Sciotto: “È un altro Messina. Per gli under si guarda all’estero, lavoriamo per il Celeste”

SciottoIl presidente del Messina Pietro Sciotto

Non ha ancora potuto celebrare il primo successo della sua gestione, ma Pietro Sciotto è parzialmente confortato dalla reazione mostrata dal Messina contro il quotato Gela. “Meritavano di vincere. Siamo bersagliati dalla sfortuna e dal malocchio, ormai credo a tutto… Alla fine se ci pensiamo bene hanno trovato il gol con l’unico vero tiro nello specchio. Anche nelle tre gare precedenti, in cui non abbiamo certo brillato e siamo purtroppo sempre andati sotto nel punteggio, nessun avversario ci ha davvero messo sotto. Perfino con la Nocerina si è vista una reazione nel secondo tempo”.

Patti, Sciotto e Raffa

Niki Patti, Pietro Sciotto e Orazio Raffa in conferenza stampa

Ha pesato oltremodo una disattenzione difensiva: “Domenica la partita era stravinta. È incredibile aver subito quel gol, un vero peccato. Con tre punti sarebbe già stata un’altra classifica. Così abbiamo invece sempre l’affanno della rincorsa, che comunque non sarà impossibile. Nocerina e Gela le abbiamo viste: sono buone squadre, quadrate, ma nulla di trascendentale”.

Il massimo dirigente è contento dell’apporto dei cinque nuovi acquisti ma anche delle prime risposte arrivate dai colpi estivi: “Sono contento di Migliorini, che ha fatto girare tutta la squadra. È stato messo in campo e ha dimostrato il suo valore. La squadra sta assumendo una fisionomia”.

Cocuzza

Non è bastata la rete di Cocuzza per ottenere il primo successo

Dopo tre settimane di discussioni, è stato finalmente riaperto al pubblico il “Franco Scoglio”: “Onestamente si poteva giocare anche la settimana prima. Magari il pubblico ci avrebbe aiutato a conquistare già all’epoca il primo punto. L’agibilità era provvisoria per via di due prescrizioni residue, che comunque non ci preoccupano. Riguardano infatti le vetrate a bordo campo e l’impianto audio. Confidiamo di risolvere tutto con il Comune”.

Capitolo mercato. Sciotto prevede interventi a breve solo sul fronte dei giovani: “Purtroppo è complicatissimo individuarli. Andavano presi a giugno, ma noi siamo partiti molto tempo dopo. Frezzi e Buda a questo punto restano a Vibo, non abbiamo sviluppi da Caserta (il riferimento è a Donnarumma e Visconti, ndc) e quindi stiamo cercando all’estero”.

Bruno, Rosafio, Ferrigno, Sciotto e Polito

Bruno, Rosafio, Ferrigno, Matteo Sciotto e Polito

Il presidente rimarca il peso degli investimenti supplementari compiuti nel mercato degli svincolati: “Abbiamo investito altri 100mila euro nel mercato di riparazione ed avremo esborsi supplementari per una rosa molto ampia. Abbiamo già 28 stipendi da onorare, sei in più rispetto a quelli che immaginavamo. A dicembre cercheremo quindi di sfoltire la rosa”.

Rinnovata la fiducia al tecnico, nonostante l’unico punto raccolto nel primo mese di campionato: “Abbiamo fiducia in Venuto. Deve stare tranquillo ed impegnarsi. Poteva già avere sette punti, ma è girato tutto storto. Attendiamo i primi risultati con lui in panchina”.

Messina

La formazione titolare del Messina

L’imprenditore attivo nel ramo automobilistico non si fascia la testa per le difficoltà emerse nei primi due mesi di gestione: “Ci sono stati problemi, fisiologici per chi ha fatto tutto di corsa. Si è ricostruito tutto da zero. La squadra non era da zero punti prima ed ora è ancora più competitiva. Abbiamo già anticipato gli esborsi sul mercato che avremmo immaginato di effettuare a dicembre. Confidiamo nel supporto delle aziende, perché ad oggi siamo senza sponsor, e dei tifosi, considerando che nei prossimi giorni lanceremo finalmente la campagna abbonamenti”.

Sul fronte stadio, infine, non è tramontata l’idea del “Celeste”: “Il “Franco Scoglio” è troppo dispersivo. Dobbiamo per forza trasferirci nel vecchio impianto di via Oreto. Speriamo di ottenere la collaborazione delle autorità e della Commissione di Vigilanza. L’architetto Pasquale La Spina sta già predisponendo i primi incartamenti. Eventualmente chiederemo un’agibilità ridotta a 3-4mila spettatori, pur di ottenere il lasciapassare”.

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