Josh Caldwell: “Grazie Messina. Avrei voluto aiutare ancora la squadra”

basketJosh Caldwell (foto di Vincenzo Nicita Mauro)

Un’avventura interrotta sul più bello, proprio quando i giocatori extracomunitari sbarcati in Italia ad inizio stagione avrebbero potuto dare il proprio, determinante, apporto ai club che avevano puntato su di loro. La decisione della Federazione ha alterato i valori in campo per la post season. Chi ne ha fatto le spese, tra le altre, la Basket School Messina che ha visto ridurre notevolmente il proprio potenziale offensivo con la partenza di Weglinski e Caldwell. Dopo aver portato ben tre “stranieri” in riva allo Stretto, il club peloritano si ritrova a lottare per non retrocedere con i soli atleti italiani che, a dire il vero, ce la stanno mettendo tutta per evitare quella che sarebbe una vera e propria ingiustizia.

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Caldwell circondato dagli avversari (foto di Vincenzo Nicita Mauro)

Pronto a spiccare il volo verso gli States, Joshua Caldwell, alla sua prima esperienza italiana, iniziata a fine novembre, dopo la rescissione consensuale con Anthony Hodges. Sedici presenze con la canotta del Gruppo Zenith per il ragazzo di Denver, 349 i punti realizzati per una media di 21.8 a partita. Ben tre volte ha superato i 30 punti in una gara, precisamente 32 contro Spadafora, 31 con la Costa d’Orlando (dominatrice del girone) e 34 contro l’Eagles Palermo, sotto gli occhi di mamma Katherine. Josh non nasconde il proprio disappunto per la fine anticipata della sua avventura con la squadra peloritana: “Sono rimasto molto deluso per non aver potuto concludere tutta la stagione. In questo finale di campionato, avrei voluto dare il meglio per aiutare la squadra”. Caldwell non ha dubbi, quello messinese è stato un buon banco di prova: Ho apprezzato molto il periodo trascorso in Sicilia, anche fuori dal campo le persone sono state fantastiche con me. Il cibo era buono e poi Messina è un posto splendido. Il mio primo anno è stato grande, avrei solo desiderato di poter fare meglio in campo”. Quindi questa è stata la tua prima esperienza lontano dagli Stati Uniti, quali differenze hai trovato con il nostro basket? “Nessuna particolare differenza, a parte le diverse regole che sono state l’unica cosa a cui mi son dovuto adattare”.

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Caldwell prova a schiacciare (foto di Vincenzo Nicita Mauro)

Qual è il più bel ricordo di questi mesi che porterai con te? “Ciò che non dimenticherò è quando ho incontrato la squadra per la prima volta, ero così entusiasta di conoscere i miei compagni e di fare parte di un nuovo team. Questo è senz’altro il miglior ricordo”. Cosa pensi dei tuoi compagni di squadra e del club? “Ho amato i miei compagni di squadra e il club come se fossero una famiglia e questo ha reso ogni giorno tutto più facile dato che ero lontano da casa”. Qual è l’augurio per i tuoi compagni di squadra? “Ai ragazzi auguro soltanto il successo, di rimanere motivati per essere al meglio come persone, il resto verrà di conseguenza”. C’è qualcuno di speciale che vorresti ringraziare? Voglio ringraziare i dirigenti della Basket School, per avermi dato l’opportunità di giocare per loro. E’ stata una vera benedizione”. Ci mancheranno le tue schiacciate e le tue triple, ma soprattutto ci mancherà Josh, un ragazzo speciale: “Grazie a voi, sono stato davvero bene in questo periodo trascorso a Messina”.

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