Proto: “Il messinese vuole prima il cammello, ma ora può tornare allo stadio”

Franco ProtoIl presidente del Messina Franco Proto (foto Alessandro Denaro)

Il Messina è pronto a sfidare il Cosenza e grazie alla “Festa dello Sport” voluta dall’ufficio marketing dell’ACR al “Franco Scoglio” è attesa una buona cornice di pubblico. Ne è consapevole il massimo dirigente Franco Proto: “Credo che l’attesa sia palpabile per la città, i tifosi, la squadra e il tecnico. È un interesse allargato, non riconducibile solo alla dirigenza. L’iniziativa è stata voluta dal direttore generale Lello Manfredi per coinvolgere il territorio, al di là della classifica e del risultato tecnico. La partecipazione era aperta a tutti e il mondo dello sport ha reagito positivamente”.

Curva Sud

I dati della prevendita certificano che si potranno superare le 3500 presenze del derby con l’Akragas

Il presidente non nasconde comunque un po’ di delusione, perché dovrebbero essere superate le 3500 presenze del match con l’Akragas ma potrebbero restare più lontani i numeri registrati contro il Catania: “I dati della prevendita non rispecchiano ancora le mie aspettative, non sono totalmente soddisfatto. Ad ogni modo anche all’università non leggevo soltanto le prime pagine ma tutto il libro, prima di trarre una conclusione. Culturalmente, non solo a Messina, si registra un’accelerazione negli ultimi giorni”.

La città ha fin qui risposto con cautela ai proclami di svolta dell’ennesima proprietà che ha rilevato un club senza pace ormai dal 2009: “Anche questo non riguarda solo la nostra piazza, ci si è allontanati dagli stadi a tutte le latitudini. E si vuole vedere prima il cammello. Ma non ci si può mobilitare soltanto per la serie A. Il traguardo tecnico e sportivo da centrare nelle prossime ore è rilevante, per cui dovrebbe esplodere la partecipazione. Altrimenti non c’è neppure senso di appartenenza”.

Messina

L’esultanza del Messina a Lecce

Un appello inequivocabile quello dell’ex patron dell’Atletico Catania: “Probabilmente è anche il codice genetico della città, una realtà mite, molto positiva, che ti mette nella condizione di lavorare bene. Certo speriamo prima poi che risponda e maturi. Non ci interessa l’incasso più elevato, anche perché con i numerosi sconti previsti si potrà partecipare con pochi euro. Sono i ragazzi a meritare la loro presenza. Hanno raccolto 42 punti in una situazione delicata ed allo stato attuale saremmo fuori dai play-out. Solo le penalizzazioni li spingeranno lì dove non meriterebbero”.

La Federcalcio ha appena notificato il secondo deferimento: “Diamo per scontato il -2 per il mancato pagamento degli stipendi. Sulla fideiussione invece, che era priva del premio assicurativo, potremmo trovare qualche argomento di dibattito. È stata una follia rilevare un club che si trovava in una condizione così patologica, ma non ci abbiamo certo ripensato. Ad ogni modo pensiamo a vincere le prossime due partite, così azzereremo anche un’ulteriore penalizzazione”. 

Cecere celebra con Criaco ed altri compagni un successo al ''Celeste''

Il Messina celebra un successo al ”Celeste”, lo stadio nel quale Proto vuole riportare l’ACR

Poi, per contrastare l’insufficiente calore del pubblico, ci sarà la fiche rappresentata dal “Celeste”: “Uno stadio che rappresenta la memoria storica e che attrae anche le nuove generazioni, che non lo hanno vissuto. Ho visto qualche partita lì, risveglia sentimenti e ricordi. È la dimensione ideale per la Lega Pro, considerato che noi facciamo 2.500 presenze e lì avremmo una capienza da 8.000, alla quale noi vorremmo avvicinarci stabilmente, disputando magari una stagione di vertice. Non è affatto sottodimensionato. E garantirebbe ben altro calore, servizi per gli spettatori e la riqualificazione di un’intera area della città”.

La rinascita della struttura di via Oreto – conclude Proto – non coinciderebbe con la morte del “Franco Scoglio”: “La squadra, che ha sofferto anche a livello di campi per gli allenamenti, avrebbe a disposizione due strutture, grazie al principio di alternanza. Ci sarebbero ben altre opportunità. Oggi questi due impianti sono due aborti, e mi perdonerete la parola forte, nessuno è stata valorizzata. Ci sono i presupposti per dare nuova linfa alle infrastrutture, che anche nel calcio sono fondamentali”.

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