Roma: “Il Messina che sognavo. Squadra fantastica, i playoff sarebbero un’impresa”

Domenico RomaIl ds del Messina Domenico Roma (foto Paolo Furrer)

In una lunga intervista concessa ai microfoni di Antonio Billè per Gazzetta del Sud, pubblicata sui canali social dall’Acr, il direttore sportivo Domenico Roma si è soffermato sul brillante momento del Messina. Tra una salvezza per la quale manca un soffio alla certezza aritmetica, al sogno dei playoff, distanti un punto. Vittorie importanti raggiunte attraverso il bel gioco. La soddisfazione è enorme: “Questo è il Messina che sognavo, il mio, di Giacomo Modica, Pietro Sciotto, dei tifosi. Negli ultimi tre anni è il Messina che ha espresso il miglior calcio, merito del presidente ma pure di un allenatore lungimirante, bravo sul campo, che sa lavorare. E probabilmente anche mio che ho scelto chi portare a Messina: prima di essere ottimi calciatori sono grandissimi uomini e lo hanno dimostrato se guardiamo al percorso dall’inizio del campionato fino adesso”. 

Roma

Il ds Roma a Bisconte per un allenamento (foto Paolo Furrer)

Sciotto e Modica di nuovo insieme dopo il burrascoso addio del 2018. Chi lo avrebbe mai detto. Il matrimonio bis ha invece dato i suoi frutti sotto la regia del ds Roma. “Sono stato bravo nel fare ritrovare due persone intelligenti, facendole sedere allo stesso tavolo per ricominciare un rapporto d’amore che si era interrotto, come quei fidanzamenti in cui ci ci lascia e poi quando ci si rivede batte forte il cuore. Fare il direttore sportivo a Messina è una grandissima opportunità. Quando il presidente mi ha chiamato e si parlava di allenatori il mio unico pensiero era riportare qui Giacomo Modica. Lui inizialmente mi ha guardato dandomi del folle, ma l’intelligenza delle persone ha fatto nascere quello che oggi è il nostro Messina”.

Modica e Roma

Il tecnico Modica e il ds Roma a Caserta (foto Paolo Furrer)

“Per me – ha aggiunto il dirigente calabrese – è un orgoglio lavorare qui. Non è da tutti fare il direttore sportivo a Messina, tanti vorrebbero farlo e alcuni magari lo farebbero meglio. Nel mio piccolo, con umiltà, cerco di lavorare per far sì che questo sogno possa continuare. Messina per me è un punto di partenza, perché non tutti possono fregiarsi di avere sul petto la medaglia dell’Acr. Spero possa essere un motivo di vanto per me e chi ha condiviso certi momenti. Sassolini da togliermi? Mai, non sono abituato, sono un razionale. Spero di condurre in porto il nostro obiettivo nel miglior modo possibile insieme a una squadra fantastica, uno staff importante e un presidente che ci ha supportato”. 

Modica e Sciotto

Giacomo Modica e il presidente Pietro Sciotto (foto Ciccio Saya)

A +8 sulla zona playout, sabato arriva al “Franco Scoglio” il Foggia, una gara crocevia che può definitivamente consentire di alzare l’asticella e agganciare il treno playoff. “Le partite decisive le sento dalla prima giornata a settembre. Con il Foggia ha un valore diverso perché la affrontiamo in un determinato punto della stagione con la possibilità di entrare nei playoff e magari metterci definitivamente alle spalle la faccenda retrocessione. Il nostro obiettivo primario è la salvezza, acquisita quella si potrà fare qualsiasi altro pensiero. Non dobbiamo essere ipocriti: guardiamo alla zona playoff, siamo ad un punto. Se riuscissimo in questa impresa sarebbe importante per noi, la città e la proprietà”.

Zunno

Marco Zunno in azione (foto Paolo Furrer)

In un gioco corale tanti si sono messi in evidenza ed appare difficile fare nomi, ma Zunno è l’autentica rivelazione. L’esplosione dell’ex piacentino nel girone di ritorno (7 gol) rappresenta il fiore all’occhiello di questo Messina. E dire che nei primi mesi l’attaccante faticava a trovare spazio. Marco è stato bravissimo a saper cogliere il suo momento, crescendo in silenzio, senza fare polemiche. Ora per noi è un calciatore copertina. Tutti vedono oggi la sua bravura, noi abbiamo visto qualcosa in lui prima. Non c’è però solo lui da lodare, ma anche tanti altri. Ciascuno andrebbe lodato per il suo apporto, anche chi ha giocato di meno. Un gruppo è composto da 24-25 elementi e sono tutti fondamentali perché la barca vada nella giusta direzione. Vorrei ringraziare tutti, uno per uno, anche chi ha giocato un solo minuto o è stato convocato una sola volta. Per noi tutti sono importanti”.

Roma e Ragusa

Il direttore sportivo con Antonino Ragusa (foto Paolo Furrer)

Per parlare di futuro ci sarà tempo. Roma è in attesa, pronto a costruire il Messina di domani: “Non tocca a me dirlo, sarà il presidente a decidere quando sarà il momento giusto di parlarne. Ora viviamo il presente, rimanendo concentrati sulla prossima gara e il prossimo obiettivo, poi potremo parlarne. Il presidente ha creduto in noi anche nel periodo più difficile, quindi è giusto che sia lui a prendere le decisioni”.

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