AIAC, festa grande al PalaRescifina per i 50 anni. Relazioni di Costantino e Viviani

Mauro Viviani alla festa AIAC

Cinquant’anni e non sentirli. E’ stato il PalaRescifina ad ospitare la festa organizzata dalla delegazione provinciale AIAC di Messina per l’importante traguardo raggiunto dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio, nata nel 1966. Una celebrazione in grande stile, con la vasta partecipazione di tecnici, dirigenti, addetti ai lavori e l’intervento di docenti illustri. “Una squadra, un allenatore” la frase simbolo che compariva sulle magliette realizzate per l’evento.

L'intervento di Aldo Violato

L’intervento di Aldo Violato

Dopo la distribuzione dei gadgets, la proiezione di un video e la presentazione del progetto “AIAC Edu Giovani” (spiegato in seguito dal segretario AIAC di Catania, Salvo Arcidiacono) ad aprire il pomeriggio è stata l’analisi del presidente dell’AIAC di Messina, Francesco Cottone, che con il segretario provinciale Andrea Argento ha curato nei minimi dettagli la manifestazione. L’occasione ideale per festeggiare tutti insieme, ma anche per tracciare un bilancio dell’attività svolta: “Siamo passati da 100 a 200 associati – ricorda Cottone – raddoppiandoli negli ultimi dodici mesi. Abbiamo investito tanto in questi quattro anni, creando anche una ricca biblioteca. Inoltre sono stati organizzati un clinic a stagione e sei corsi di aggiornamento per l’ottenimento della licenza Uefa. Abbiamo condotto tante battaglie, alcune vinte ed altre perse. L’AIAC è la specialità a disposizione delle leghe, con cui purtroppo non siamo riusciti, però, ad avere un colloquio costante”.

La platea di allenatori, dirigenti e addetti ai lavori al PalaRescifina

La platea di allenatori, dirigenti e addetti ai lavori al PalaRescifina

“Rivolgo i miei complimenti e gli auguri di rito all’AIAC per i suoi 50 anni – ha poi affermato il delegato provinciale del Coni, Aldo Violatotrascorsi riuscendo sempre a migliorarsi. Quella degli allenatori è una componente federale importante che ha certamente il suo peso. Mi preme ricordare come il settore giovanile sia propedeutico per le altre categorie. Bisogna dunque lavorare soprattutto per educare e formare i ragazzi”.

Presente anche Roberto Bellomo, consigliere nazionale AIAC: “Porto il saluto del presidente Renzo Ulivieri e ringrazio Francesco Cottone che ha dato lustro al gruppo svolgendo un lavoro proficuo. Adesso si richiede maggiore qualità con una partecipazione attiva e dei corsi di aggiornamento obbligatori”. Tra le autorità anche il responsabile regionale AIC Gino Giacchi. Il presidente della F.I.G.C. messinese Leonardo Lacava, invece, ha sottolineato soprattutto un aspetto: “La sede di Messina è sempre aperta, perché la Federazione è la casa di chi fa calcio, lo sport principale in Italia. Praticare sport è vitale, specie per i più giovani. Quest’anno sono stati organizzati tre corsi di base a Messina, col prof. Viviani, per la licenza Uefa B e poi di calcio a 5 con il prof. Menichelli. Da questo punto di vista siamo pienamente soddisfatti, anche perché abbiamo creato tanti nuovi allenatori”. Santo Buglisi, presidente F.I.G.C. di Barcellona Pozzo di Gotto, ha quindi aggiunto: “L’allenatore deve essere a mio parere il primo in una società a formare i dirigenti. In questi quattro anni Cottone ha fatto tanto, riuscendo ad amalgamare bene tutte le varie componenti. Anche a Barcellona, grazie ai corsi, sono usciti 85 nuovi tecnici”.

Giovanni Costantino, allenatore dell'Aland United femminile

Giovanni Costantino, allenatore dell’Aland United femminile

Il messinese Giovanni Costantino, allenatore dell’Aland United (Serie A femminile finlandese), ha curato una relazione tecnica su “Il calcio all’estero e l’organizzazione della seduta di allenamento”. Schemi e disamine tattiche, ma soprattutto il racconto della sua avventura in un mondo completamente nuovo:  “Alleno da tre anni all’estero – ha spiegato – occupandomi prima del settore giovanile e adesso di una formazione femminile. Lì il calcio è molto diverso, sia come mentalità che per le strutture. L’importante è comunque essere se stessi, portando le proprie idee. La preparazione in Italia è di un altro livello, l’ho capito dopo aver fatto il corso a Torre del Grifo. L’Aland è una squadra multirazziale, con giocatrici di nazionalità assai diverse tra loro. Tra i vantaggi di intraprendere questa esperienza vi sono un’apertura mentale, la conoscenza di un’altra cultura calcistica e il confronto con un differente approccio didattico formativo”.

Mauro Viviani, docente del settore tecnico di Coverciano

Mauro Viviani, docente del settore tecnico di Coverciano

Docente del settore tecnico di Coverciano, con un passato nel Pisa di Anconetani, Mauro Viviani, oltre a curare un clinic tecnico-formativo, ha presentato “Il Nuovo Eserciziario del Calcio”, edito da Calzetti-Mariucci. Un autentico compendio di esercitazioni tecnico-tattiche e suggerimenti: “Il libro è una riedizione di un testo del 2009 che ebbe grande successo. L’editore ha deciso di lanciare una nuova edizione rivista e migliorata e mi ha affidato questo compito. Pensavo che tutti gli aspetti del calcio fossero contenuti al suo interno, invece bastano tre o quattro mesi perché nascano delle cose nuove. Da questo libro si possono trarre molte idee, ma ogni allenatore deve sempre modulare gli esercizi sulla base degli elementi a sua disposizione”.

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