Orlandina, Enzo Sindoni: “Con Milano gara speciale. Dedicata ad Andrea Plattella”

Enzo Sindoni

Poche ore ci dividono dalla palla a due di Orlandina-Milano. Un altro straordinario traguardo raggiunto dal team paladino presieduto da Enzo Sindoni. Il massimo dirigente biancoazzurro sottolinea i segreti dell’ennesima impresa orlandina. Salvezza raggiunta! Un miracolo, o forse no?
“In diciotto anni abbiamo ottenuto 10 promozioni e 4 salvezze in serie A che per noi sono 4 scudetti. Il vero miracolo, però, lo abbiamo compiuto a luglio scorso, completando in soli 18 giorni tutti gli adempimenti necessari all’iscrizione in serie A. Ma c’è qualcosa di ancor più incredibile: in serie A c’è solo una squadra che avendone disputato diversi campionati, non è mai retrocessa: l’Upea”.
In un anno così duro, non l’ho mai vista tentennare. Cos’è che la portava a pensare che ci saremmo salvati senza problemi?
“La consapevolezza delle qualità tecniche ed umane del nostro staff, a partire da Giuseppe e dalla sua straordinaria competenza, e della passione che accompagna la nostra squadra. Tutto ciò mi ha sempre indotto all’ottimismo”.
A chi dedica quest’impresa?
“Ad Andrea Plattella. Voglio credere che dal cielo stia sorridendo con noi”.

Il patron Enzo Sindoni e il Ds Giuseppe

Il patron Enzo Sindoni e il Ds Giuseppe

Tornare al PalaFantozzi proprio contro Milano è la giusta ricompensa per gli orlandini. Cosa rappresenta personalmente per lei questa gara? Quale deve essere lo spirito di tifosi in questa sfida tanto impegnativa quanto affascinante?
“Per me il 19 aprile 2015 è il giorno dei giorni. Andavo a tifare Olimpia Milano al Palalido, e le scarpette rosse sono sempre nel mio cuore. L’orgoglio di avere portato l’Orlandina a giocarci contro è un’emozione che mi ripaga di ogni sacrificio. Per i tifosi deve essere un’occasione da vivere con la passione di sempre, consapevoli dell’onore di essere al cospetto della migliore squadra italiana della storia del basket”.
Tre fattori dai quali ripartire per programmare la prossima stagione?
“La passione del nostro pubblico, il ritorno di Tommaso Laquintana (prossimo playmaker della nazionale italiana), e soprattutto la competenza di Giuseppe”.

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