Basile giura amore a Capo d’Orlando: “Stagione esaltante. L’entusiasmo ai livelli del 2007”

Un’intera stagione è passata dalla fatidica data del 28 agosto 2013, giorno della presentazione ufficiale di Gianluca Basile come nuovo giocatore dell’Upea Orlandina. Quello che poteva sembrare un semplice scherzo di mercato diventava invece una solida realtà. La sala stampa del PalaFantozzi quel giorno ribolliva d’entusiasmo per l’ennesima stella luminosa che entrava a far parte della famiglia paladina nella seconda stagione consecutiva nel secondo campionato nazionale. Un campionato che col passare dei mesi si rivelerà unico e proietterà la formazione del presidente Enzo Sindoni, anche grazie ai numeri dell’ex Nazionale, tra le compagini più quotate del nostro panorama sportivo. Riassumere brevemente la carriera del giocatore di Ruvo di Puglia è impresa titanica ma fondamentale per capire cosa il “Baso” ha regalato ai suoi tifosi ed alla palla a spicchi nazionale e non. Protagonista principale della semifinale scudetto con Reggio Emilia nel 1998 dopo aver eliminato nei quarti la corazzata Benetton Treviso (nella gara 5 Basile realizzò 24 punti nei 40 minuti giocati) e vinto anche un campionato di A2.

Un'esultanza sfrenata di Gianluca Basile

Un’esultanza sfrenata di Gianluca Basile

Nel 1999 va a Bologna, sponda Fortitudo, dove conquista due scudetti (2000 e 2005), disputa una finale di Eurolega (persa nel 2004 contro gli israeliani del Maccabi Tel Aviv) e si merita una chiamata spagnola del Barcellona. Anche in terra iberica lascerà un segno indelebile, in canotta blaugrana infatti dal 2005 al 2011 Basile vince l’Eurolega del 2010 a Parigi, due volte la Liga ACB (nel 2009 e nel 2011), due volte la Copa del Rey (nel 2007 e nel 2010) e tre volte la Supercoppa Spagnola (2009, 2010 e 2011). La Pallacanestro Cantù lo riporta in Italia, lui la ripaga con tante buone prestazioni e con lo storico canestro messo a segno da oltre otto metri a Bilbao che consentì a Cantù di accedere alle Top 16 di Eurolega. Nella scorsa stagione ha vestito la maglia dell’Olimpia Milano e ha disputato la sua quattordicesima stagione consecutiva in Eurolega. Nella massima competizione europea ha un record di 34 punti segnati in una singola gara (4/03/2008, Fc Barcelona – Maccabi Tel Aviv). In Italia ha giocato 455 partite segnando 4759 punti. In Eurolega 223 partite giocate con 2163 punti all’attivo. Numeri da capogiro anche con la maglia azzurra, totalizza 209 presenze e 1602 punti. La sua prima manifestazione internazionale di rilievo è il Mondiale 1998: da quell’anno in poi, fino al 2007, prenderà parte a tutti gli Europei, Mondiali e Olimpiadi a cui l’Italia parteciperà. Nel 1999 si laurea campione d’Europa. Alla sua seconda Olimpiade, ad Atene nel 2004, gioca probabilmente il suo miglior torneo a livello di nazionale: con oltre 14 punti di media è tra le colonne della sorprendente Italia che arriva all’argento dietro gli argentini; rimane nella storia la sua prestazione, 31 punti (1/4, 7/11), in semifinale contro la Lituania. L’ultima grande partita di Basile in un torneo di prestigio rimane quella della prima partita del campionato mondiale 2006, vinta contro la Cina, quando da capitano degli Azzurri, mette a referto 27 punti. In quello stesso torneo arriva probabilmente anche la più grande delusione personale di Basile in azzurro: a un secondo dalla fine della partita degli ottavi contro la Lituania sbaglia tre tiri liberi sul 68-71 finale.

Un primo piano dell'ex giocatore della Nazionale

Un primo piano dell’ex giocatore della Nazionale

La scorsa estete, come anticipato, si materializzava il sogno per tutta la Sicilia dei canestri, l’inattesa, per certi versi, chiamata del patron Sindoni a Capo d’Orlando, dopo un leggero tiro e molla alla fine otteneva la classica fumata bianca e il giocatore pugliese sottoscriveva un contratto biennale; il suo sarà un connubio vincente dove oltre a sposare la linea di una società dalle sane ambizioni, deciderà di spostarsi con tutta la sua famiglia in un posto dove, anche a 39 anni, diventerà assoluto beniamino perché oltre lo sportivo anche l’uomo ha bisogno delle proprie certezze, ovvero i suoi affetti più cari. Questo il suo commento ad una stagione da record.
“Sin dalla preparazione precampionato ero convinto della nostra forza e delle potenzialità a nostra disposizione eppure non conoscevo nessuno del gruppo di lavoro. Avevo giocato solo con Soragna e Pozzecco, Nicevic lo conoscevo di fama ma non per averlo incontrato sui parquet. L’anno prima avevo visto il livello del campionato, assistendo alla finale promozione tra Brescia e Pistoia e mi ero fatto un’idea, traendo le mie conclusioni. Si puntava forte sui tre senatori ma tutti i ragazzi hanno fatto grandi cose. I due Usa Archie e Mays si sono dimostrati superlativi, bravi gli italiani come Laquintana, Benevelli e Valenti, rinforzo di fine anno. L’apporto di tutti va sottolineato”.
Con Capo d’Orlando l’amore è scoccato subito ed anche la sua famiglia si è ambientata nel migliore dei modi nel centro paladino.
“Spostarsi non era facile per la mia famiglia, considerato che due anni prima avevamo fatto lo stesso percorso dalla Spagna sino a Cantù. Pensavamo di stare a lungo lì poi le dinamiche sono mutate e ci siamo ritrasferiti. Ho trovato in Capo d’Orlando un posto ridente, dove si vive bene ed è perfetto per chi è a fine carriera. Poi io ho poche pretese, cerco una città piccola e del Sud come le mie origini, qui la gente è calorosa e ti aiuta. Tutta una serie di cose che mi hanno fatto stare bene. Le mie figlie si sono sentite parte integrante della comunità”.

In azione nel derby contro la Sigma Barcellona

In azione nel derby contro la Sigma Barcellona

Determinante nell’esito positivo della trattativa col “Baso” anche il fatto di aver ritrovato nella città del Capo l’ex compagno Pozzecco, i due insieme alla Fortitudo nel 204/05, sulla panchina biancoazzurra con la promessa di essere grande protagonista sul parquet ed irradiare con la sua esperienza il campionato di seconda serie nazionale.
“Non mi nascondo, ho pensato al ritiro dopo aver vissuto lo scorso anno il peggior anno della mia carriera a Milano. Sono stato trattato male, con poca considerazione sul mio utilizzo e pensare di smettere era una logica conseguenza. Poi è arrivata la sua chiamata per ripartire dalla A2. Mi ha sorpreso per come ha plasmato il gruppo e tenuto sulle spine tutti, anche chi giocava meno. Ha fatto certamente bene e se adesso è approdato in A a Varese un motivo ci sarà”.
Difficile scegliere i momenti più belli di una stagione vissuta sempre a livelli di guardia con cifre ragguardevoli in 26 minuti d’impiego (8 punti di media, 3 assist e 41% da tre, la sua specialità). Alla mente affiorano i 22 punti con 6 triple nel derby con Barcellona e la prodezza allo scadere contro Verona.
“All’inizio ho saltato tre gare per infortunio e la squadra faticava (0-3 il cammino, ndc) perché ancora senza americani. Poi è arrivata la prima svolta coincisa con sette vittorie di fila, il gruppo ha espresso massima forza e qualità. C’è stato qualche comprensibile calo alla fine ma siamo ripartiti al meglio nei playoff anche perché l’appuntamento era di prestigio, il derby con Barcellona. Posso dire di essermi emozionato nonostante in carriera ne abbia vissute tante, c’era grande rivalità. In semifinale con Verona poi sono mancato in gara 4 ed il Poz è stato espulso, lì i ragazzi hanno compiuto un’impresa dal punto di vista mentale, chiudendo la serie sul 3-1. In finale siamo arrivati senza armi ed è normale cha siamo usciti sconfitti. Io non sono guarito dallo stiramento, Soragna aveva un buco al polpaccio, eravamo azzoppati, non potevamo fare di più. Credo però che si sia rivisto al PalaFantozzi l’entusiasmo del 2007, quando c’era Pozzecco e la serie A, il miglior regalo alla comunità biancoazzurra”.

Gli applausi tributati dal pubblico del PalaFantozzi

Gli applausi tributati dal pubblico del PalaFantozzi

Capitolo futuro. Basile è inequivocabile e guarda già all’edizione 2.0 della sua avventura in terra orlandina.
“Rimango a Capo d’Orlando per un’altra stagione, questo è sicuro anche se come tutti non so in quale categoria giocherò. La società è al lavoro per costruire la nuova squadra, punto a ritagliarmi il mio spazio e fare bene, magari ritornando in A, sarebbe il massimo”.
Infine chiusura dedicata alla scrittura, un mondo che al momento non appartiene a Basile, concentrato sulle sue performance sul campo da gioco.
“Curare la prefazione al libro del mio amico Valerio d’Angelo (“Basket: I feel this game”) è stato un caso isolato. Lui è un mio fan sfegatato, si è prestato a curarmi il sito e la pagina facebook. In questo volume racconta tante avventure, diverse verità corredate da foto. Di certo lo consiglio a tutti ma non mi butterò in questo campo, voglio ancora dare tanto alla pallacanestro”.

Questo il video della prodezza allo scadere di Gianluca Basile nel match di campionato contro Verona:

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