata lunga. Se ci sono passione e divertimento, invece, è tutto diverso. Bisogna pensare di essere nel salotto di casa per sentirsi a proprio agio”.

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