Ottenuto il certificato del collaudo decennale. Scongiurato il rischio porte chiuse?

Uno scorcio dello stadio San Filippo

È corsa contro il tempo per la messa a norma del San Filippo. Dopo quasi tre mesi il Comune ha ottenuto l’agognato certificato che attesta il collaudo generale della struttura, necessario a dieci anni dall’inaugurazione, avvenuta il 18 Agosto 2004, in occasione di un’amichevole con la Juventus. Un passaggio rilevante, per certi versi epocale, ma che paradossalmente potrebbe non essere sufficiente.

I tifosi giallorossi sperano di potere assistere regolarmente all'esordio casalingo del Messina

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A giugno la Commissione di Vigilanza aveva espresso parere favorevole alla concessione dell’agibilità dell’impianto ed il verbale in questione, che certifica anche la piena disponibilità all’utilizzo dello stadio, era stato d’altronde allegato alla domanda di iscrizione del Messina al torneo di C unica.

Martedì a Palazzo Zanca è arrivata la documentazione più attesa. A confermarlo il responsabile degli appalti comunali Antonio Amato, contattato telefonicamente: “Il certificato relativo al collaudo decennale ci è stato appena consegnato e nella giornata di mercoledì 3 settembre lo consegneremo in Prefettura”.

Lunedì mattina sono state effettuate le ultime prove di carico. Secondo i dirigenti non vi è stato alcun ritardo sulla tabella di marcia: “Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per raggiungere questo traguardo. In un Comune a rischio dissesto, in piena estate, abbiamo impegnato le somme richieste, affidato i lavori e completato in tempo la gran parte degli interventi richiesti. Entro la fine del mese saranno chiusi tutti i cantieri residui”. Il riferimento è ai lavori relativi all’impianto di illuminazione ed al sistema di video-sorveglianza, per i quali sono state stanziate somme supplementari.

Le recinzioni metalliche e soprattutto la passerella che conduce al settore ospiti sono state oggetto di interventi

Le recinzioni metalliche e soprattutto la passerella che conduce al settore ospiti sono state oggetto di interventi

Soltanto in questa prima fase Palazzo Zanca ha investito quasi 150.000 €: “Le recinzioni metalliche che separavano i vari settori sono state sostituite con una spesa di circa 5.000 €. Altri 20.000 sono stati necessari per ordinare le nuove vetrate, 40.000 per tutti gli altri interventi”. Si sono rivelati necessari il rifacimento e la manutenzione degli intonaci, delle strutture in calcestruzzo, come i muri di contenimento, e della passerella del settore ospiti.

“Altri 80.000 € sono stati investiti per il ripristino dei cavi in rame per l’illuminazione, rubati a più riprese”. Un’autentica piaga cittadina, come Amato tiene ad evidenziare: “Sono stati necessari tre mesi per sostituire i cavi presenti a Villa Dante ma dopo appena tre giorni ignoti hanno già riprovato a sottrarli. La realtà è che chi entra in azione rischia spesso soltanto di essere denunciato a piede libero, mentre il danno arrecato al Comune è enorme…”.

Una panoramica del San Filippo

Una panoramica del San Filippo

Resta però la grana rappresentata dai vetri anti-sfondamento: “Già a fine giugno li abbiamo ordinati alla ditta che li produce soltanto su apposita richiesta. I relativi tempi di produzione però sono lunghi, arriveranno nei prossimi giorni. Ad agosto d’altronde la fabbrica era chiusa e ha riaperto soltanto ad inizio settembre”.

Ricevuta la documentazione richiesta, la Commissione di Vigilanza convocherà Amato nelle giornate di giovedì o venerdì, per l’audizione che dovrà dare il via libera o meno all’agibilità parziale del San Filippo, che non a caso già da anni viene riaperto ai tifosi con una limitazione fissata a quota 6.900 spettatori. In quella sede necessario il coinvolgimento dell’ingegnere Aiello, responsabile del Dipartimento Manutenzioni Immobili Comunali.

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