Il Messina sbanca ancora Lamezia ed è già virtualmente in C unica (+9 a 270′ dalla fine)

La squadra celebra la nuova impresa

I peloritani firmano nel finale un’emozionante rimonta e grazie al 2-1 bissano il precedente successo conquistato al “D’Ippolito” in Coppa Italia. Approdo nella prossima Lega Pro unica ormai ipotecato a tre giornate dal termine: domenica scontro diretto al San Filippo con il Sorrento, già battuto 3-1 all’andata. 

La grinta di capitan Corona

La grinta di capitan Corona (foto Paolo Furrer)

Il pre-partita. Il Messina cerca i punti della definitiva tranquillità: con sei lunghezze di margine sulla nona a quattro giornate dal termine anche un pareggio rappresenterebbe un’ulteriore ipoteca sull’approdo nella prossima C unica, un traguardo che spera di raggiungere anche una Vigor Lamezia fin qui molto discontinua nell’arco della stagione. Grassadonia, squalificato e rimpiazzato in panchina da Criscuolo, deve rinunciare a Maiorano e Squillace, fermati dal Giudice Sportivo. Tra i titolari tornano Simonetti in mezzo al campo ed un po’ a sorpresa De Bode in difesa, al fianco di Pepe e D’Aiello. Ancora una volta non trova spazio Quintoni, che si accomoda in panchina: lo staff tecnico peloritano gli preferisce Silvestri, che per l’occasione agirà quindi da esterno sinistro di centrocampo, sulla corsia opposta a quella tradizionalmente affidata a Guerriera. Autentica emergenza per la retroguardia lametina, con Costantino costretto a rinunciare agli infortunati Gona e Gattari oltre allo squalificato Marchetti. La Vigor sta pagando un lunghissimo digiuno, che in casa dura ormai da quattro mesi: l’ultimo successo, 2-1 con il Poggibonsi, risale infatti al lontano 8 dicembre. Presenti oltre un centinaio di sostenitori al seguito, che sperano nella possibilità di bissare il successo già ottenuto dal Messina al “D’Ippolito” in Coppa Italia ad inizio stagione. C’è anche l’1-4 subito all’andata al San Filippo, che costò la panchina a Catalano, che va cancellato.

Guerriera in azione

Guerriera in azione (foto Paolo Furrer)

La cronaca. Al 4’sugli sviluppi di un calcio piazzato il primo affondo dei locali, vanificato da un fallo commesso da Scarsella ai danni di De Bode. Al 7’ Zampaglione è invece in off-side sul traversone di Giampà, sempre su calcio da fermo. Al 13’ superlativa chiusura difensiva di D’Aiello, con il Messina che non sembra davvero voler concedere nulla al tridente biancoverde. Un minuto dopo infatti Romano è costretto a provarci dalla lunga distanza, ma il suo destro è totalmente fuori misura e non crea alcun grattacapo a Lagomarsini. Al 22’ il portiere peloritano blocca senza problemi il colpo di testa di Zampaglione. Bisogna attendere il 25’ per il primo vero acuto ospite, con Corona che dalla distanza fallisce di poco il colpo grosso, imitato dopo un giro di lancette da Bernardo, anche questo di poco a lato. Al 32’ su calcio di punizione dal limite è Bucolo a concludere di un soffio a lato: dopo l’iniziale buon approccio dei locali è proprio il Messina adesso a pungere con decisione. Al 37’ peloritani insidiosi anche sugli sviluppi di un calcio da fermo. Al 41’ infine l’ultimo sussulto, con Del Sante che per poco fallisce lo stacco vincente su una battuta dalla bandierina. Il match è combattuto e molto fisico, anche a causa del peso della posta in palio. Le squadre vanno al risposo sullo 0-0.

Dirigenti e Grassadonia in tribuna  (foto Paolo Furrer)

Dirigenti e Grassadonia in tribuna (foto Paolo Furrer)

La ripresa si apre con un colpo di testa di Pepe che, deviato, termina di poco alto, sugli sviluppi di una battuta dalla bandierina. Il Messina ne conquista peraltro ben quattro di corner nell’arco dei primi 5’. Match sempre più nervoso: si accende anche un parapiglia per via di un pallone non spedito subito in fallo laterale nonostante la presenza di Carbonaro a terra. A differenza del primo tempo la sfida adesso è molto più spezzettata e sicuramente meno spettacolare. Gli ospiti continuano comunque a concedere pochissimo, anche grazie ai ripiegamenti difensivi del solito, encomiabile, Corona e dei centrocampisti. Sterile il predominio sul fronte del possesso palla dai locali: al 19’ Lagomarsini può bloccare il debole e pretestuoso tentativo dalla distanza di Zampaglione. Ben più pericoloso invece al 23’ Ferreira, la cui botta da fuori viene deviata in corner in tuffo da Piacenti. Inizia il valzer dei cambi con Longoni che rimpiazza Carbonaro tra i locali, mentre De Vena e Quintoni rimpiazzano Corona ed un po’ a sorpresa Guerriera, con Silvestri che cambia fascia di competenza. Nonostante la buona volontà dei due undici c’è davvero poco da segnalare in termini di vere emozioni. Ma l’ultimo quarto d’ora è caratterizzato da una serie incredibili di improvvisi sussulti. Al 33’ è Scarsella ad incunearsi in mezzo ad un paio di avversari ed a battere Lagomarsini con un diagonale che si insacca a fil di palo: prima vera disattenzione della retroguardia peloritana punita al di là dei propri demeriti. Ma il rammarico, peraltro mitigato dalle ottime notizie provenienti dagli altri campi, è subito cancellato dall’immediato pareggio, che matura al 36’: nell’occasione è prima Ferreira a centrare un clamoroso palo, poi la deviazione involontaria di Romano sul successivo traversone da destra di Silvestri. La Vigor non riesce a pungere ed al 43’ il Messina completa la rimonta: De Vena, servito in profondità, firma la sua prima marcatura stagionale e fa esplodere i sostenitori al seguito. Subito dopo contestata decisione arbitrale, che assegna un rigore molto dubbio. Dal dischetto va Zampaglione, che si vede però respingere la conclusione da Lagomarsini, che può celebrare con i tifosi giallorossi l’ennesima prodezza stagionale.

Scambio di gagliardetti tra Corona e Giampà (foto Paolo Furrer)

Scambio di gagliardetti tra Corona e Giampà (foto Paolo Furrer)

D’Aiello e compagni conquistano tre punti di vitale importanza e sono già virtualmente in C unica. A tre giornate dal termine i peloritani vantano infatti nove punti di margine sul Tuttocuoio (rispetto al quale è in vantaggio negli scontri diretti) e sul Sorrento, che affronteranno domenica al San Filippo. Considerato il 3-1 dell’andata conquistato in Campania nel giorno dell’esordio in panchina di Grassadonia, l’approdo nella prossima Lega Pro appare ormai una semplice formalità. Traguardo tagliato grazie ad un’esaltante girone di ritorno che porta addirittura i peloritani a -6 dalla vetta, a -3 dal secondo posto ed a -2 dal quarto. Quinta posizione consolidata nonostante la concomitante affermazione dell’Ischia.

Vigor Lamezia – ACR Messina 1-2
Marcatori: al 33’ st Scarsella (L), al 36’ st autorete di Romano (L), al 44′ st De Vena (M).
Vigor Lamezia (4-3-3): Piacenti; Rondinelli, Malerba, Strumbo, Rapisarda; Scarsella, Romano (38’ st Mangiapane), Giampà; Del Sante (40’ st D’Amico), Carbonaro (24’ st Longoni), Zampaglione. In panchina: Bibba, Rossini, Meucci, Tozzi. Allenatore: Massimo Costantino.
ACR Messina (3-5-2): Lagomarsini; De Bode, D’Aiello, Pepe; Silvestri, Simonetti, Bucolo, Costa Ferreira, Guerriera (27’ st Quintoni); Corona (25’ st De Vena), Bernardo (48′ st Caturano). In panchina: Iuliano, Ignoffo, Zaine, Pagliaroli. Allenatore: Vincenzo Criscuolo (Grassadonia squalificato).
Arbitro: Cristian Brasi di Seregno.
Assistenti: Urselli di Taranto e Pagnotta di Nocera Inferiore.
Note – Al 46’ st Lagomarsini para un calcio di rigore a Zampaglione. Ammoniti: al 29’ pt Guerriera (M), al 30’ pt Lagomarsini (M), al 36’ pt Malerba (L), al 3’ st Del Sante (L), al 9’ st De Bode (M), al 26’ st Silvestri (M), al 47′ st Rondinelli (L). Corner: 4-7. Recupero: 2’ pt, 4’ st. Spettatori: circa un migliaio con nutrita rappresentanza ospite (oltre 100 i tifosi del Messina).

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