Barresi: “L’ATM non può garantire corse per il San Filippo senza un corrispettivo”

L'autobus dell'ATM imbrattato dai sostenitori del Catanzaro in occasione dell'ultima gara casalinga del Messina

I tafferugli che hanno fatto da contorno alla sfida tra Messina e Catanzaro e soprattutto il danneggiamento dei mezzi dell’ATM rappresentano un punto di non ritorno per il sindacato Orsa. Sul tema Michele Barresi è categorico: “Nessuno potrà più scandalizzarsi se dico che le trasferte e gli spostamenti dei teppisti che si spacciano per tifosi non devono essere più pagati con i soldi pubblici. Le “imprese” di questi “ultras” non fanno altro che privare i cittadini di un servizio, che risentirà dell’indisponibilità di quei pullman che dovrebbero essere a disposizione soltanto dell’utenza”.

Michele Barresi

Michele Barresi dell’Orsa

L’atteggiamento di chiusura del sindaco Renato Accorinti e dell’Azienda Trasporti, rappresentata dal manager torinese Giovanni Foti, hanno stupito Prefettura, Questura ed ACR Messina ma per Barresi è la conseguenza inevitabile di quanto è avvenuto negli anni scorsi: “Sono stati commessi troppi errori nel passato, quando Amministrazioni di colori differenti hanno sbagliato. Ricordo che negli anni scorsi i mezzi dell’Atm sono stati utilizzati anche per garantire un servizio navetta verso il San Filippo. Vero è che un collegamento di questo tipo potrebbe anche essere concepito per incentivare le presenze allo stadio, che oggi sono decisamente più ridotte rispetto agli anni d’oro del calcio cittadino, ma va detto altrettanto che questi servizi non sono mai stati pagati!”.

Un’autentica beffa per l’ATM, che adesso ha chiuso i cordoni della borsa: “Non essendoci un contratto di servizio con il Comune ci risulta che i costi di gestione del servizio non sono mai stati sostenuti dalle società sportive, sia ai tempi di Franza che successivamente con le proprietà che si sono alternate in serie D. Peraltro agli oneri dovuti per il personale, il gasolio e l’usura si è aggiunta spesso l’aggravante dei danni materiali arrecati ai pullman in questione. Qualunque azienda normale rivaluta quindi il da farsi, impegnandosi – come nel caso delle scuole – soltanto se il relativo servizio viene pagato. Nel caso delle tifoserie quindi è legittimo che l’ATM pretenda un corrispettivo, rifiutando in caso contrario di garantirlo. Con questa Amministrazione ci siamo spesso scontrati, soprattutto sul tema della continuità territoriale e del Porto di Tremestieri, ma in questo caso la loro condotta è ineccepibile”.

Un'altra vetrata del pullman imbrattata dai sostenitori del Catanzaro

Un’altra vetrata del pullman imbrattata dai sostenitori del Catanzaro

L’Orsa rimarca poi la gravità dell’atteggiamento dei sostenitori catanzaresi che hanno imbrattato i due pullman dell’ATM che li hanno scortati dallo stadio alla Rada San Francesco, infrangendo il vetro di una delle porte laterali posteriori del mezzo: “Con un pullman fermo, i cui danni dovranno essere riparati a proprie spese dall’Azienda, si perdono anche i rimborsi che la Regione garantisce in base al numero delle corse e quindi del chilometraggio sostenuto. Motivo per il quale se qualcuno non si assume una responsabilità si profila a nostro avviso anche un danno erariale, con le possibili conseguenze di natura giudiziaria”.

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