Nibali combattivo sul pavè, ma gli avversari tengono il passo

Tour de FranceVincenzo Nibali e la maglia gialla Froome

L’attesissima tappa del pavé non provoca gli scossoni che ci si attendeva. Lo “squalo dello Stretto” ha invano tentato di distanziare i suoi grandi avversari, ma non c’è stato niente da fare contro un Froome praticamente perfetto. La tappa va a Tony Martin. Il tedesco conquista anche la maglia gialla di leader.

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Il temuto pavè ha regalato comunque emozioni

La Cronaca – La quarta tappa del Tour de France era l’autentico spauracchio per molti dei pretendenti al podio finale. Proprio sulle pietre l’anno scorso Nibali diede un saggio della sua classe e ipotecò, di fatto, il successo finale che avrebbe poi consolidato sulle grandi salite. Il primo settore (1.800 metri) viene affrontato a 120 km dal traguardo. Poi, in sequenza vengono affrontati i settori di Artres à Famars (1.200 metri), Quérénaing – Verchain-Maugré (1.600 metri), Verchain-Maugré – Saulzoir (1.200 metri), Saint-Python (1.500 metri), Fontaine-au-Tertre – Quiévy (3.700 metri) ed infine Avesnes-les-Aubert – Carnières (2.300 metri) a 13 km dalla conclusione. L’Astana fa il forcing, ma Froome è attentissimo in tutti i frangenti della corsa, palesando una lucidità impressionante. Nella rete cade soltanto Thibaut Pinot (3° l’anno scorso a Parigi). Il francese arriverà al traguardo con oltre 3′ di ritardo.

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Nibali eletto il corridore più combattivo: nella prossima tappa indosserà il numero 1 su sfondo rosso

Ultimo settore: affondo di Vincenzo Nibali ai -11,6 km! Alle spalle del messinese si piazza John Degenkolb, ma è un nulla di fatto. Partono gli Sky. Pilotato da un inesauribile Thomas, Froome è tra i primissimi. Il keniano bianco esce indenne dal pavé. Si forma un plotoncino, ma poi rientrano anche Alberto Contador, Joaquin Rodriguez e poco dopo anche Nairo Quintana. Tutti i grandi hanno risposto alla grande sul pavé, a dimostrazione di una preparazione specifica che ha dato i propri frutti. Lotta per la vittoria di tappa, ci sono diversi velocisti (Degenkolb, Cavendish, Bouhanni). Ai -3,5 allunga Tony Martin, secondo in classifica a 1” da Froome. Il tedesco va, forte della sua eccezionale potenza. Il vantaggio aumenta! Doppio bersaglio per il grande passista tedesco (alla quinta vittoria in carriera sulle strade del Tour) che conquista tappa e maglia. La volata degli inseguitori è appannaggio di Degenkolb (quest’anno dominatore della Parigi-Roubaix) su Sagan e Van Avermaet, tutti uomini da classiche del pavé.

Nibali – Poteva andare meglio, molto meglio. Vincenzo su questa tappa aveva riposto grandi aspettative. Lo scorso anno il pavè risultò il terreno ideale per spiccare il volo. Quest’anno gli avversari hanno corso in maniera accorta, non lasciando mai le avanguardie del gruppo. Certo, il terreno asciutto ha reso meno difficoltosa la conduzione della bici, a differenza dello scorso hanno, quando gli acciottolati resi scivolosi dalla pioggia, avevano evidenziato le ottime doti di funanbolo di Nibali. Il “premio della combattività” – riconosciuto a Nibali a fine tappa – è una magra consolazione.

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Sei i tratti di pavè percorsi dai corridori. Il Tour omaggia ancora la Parigi-Roubeaux

L’ordine di Arrivo della 4^ tappa.
1.    Tony MARTIN in 5:28:58
2.    John DEGENKOLB a 3″
3.    Peter SAGAN a 3″
4.    Greg VAN AVERMAET a 3″
15.  Vincenzo Nibali a 3″

La nuova Classifica Generale.
1.    Tony MARTIN
2.    Christopher FROOME  a 12″
3.    Tejay VAN GARDEREN  a 25″
4.    Tony GALLOPIN a 38″
13.  Vincenzo Nibali a 1’50”

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Giuseppe Girolamo

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