Olimpiadi
Prima giornata da record per l'Italia. Vincenzo Nibali senza rimpianti
Due ori, due argenti ed un bronzo: è il miglior risultato degli azzurri nell'apertura ai Giochi. Le medaglie arrivano da tiro con l'arco, scherma e pistola. Nella prova in linea di ciclismo nulla da fare per il messinese ed i compagni che svolgono una gara d'attacco ma senza riuscire a trovare il guizzo decisivo. Vince il kazako Vinokurov.
Prima giornata da sogno per l’Italia alle Olimpiadi di Londra. Cinque le medaglie (due ori, due argenti ed un bronzo) di sabato: mai, in passato, si era ottenuto un bottino migliore. La prima è arrivata dal tiro segno con Luca Tesconi che si è messo al collo l'argento nella pistola a 10 metri. Il tiratore italiano ha chiuso con il punteggio di 685.8. Il titolo è andato al coreano Jin Longoh. Oro, poi, nel tiro con l'arco a squadre, al termine di una emozionante finale. Il terzetto formato da Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli ha sconfitto gli Stati Uniti per 219-218: decisivo il 10 di Frangilli all'ultimo tiro. In precedenza gli azzurri avevano battuto Taipei per 216-206 negli ottavi, superato la Cina nei quarti per 220-216 e il Messico in semifinale per 217-215. A Pechino i tre avevano vinto l'argento.
Nella scherma incetta di medaglie. Il fioretto femminile ha fatto registrare una tripletta storica. L'oro è andato a Elisa Di Francisca che ha battuto 12-11 in finale Arianna Errigo. Terzo gradino del podio per Valentina Vezzali. Nella finalina la campionessa uscente ha sconfitto, con una rimonta esaltante, 13-12 la sudcoreana Nam Hyun-Hee.
Un po’ di delusione, invece, dalla prova in linea di ciclismo. Il veterano Alexander Vinokurov, 38 anni, prossimo al ritiro, ha conquistato a sorpresa il primo posto, beffando in volata il colombiano Rigoberto Urán davanti a Buckingham Palace. Per il terzo gradino del podio, a 8”, il norvegese Kristoff, che ha preceduto di pochissimo Tylor Phinney. Nulla da fare per la Gran Bretagna, principale favorita della vigilia (i tifosi di casa attendevano un successo di Cavendish). La caduta di Cancellara, che era riuscito a portarsi davanti con una bellissima azione, a una decina di chilometri dal traguardo, ha probabilmente cambiato l’esito della gara. L’Italia di Bettini è andata all’attacco con Pinotti, in un primo gruppo e poi con il messinese Nibali e Paolini (giunto nono, migliore degli azzurri) sulla salita di Box Hill. Ottima prestazione, ma è mancato, evidentemente, il guizzo decisivo. Questo il commento dello Squalo dello Stretto, che ha chiuso al 98esimo posto a 56’’: "Abbiamo fatto una bella corsa, è andato tutto come volevamo, ma alla fine è scappato Vinokourov e non c'è stato nulla da fare. Ho svolto un grande lavoro anche per supportare Paolini e sono veramente stanco, anche perchè abbiamo cominciato ad attaccare dopo i primi 100 km".
"E’ uscito il tipo di corsa che avevamo in mente - spiega il C.T. azzurro Paolo Bettini -. Dovevamo mettere in difficoltà le squadre dei velocisti e ci siamo riusciti riuscendo a sfruttare bene il percorso e la squadra. I ragazzi hanno interpretato al meglio la corsa e si sono mossi bene fin dalle battute iniziali. Già nella fuga partita dopo circa 20 km eravamo presenti con Pinotti. L’unico rammarico è che nel momento giusto è mancato Sacha Modolo, nell’ultimo giro del circuito quando Cancellara ha portato via un ulteriore gruppetto Sacha non è riuscito ad agganciarsi. Comunque avevamo davanti Paolini e Nibali mentre Elia Viviani aveva il compito di restare in gruppo incollato a Cavendish e così ha fatto. Senza la caduta di Cancellara gli ultimi chilometri potevano essere diversi. Poi nel finale quando si è mosso Vinokourov, che ha fatto un bel numero assieme a Uran, a Paolini e Nibali che avevano già speso molto, soprattutto Vincenzo molto attivo già nella prima parte di gara, è mancata un po’ di brillantezza”.
Ordine d'arrivo: 1. Alexandr Vinokourov (Kazakistan) Km. 249,5 in 5h45’57”; 2. Uran Uran Rigoberto (Colombia); 3. Kristoff Alexander (Norvegia) a 8": 4. Phinney Taylor (Usa); 5. Lagutin Sergey (Uzbekistan); 6. O'Grady Stuart (Australia); 7. Roelandts Jurgen (Belgio); 8. Rast Gregory (Svizzera); 9. Paolini Luca (Ita); 10. Bauer Jack (New Zelanda); 38. Viviani Elia a 40”; 96. Modolo Sacha a 54”; 98. Nibali Vincenzo a 56”; 104. Pinotti Marco a 8’07”
Nelle foto, dall'alto in basso, Vincenzo Nibali e Alexander Vinokurov