Città di Messina, Quintoni: “Vincere non è mai facile, fatto qualcosa di straordinario”

Un primo piano di Peppe Quintoni

La sesta promozione in carriera l’ha ottenuta con la maglia del Città di Messina, centrando il salto dall’Eccellenza alla Serie D, una categoria che ha già vissuto da protagonista per diverse stagioni. L’esterno Peppe Quintoni ripercorre le tappe principali della cavalcata: “Questa promozione ha un sapore particolare perché ho iniziato col Città di Messina sin dal ritiro e quindi la sento più mia. E’ la sesta in carriera, sono felicissimo. Vincere non è mai facile e quest’anno abbiamo fatto qualcosa di straordinario”.

Quintoni nella sfida d’andata contro il Camaro

“Nessuno ci dava inizialmente tra le favorite – ammette Quintoni – e neanche noi onestamente pensavamo di poter vincere il campionato, ma abbiamo subito formato un bel gruppo e abbiamo dimostrato di avere ottime qualità, potendo contare anche su elementi che hanno fatto categorie importanti. Dalla fine del girone d’andata abbiamo pensato che nessuna ci aveva messo realmente sotto, che il traguardo era quindi possibile e che ce la potevamo giocare fino alla fine”.

Quintoni, insieme a Bombara, Paterniti e Cardia, è stato tra le pedine cardine di un gruppo che avvalendosi del giusto mix tra giovani ed esperti ha stupito dall’inizio alla fine: “Essendo i giocatori più navigati abbiamo dato una mano ai giovani che ci hanno seguito tutto l’anno, ma anche noi abbiamo preso spunto da loro, perché c’è sempre da migliorare. Ancora ci godiamo questa vittoria importante, speriamo di poter fare un’altra annata in Serie D. C’è un’ossatura importante, ma serviranno degli innesti. Con una buona organizzazione e qualche ritocco ci potremmo giocare le nostre carte in Serie D”.

Quintoni

Quintoni impegnato in fase difensiva

L’ex di ACR, Milazzo e Igea Virtus sta frequentando ora il corso Uefa-B per allenatori, cominciando quindi, a 33 anni, a guardare oltre il calcio giocato. Per passare definitivamente dall’altra parte, però, si può ancora da attendere: “Alleno già i più piccoli del Città di Messina e il patentino mi serve a capire tantissime cose. Da calciatore fisicamente mi sento bene e posso dare ancora tanto, pensando a giocare per altri due o tre anni. Poi vedrò, andando avanti, cosa mi riserverà il futuro”.

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