L’Igea dei miracoli si tuffa nei playoff. Ma per il futuro occorre una svolta

GrassoIl presidente Grasso lascia l'Igea Virtus dopo sette stagioni

In casa Igea Virtus si guarda già al futuro, nonostante l’imminente impegno play-off. Domenica prossima, nella semifinale, i barcellonesi sfideranno il quotato Troina, reduce dalla cocente sconfitta – arrivata soltanto ai rigori – con la Vibonese, nell’atteso spareggio per il primo posto che assegnava la promozione in serie D.

Raffaele

La grinta di mister Raffaele (foto Puccio Rotella)

I giallorossi proveranno a sfruttare l’inevitabile contraccolpo psicologico subito dagli ennesi, per prolungare ancora la loro ottima stagione. I 60 punti all’attivo sono il frutto di un ottimo rendimento casalingo (undici vittorie e tre pareggi) ma anche in trasferta solo Vibonese e Troina sono riuscite a fare meglio delle sette affermazioni esterne conquistate da Dall’Oglio e compagni. Un piccolo miracolo centrato sotto la supervisione del direttore tecnico Salvatore Grasso, dal tecnico Giuseppe Raffaele e dal suo staff, nonostante un budget ridotto, sicuramente non in linea con gli investimenti operati dalle big del torneo.

Igea Virtus

Calcio d’inizio Gela-Igea Virtus (foto Rotella)

Dopo otto anni di gestione, la famiglia Grasso e i dirigenti più vicini alla proprietà, lanceranno presto un segnale forte all’ambiente. Gli appelli alla piazza, più o meno velati, non sono mancati negli ultimi mesi ed è evidente che, dopo avere ottenuto grandi risultati sul campo, occorre una svolta per continuare a garantire un futuro sereno al club. Dopo la promozione dall’Eccellenza alla D, l’Igea Virtus è riuscita a consolidarsi anche tra i Dilettanti, sfiorando peraltro l’approdo tra i professionisti. Ma l’impressione è che adesso Barcellona dovrà mobilitarsi per scongiurare un ridimensionamento del progetto. La crisi di tante piazze blasonate fotografa al meglio il delicato momento attraversato dal mondo del calcio. Anche nel capoluogo si fa dannatamente fatica, nonostante i fasti del recente passato. Ecco perché la proprietà si attende un maggiore coinvolgimento dei barcellonesi, chiamati a difendere un patrimonio conquistato sul campo e difeso con i denti, con gestioni oculate e bilanci in ordine. Scusate se è poco.

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