Pino Irrera: “Al Milan sogniamo la Champions. Messina ha perso vitalità e prospettive”

Pino IrreraPino Irrera ai tempi della sua esperienza a Catania

Per ingaggiare una battaglia c’è bisogno di soldati. Per vincerla, però, sarà sempre necessario uno stratega. Se poi il campo in cui lottare è un rettangolo verde – adesso quel tempio del calcio che è “San Siro” – per curare i dettagli serve qualcuno che si intenda di tattica e palle inattive al punto da farne la propria pacifica ossessione. Qualcuno che sappia tutto di schemi e frazioni di secondo spesso decisivi per il destino di una gara. Ed è per questa ragione che al Milan è servito Pino Irrera, nello staff dei rossoneri dall’avvento di Vincenzo Montella.

Pino Irrera

Pino Irrera ha esordito in Serie A da capo allenatore

Messinese, 55 anni, l’assistente dell’allenatore campano si è fatto strada dalla panchina del Villafranca Tirrena sino allo staff tecnico del club più titolato al mondo, con l’invidiabile primato di aver esordito da capo allenatore in tutte le categorie comprese tra la Promozione e la Serie A già a 47 anni (complice la squalifica di Walter Zenga in Milan-Catania, ndc).

La sua favola, passata anche per le panchine di Messina, Milazzo e Gela ed addirittura per ben undici stagioni nello staff tecnico del Catania, lo ha ad ogni modo spinto nell’Olimpo del calcio nei panni di assistente tecnico, al servizio di quell’arte della furbizia che esercitata in campo può davvero essere l’ago della bilancia: “Chi mi conosce – racconta Pino Irrera ai nostri microfoni – sa che la cura di punizioni, schemi, altre situazioni tattiche mi apparteneva già quando allenavo il Villafranca. Ci perdevo tempo, ci lavoravo allora e non ho più smesso. A Catania parlavo sempre di questi argomenti ed oggi curo sia i calci da fermo a favore che contro. I dati statistici mi danno tante ragioni per sorridere, con la speranza di poter migliorare ancora. Certo, le palle inattive richiedono che ci si faccia furbiammette – pur senza dimenticare che bisogna armonizzare qualità di chi calcia, tempi, spazi ed altri elementi che la domenica, cogliendo l’attimo, possono fare la differenza”.

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Irrera celebra la Supercoppa conquistata a Doha, insieme a Vincenzo Montella

Pur senza l’aiuto dei calci piazzati, domenica scorsa il Milan di Irrera ha acciuffato l’Inter all’ultimo respiro, col gol di Zapata che regala al neo presidente, Li Yonghong, un pari all’esordio che il tecnico accoglie con ottimismo: “Non meritavamo di perdere: è stato questo a fare la differenza. Abbiamo raddrizzato la partita – afferma – e la soddisfazione è stata tanta. Per qualche istante mi è sembrato di rivivere le emozioni di Doha, anche se lì c’era di mezzo la Supercoppa che abbiamo vinto. Sarebbe stato ingiusto perdere una partita che avevamo ben interpretato, posto che nei primi 35’ abbiamo peccato in fase offensiva. L’Inter è per certi versi superiore a noi – aggiunge – ma nel derby ha sfruttato più di ogni altra cosa la forza dei suoi attaccanti, quelli che ci hanno rifilato due gol su due azioni di contropiede. Non ci siamo disuniti e nel secondo tempo è venuto fuori il vero Milan, che ha meritato il pari”.

La scorsa settimana ha segnato la storia del Milan: mr Lee ha rilevato il club da Berlusconi

La settimana precedente al derby della Madonnina è stata allora segnata dal closing della trattativa, quella che chiude la stagione di monumentali imprese firmata Silvio Berlusconi e sposta verso Oriente un altro pezzo di Serie A, nel segno di rinnovate ambizioni: “Abbiamo vissuto la settimana del passaggio di consegne come gli ultimi otto mesi – commenta Irrera –. Si parla della svolta societaria da luglio ma, come ha detto mister Montella, a noi non è mancato nulla, il nostro lavoro è proseguito in tranquillità. Vuoi o non vuoi nello spogliatoio se n’è parlato, se pensiamo che sul tavolo ci sono contratti dei calciatori che si avvicinano alla scadenza. Dal canto loro i dirigenti cinesi sono venuti qui a Milanello esponendoci priorità che coincidono con le nostre. Ci hanno detto – racconta – aver rilevato il club per farlo tornare stabilmente in Champions League. Partiremo subito per questa missione, consapevoli che Napoli, Roma Lazio hanno cominciato qualche anno fa. Hanno un certo vantaggio di tempo e per questa ragione sappiamo che non sarà facile”.

Irrera collaborò anche con Diego Simeone, nel 2011

Chi in Champions League c’è già – ed ha anche sfiorato la coppa dalle grandi orecchie – è Diego Simeone, uno dei tantissimi tecnici con cui Irrera ha lavorato nel Catania. Alla guida del suo Atletico Madrid, “El Cholo” continua a macinare successi, di cui il suo ex collaboratore conosce qualche motivazione: “Diego è davvero quello che si dice un grande lavoratore. Ci mette anima, ci mette passione – afferma – ed ha un importante vantaggio: il suo staff. Tra i vari collaboratori ha scelto per sé un preparatore che lo aveva allenato all’Atletico, quando era calciatore. A Madrid era visto già bene in partenza, quindi ha subito trovato la sua dimensione. Non può essere altrimenti, ha carriera e risultati dalla sua parte”.

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Da messinese, Irrera crede gli affanni del calcio cittadino vadano ricercati nei problemi della città stessa (foto Vincenzo Nicita Mauro)

Ma parlando di passato, Irrera guarda sempre a casa propria ed a quel Messina che allenò nella stagione 1996-97 e che gli ispira amari pensieri, legati più alla quotidianità della sua terra che al calcio: “Messina è la piazza più vicina alla mia storia, anche se per lavoro sono spesso stato lontano dallo Stretto, dalle persone a cui sono legato fin dai primi anni della mia carriera. È rimasto un legame forte, che rivivo ogni domenica, quando si riaccende il cellulare ed il primo pensiero è per i risultati di qualche campionato in particolare. Messina calcistica è purtroppo l’immagine della città – commenta –ha perso nel tempo quasi tutte le sue prospettive di crescita. Col tempo, coi problemi accumulati in quantità maggiore rispetto ad altri centri, è diventa una città di passaggio. La squadra ha bisogno di tutto un altro clima per risorgere, di quella vitalità che è andata tristemente perduta”.

Irrera lavorò al Catania per undici stagioni sportive, sotto la direzione di Pietro Lo Monaco

L’esperienza più lunga della sua carriera Pino Irrera l’ha vissuta al Catania, tra i piani più alti del calcio italiano ma sempre in compagnia di Pietro Lo Monaco, tornato all’ombra dell’Etna in una stagione resa nefasta da penalizzazione, risultati ed avvicendamenti in panchina: “So come vanno le cose a Catania – afferma Irrera –. Pino Rigoli è mio amico così come Giovanni Pulvirenti. Che dire, al di là di tutto non è mai facile affrontare un campionato con una squadra assemblata all’ultimo minuto, che puntualmente ha bisogno di settimane per cancellare parecchi punti di penalizzazione. Il Catania è da anni in questo incantesimo è c’è una sola persona che può spezzarlo. Naturalmente è Pietro Lo Monaco, che ha capacità indiscutibili e le farà valere anche questa volta. Ho giocato con lui – racconta – nel suo ultimo anno da calciatore, a Villafranca. L’ho conosciuto da allenatore, è stato il mio direttore sportivo ad Acireale, Catania e nel Savoia. Stavolta sarà davvero difficile, perché la Lega Pro è una giungla popolata da città e società forti, però prendendosi del tempo ed aspettando l’annata giusta Pietro ed il Catania ce la faranno senz’altro”. 

Zdeněk Zeman allenò Pino Irrera nel Licata

Da calciatore Irrera è stato invece allenato da Zdeněk Zeman, quel tecnico che come l’assistente di Montella partì dai campi della Sicilia prima di raggiungere la Serie A. Quegli anni, al Licata, facevano già trasparire il carattere del Boemo: “Ho riabbracciato il mister a Pescara. Mi sorprende ogni volta – rivela – perché è sempre uguale. Un personaggio unico, una persona semplice che sa sempre farsi apprezzare. È vero, Zeman non passa mai di moda, come ogni genio che la storia abbia conosciuto. È stato importante per me come per tanti altri calciatori – dice – che per decenni si sono fatti rispettare seduti su una panchina. Romano, Giacomarro e tanti altri hanno costruito le proprie fortune da allenatori anche grazie a lui. Non può che essere un esempio sempre valido”.

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Pino Irrera dovrebbe rinnovare nelle prossime settimane il suo contratto col Milan

Ed in attesa che mister Li sottoponga a mister Montella il rinnovo contrattuale, dato per imminente, Pino Irrera resta concentrato sul proprio compito, perché comunque vada non svestirà i panni di specialista della tattica: “Gli anni passano per tutti. Ho scelto io, anni fa, di occuparmi di questi aspetti e scommettere la mia carriera in questo ruolo. Mi sarà proposta ancora – riflette – come in passato, l’occasione di divertirmi da mister in un calcio minore, ma è un’ipotesi che escludo. Essere qui al Milan è davvero il massimo. Dalla Promozione alla Serie A le ho viste tutte: non posso davvero chiedere di più”.

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Enzo Cartaregia

Enzo Cartaregia

Cronista sportivo da sempre, in MessinaSportiva da ancor prima. Cresciuto sui campi di calcio, si dedica anche all'approfondimento ed alla pallacanestro

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