Modica: “Presto per parlare di futuro. Ma serve un campo per gli allenamenti”

Acr MessinaIl Messina fa festa a fine gara

Il Messina è riuscito a cancellare la brutta sconfitta di Castellammare battendo 2-1 il Monterosi. Una vittoria che sa di salvezza anticipata. Il tecnico Giacomo Modica ha spiegato in conferenza stampa cosa era accaduto al “Menti” e, in assenza di Emmausso, la scelta di puntare sul tridente composto da Rosafio, Plescia e Zunno. “Era il momento di fare delle scelte, domenica scorsa avrei dovuto cambiare tanta gente a fine primo tempo, ma purtroppo non si poteva. Avevamo avuto due defezioni importanti nei primi 20′, dovendo sostituire i due esterni bassi, Lia e Ortisi, che con il Monterosi sono venuti in panchina per fare numero. Si sono infortunati seriamente e spero di recuperarne qualcuno da qui alla prossima. La partita di Castellammare era importante per dare seguito alle precedenti prove contro le più forti, invece abbiamo toppato contro una grande squadra che vincerà il campionato e dalla prima giornata è stata sempre in testa. Non siamo marziani che non possiamo sbagliare e dovevamo vincere anche là, ma avremmo dovuto fare una partita degna e non ci siamo riusciti per tanti motivi”. 

Giacomo Modica

Un sorridente Giacomo Modica

La soddisfazione per questa vittoria è anche per com’è arrivata, nonostante gli errori commessi sotto porta e un risultato che doveva essere ben più largo. “La squadra si è espressa molto bene, se fosse finita 7-1 non avremmo rubato niente e quindi mi tengo stretto questo gruppo molto importante sotto l’aspetto qualitativo e umano, tenendo conto delle difficoltà che abbiamo affrontato tutto l’anno. Ognuno fa quello che vuole, alla fine delle prossime tre partite vedremo quello che succede, se non succede è stato bellissimo”. 

Sull’erroraccio commesso da Pacciardi che ha consentito a Vano di presentarsi tutto solo davanti a Fumagalli, il tecnico difende il suo calciatore: “Devo dire soltanto grazie a Pacciardi e a tutti gli altri, alcuni hanno stretto i denti imbottiti di Toradol per poter scendere in campo. Chiaramente le persone non possono saperlo, guardano il lato estetico della gara e se sbaglia qualcosa viene attaccato, ma Pacciardi è un giocatore forte, importante, me lo tengo stretto. Io so quello che possono dare e mi hanno dato tante risposte belle e poche negative, tranne che nel girone d’andata nel periodo in cui abbiamo fatto cinque sconfitte, ma giocando dodici partite in un mese”.

Zunno

Zunno in pressione su Mbende

“Spesso non avevamo un campo decente dove allenarci – aggiunge sulle tante problematiche vissute in stagione –, abbiamo fatto anche qualche rifinitura all’antistadio, ma adesso parlo io ed è giusto che ognuno dica quello che pensa, facendo nomi e cognomi, senza voler offendere nessuno. Dirò grazie eternamente a chi mi ha dato di nuovo l’opportunità di allenare il Messina, la mia seconda città, la mia vita calcistica. Se qualche leone da tastiera pensa che ci vuole l’allenatore per la serie C e che non sono da Messina andassero a cercarsi un allenatore, ne hanno fatti saltare sei in sei anni e vediamo se a nove giornate dalla fine avrebbero avuto 39 punti (44 oggi, ndr)”.

La domanda è d’obbligo. Il futuro di Giacomo Modica sarà quindi lontano da Messina e quanto incideranno questi fattori nelle sue decisioni? “In questo momento parlerei di presente, non di futuro. per quello si devono fare le cose per bene, se ciò non è possibile arrivederci ed è stato bello, ognuno per la sua strada. Non chiudo la porta, ma voglio essere chiaro. Non siamo qui ad elemosinare il contratto, siamo solo convinti di dovere e potere fare qualcosa di importante per il Messina, lo dico a cominciare dall’Amministrazione. Non faccio politica, però se si adeguano a trovare un campo per gli allenamenti facciamo qualcosa di importante durante la stagione, che non è vincere il campionato, è cercare di dare un segnale sul tema. Noi siamo un componente importante, diamo luce alla città e linfa al turismo. Prima i concerti, poi l’aggiustamento del campo a metà anno, poi ce ne dobbiamo uscire e non ci possiamo allenare, adesso basta. Io 38 anni fa ero qua e non vengo dalla Luna o da Marte, ma dalla Sicilia e la città e il territorio li conosco meglio di tanti altri. Per fare calcio ci vogliono serietà, competenze e amore verso il Messina Calcio”.

Curva Sud

I gruppi organizzati in Curva Sud

Intanto, con la salvezza praticamente in cassaforte e la zona playoff distante un punto, c’è un campionato da chiudere nel miglior modo possibile. Domenica il derby al “Massimino” con il Catania, al quale i tifosi tengono particolarmente (i cori a fine partita ne sono la testimonianza), sognando il bis dopo la vittoria dell’andata. “La partita per loro è importante, cercheremo di dare vita a un bel duello contro una compagine forte. I derby sono sempre affascinanti, proveremo a regalare ai nostri tifosi quello che è il desiderio più grande. Serve una grande prestazione e se dovessimo avere la fortuna di fare qualcosa di importante penso che sarebbe un sogno e una gratificazione per tutti”. 

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