Lo Monaco ribadisce: “Risposta della città insoddisfacente. Avrei dovuto lasciare prima”

Pietro Lo MonacoPietro Lo Monaco nella sala stampa dello stadio San Filippo

L’addio di Pietro Lo Monaco è all’insegna dell’amarezza e dei rimpianti per fondi che ritiene siano stati investiti male e per la risposta di Messina, che ritiene assolutamente insoddisfacente: “In tre anni mi sono sentito usato, con il senno di poi avrei preferito dare i miei soldi ai bisognosi. Nonostante tutto sono andato avanti, dopo aver rilevato una società piena di debiti con altre pendenze che venivano fuori come funghi. Gente che non ha mai lavorato davvero o era stata solo di passaggio ha avanzato crediti che sosteneva di vantare. Ci erano state tante avvisaglie ma ho preferito sempre andare avanti, sbagliando. Eppure avvisaglie come gli appena 700 abbonati in Serie D, che per una città come Messina è dire poco, erano state chiare. Il vero errore è di non aver smesso di fronte ad una risposta chiara ed inequivocabile dopo le appena 300 tessere dell’anno passato in Seconda Divisione, dopo la prima promozione. I risultati sono impietosi per la città”.

Come tradizione, il patron batte sul tasto economico, suo autentico assillo nell’ultima tormentata annata: “Quando ho aperto l’ultima campagna abbonamenti, dopo la seconda promozione, dissi che ci volevano almeno 3.000 abbonati. Ed invece abbiamo battuto un record negativo: le multe, pari complessivamente a 58.000 €, hanno quasi superato gli incassi. Soltanto per aprire il San Filippo ci vogliono 6.000 € ogni domenica. Così diventa impossibile portare avanti un discorso che ha un minimo di coerenza. Nessuno si può permettere di parlare, io ho sempre ringraziato la tifoseria storica, che ci è sempre stata vicina. Questi ragazzi meritano, mentre i 50 sciacalli dell’ultima partita vanno eliminati. Io ho dilapidato nel gabinetto tre milioni di euro per avere un ritorno che non c’è mai stato, anzi è andata sempre peggio, nonostante le vittorie. Non vado via per tutte queste cose, ma se è questo quello che vogliono io sono arrivato ad un punto di non ritorno. È giusto e corretto che adesso lasci spazio a chi ha a cuore le sorti di tutta la Messina sportiva e possa rilanciare l’ACR a prescindere”.

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