Olimpiadi
Giacoppo: “Il mio sogno si è realizzato. A Londra ho provato emozioni uniche”
Il giocatore messinese si sta godendo il meritato dopo la conclusione della strepitosa avventura ai Giochi con il Settebello, valsa una splendido argento. “La mia rincorsa è iniziata lo scorso anno, dopo l’esclusione dai Mondiali di Shanghai. Questa medaglia ha un valore inestimabile. Salire sul podio mano nella mano con i miei compagni è la scena che riassume meglio di ogni altra la gioia per il traguardo raggiunto”.
A qualche giorno di distanza dalla chiusura delle Olimpiadi la magia dei Giochi è per lui ancora intatta. Glielo si legge negli occhi. Al collo la medaglia d’argento ottenuta a Londra con la Nazionale italiana di pallanuoto, battuta soltanto in finale dalla Croazia al termine di una torneo esaltante.
Il difensore messinese Massimo Giacoppo, già campione d’Italia e sul tetto d’Europa con la Pro Recco nell’ultima stagione, si sta godendo il meritato riposo nella sua casa di Torre Faro, circondato da parenti e amici, dopo la conclusione della strepitosa avventura in terra inglese. Per l’atleta cresciuto nella Polisportiva, sul podio con il Settebello, il sogno si è realizzato. “Questa medaglia che porto al collo, così pesante, ha un valore davvero inestimabile. L’Olimpiade è stata sempre in cima ai miei pensieri e arrivare sul podio mi ha regalato un’emozione unica. Salirci mano nella mano con i miei compagni è la scena che riassume meglio di ogni altra la gioia per il traguardo raggiunto”.
Dalla mancata convocazione per i Campionati del Mondo, vinti poi dall’Italia a Shanghai, allo straordinario argento di Londra, da protagonista. Dodici mesi vissuti intensamente, con al culmine il giusto premio per chi non ha mai mollato, neanche nei momenti più duri. “La mia rincorsa è iniziata lo scorso anno, dopo l’esclusione dai Mondiali. Un’autentica batosta. Ho lavorato duramente, anche su me stesso, cercando di migliorare soprattutto dal punto di vista caratteriale. Per questo ho sempre creduto di poter essere convocato per le Olimpiadi e quando mi è giunta l’ufficialità ho pianto dalla gioia. E’ stata un’emozione fantastica”.
Al commissario tecnico Alessandro Campagna il merito di aver creato un gruppo formidabile, capace di ottenere grandi successi negli ultimi anni, a cominciare dal secondo posto agli Europei di Zagabria del 2010 con Giacoppo in vasca. “L’ho sempre stimato tantissimo, è il numero 1 sia come allenatore che come persona. Non regala niente a nessuno e spesso appare un po’ rude nei modi, ma in verità sa quando utilizzare il pugno di ferro con i suoi giocatori e quando invece essere più morbido. Ha aiutato tanto soprattutto gli esordienti come me ad una Olimpiade, trasmettendoci la giusta carica. E’ stato importantissimo sotto tutti i punti di vista”.
Se gli si chiede di indicare l’uomo decisivo di questa Nazionale Giacoppo non ha dubbi. “Felugo. E’ un leader sia dentro che fuori, con Tempesti è il nostro principale punto di riferimento. Maurizio, di cui sono grande amico, è fortissimo anche mentalmente e in acqua detta i movimenti ai compagni. Se riusciamo a seguirlo il gioco che produciamo diventa brillante. E’ stato determinante, facendo da collante tra il ct e tutti i compagni”.
L’atmosfera olimpica e l’organizzazione di Londra per l’evento lo hanno conquistato. A prescindere dalla medaglia d’argento è stata un’esperienza indimenticabile. “I ritmi del torneo sono stati frenetici e giocando ogni due giorni non abbiamo avuto la possibilità di vivere a pieno il villaggio come capitato ad atleti di altre discipline le cui gare si esaurivano in poco tempo. Lo spirito che si viveva a Londra era eccezionale ed eravamo a contatto con sportivi di livello assoluto. Tra noi italiani, inoltre, c’era una bellissima coesione. Ognuno faceva il tifo per i connazionali, sperando in un successo. Noi del Settebello abbiamo contato sui “portafortuna” Filippo Magnini e Federica Pellegrini, sempre in tribuna a vederci giocare, e stretto amicizia soprattutto con i pugili. Vedere Cammarelle, bravissimo ragazzo oltre che grande campione, triste all’ultimo giorno per l’oro che gli è stato sottratto dai giudici, ci è dispiaciuto tantissimo”.
Assaporata la gioia di una Olimpiade rivedremo Giacoppo a Rio 2016? “Non è mia abitudine stilare programmi a lungo termine, anche perché in quattro anni può davvero accadere di tutto. In vista dei prossimi Mondiali, però, siamo molto ottimisti, da campioni in carica, perché questo gruppo ha ancora margini di crescita. Siamo assieme da tre anni, nei quali sono stati ottenuti risultati straordinari dopo un periodo nero, mentre ad esempio la Croazia lavora con gli stessi uomini da 7-8 anni. C’è sempre da migliorarsi e giocare un’altra Olimpiade con l’esperienza di chi ha già partecipato ai Giochi precedenti sarebbe splendido”.
La famiglia lo ha sempre sostenuto, dai primi passi nella Polisportiva Messina sino ai traguardi più prestigiosi, a livello di club e di Nazionale. Il padre Gaetano e la mamma Loretta, che hanno accolto in casa loro persino le telecamere di Sky prima dei Giochi, non possono che essere al settimo cielo. “I miei genitori sono giunti a Londra per assistere alle gare dell’ultima fase, dai quarti di finale in poi, ed è stato stupendo vederli in tribuna ad abbracciarsi per le vittorie che ho conseguito con il Settebello. Avevo modo di parlarci soltanto alla fine delle partite, tanta era la concentrazione per il torneo, ma hanno capito che non potevo permettermi alcuna distrazione. Ora si stanno godendo questo momento ed io sono contento di aver regalato loro una simile soddisfazione. Vedere la mia famiglia al seguito, tutta unita a tifare, compresi i miei fratelli, Enrico, che ha la stessa passione per la pallanuoto ed ha vissuto con me a Recco nell’ultimo anno, e Daniele, che dopo tanti anni mi ha finalmente visto giocare dal vivo, è stata una gioia incredibile. I messaggi d’affetto si stanno susseguendo senza sosta. Nel corso delle Olimpiadi tanta gente di Messina mi è stata vicina, sia parenti che amici, come Silvia Bosurgi (oro con il Setterosa ad Atene 2004, ndr) e Riccardo Carmignani, con i quali c’è un rapporto speciale. Hanno seguito le partite in tv con il fiato sospeso ed ora è bello condividere questo grande risultato anche con loro”.
Nelle foto, dall'alto in basso, Massimo Giacoppo a Torre Faro con la medaglia d'argento al collo e sul podio a Londra (scatto de Il Mattino).
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