Sullo: “Con il gruppo potremo sfidare le big. La socialità conti più dei social”

Sasà SulloIl nuovo tecnico dell'Acr Messina Sasà Sullo

Sasà Sullo torna a Messina in una veste inedita. Rispetto a quattordici anni fa ritrova il direttore sportivo Christian Argurio, la cui presenza ha pesato nella scelta: “L’allenatore decide chi gioca e chi no, nessuno entrerà nelle mie scelte. C’è un continuo confrontarsi con il direttore, le caratteristiche dei giocatori da trattare ovviamente le concordiamo assieme. Ma la squadra non la costruisco io, a maggior ragione perché siamo in una fase di mercato non semplice. Credo molto nel rispetto dei ruoli”.

Adorante e Argurio

Andrea Adorante in posa con il ds Christian Argurio

Il girone sembra spaccato a metà, con un Acr in grado di tenere testa a metà del lotto ma anche con tante corazzate pronte a investire tanto per primeggiare. Sullo ha le idee chiare su cosa occorre per non sfigurare con nessuno: “Con il gruppo, l’empatia tra i ragazzi, lo staff tecnico, i tifosi e la società si possono fronteggiare le big. Contano più dei moduli, anche perché il calcio è uno sport di squadra”. 

La rosa avrà un’età media ridotta, con elementi che hanno già disputato centinaia di gare in Lega Pro e giovani vogliosi di emergere, confermare gli ottimi numeri già mostrati o rilanciarsi dopo infortuni o minutaggio ridotto: “Un 2000 è in grado di giocare in C. Dipende tutto dai ragazzi, vediamo cosa mi fanno vedere: la formazione la faranno loro. Dobbiamo completare la rosa, poi peserà anche la concorrenza in determinati ruoli. Le idee ci sono, conterà come le interpreteranno i ragazzi”.

Ventura e Sullo

Giampiero Ventura e Sasà Sullo insieme a Torino e in Nazionale

Rispetto al Messina in cui Sullo giocò 150 partite quello attuale non coinvolge più tutta la città: “Il problema dei giovanissimi che non si affezionano al calcio e al campanile è diffuso. Oggi i ragazzi tifano Messi e Ronaldo più della squadra e magari parteggiano per il Psg. Le piccole realtà lo pagheranno, anche negli anni a venire. Bisogna vivere la città, coinvolgerla: conta la socialità più dei social”.

L’ex centrocampista giallorosso preferisce non indicare un solo tecnico a cui fa riferimento, nonostante le tante esperienze in tandem con Ventura: “Ho imparato da tutti i miei allenatori e sto continuando a farlo, perché non si finisce mai di apprendere. Gian Piero mi ha formato, magari ci fosse qualcosa in me di quello che lui è stato e ha fatto”.

Messina

Curva Sud a parte, Messina non risponde come un tempo (foto Vincenzo Nicita Mauro)

La scelta di Messina non nasce per chetare una piazza in fibrillazione per il ritorno di Pietro Lo Monaco: “Mi hanno chiesto la disponibilità e sono sceso a Messina. Riconosco grandi meriti a mister Novelli che mi ha preceduto e ha vinto il campionato. Sono stato scelto dalla proprietà, ma non credo per fare da parafulmine. La mia figura non può spostare così tanto gli equilibri”.

La partenza è decisamente in salita per via del ritardo accumulato ma il calendario, al di là del Palermo alla seconda, potrebbe essere un buon alleato: “Le difficoltà non mancano ma vanno affrontate, non ci devono sopraffare. Siamo ottimisti e con il gruppo al completo potremo giocarcela. Ci vogliono tempo e pazienza. Il Covid ovviamente influisce, il migliore allenamento saranno le partite ufficiali”.

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Francesco Straface

Ideatore di MessinaSportiva nel 2005, per tredici anni - dal 2002 al 2014 - ha lavorato nelle emittenti private TeleVip e Tremedia. Vanta alcune esperienze nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria"). Dal 2016 è tutor presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma