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Pallavolo Serie B2 Femminile Marzo: “Siamo cresciute partita dopo partita, tornare in B2 è un bellissimo”
il capitano Tiziana Marzo seconda linea

Le emozioni di una stagione nelle parole del capitano del Barcellona, Tiziana Marzo: “Il nostro era un buon gruppo, ma allo stesso tempo nuovo e si sa che in uno sport di squadra l’unione e l’intesa fanno la differenza. Il tempo ci ha dato ragione: abbiamo realizzato un sogno”.

Tra le veterane della rosa del Barcellona, spicca la figura di Tiziana Marzo. Un punto di riferimento per le altre giocatrici non solo per le capacità tecniche ma anche per quelle caratteriali che hanno un valore non meno importante nella creazione di un gruppo forte e compatto. Quest’anno, inoltre, dopo sette stagioni con la maglia del sodalizio del Longano è stata chiamata ad indossare la fascia di capitano. Un incarico non privo di responsabilità che però lei ha saputo interpretare con lo spirito giusto. Protettiva verso le compagne di squadra sia dentro che fuori dal campo, sempre pronta a trovare la parola di conforto nei momenti difficili per ogni atleta ma anche a spronarle a reagire. Sul campo non ha fatto mancare il suo apporto sia in attacco che nella fase difensiva: un lavoro a volte anche oscuro il suo ma che alla fine ha trovato il giusto premio nella promozione in B2.

Il ritorno in quarta serie di Barcellona per voi è un sogno che si avvera. Quanto lo credevate possibile prima dell'inizio del torneo?
“Sinceramente non ci pensavo, non mi piace fare progetti a lungo termine, un po’ per carattere ma soprattutto dopo l’esperienza della stagione precedente. E’ vero, il nostro era un buon gruppo, ma allo stesso tempo nuovo e si sa che in uno sport di squadra l’unione e l’intesa fanno la differenza. Il tempo ci ha dato ragione, ci abbiamo messo un po’ a carburare, ma anche per questo la vittoria è stata più bella”.

Ha una persona speciale cui dedicare la promozione?
“A tante persone, ma in testa alla classifica c’è la mia nipotina, poi chi mi è stato vicino ed ha vissuto insieme a me le gioie ed i malumori (che fortunatamente quest’anno sono stati pochi). La dedico anche a me stessa per tutti i sacrifici fatti ed infine, ma non meno importante, a chi non c’è più… avevamo fatto una promessa a Santino Bonaceto e alla sua famiglia e quel giorno vedere alzare la coppa da sua moglie è stato un momento davvero emozionante”.

Quanto pesa in termini di responsabilità indossare la fascia di capitano.
“Per me è stato il primo anno da capitano e devo dire che mi è servito tantissimo. Il peso delle responsabilità non l’ho sentito, se c’erano delle decisioni da prendere si discuteva insieme la cosa migliore da fare. Più che responsabilità, in me è scattato un senso di protezione per le mie compagne, un attaccamento ancora più forte alla squadra”.

Una valutazione finale di questi otto mesi di campionato: soddisfatta dell'apporto che ha potuto dare alla squadra?
“Il mio impegno e la mia disponibilità non sono mai mancate, poi è ovvio che ci sono state delle partite dove ho fatto bene e altre dove avrei potuto fare meglio, ma nonostante tutto sono abbastanza soddisfatta”.

Per quanto riguarda il torneo del Barcellona; nel complesso che voto gli darebbe.
“Direi un dieci, un voto che non nasce solo dal risultato ottenuto, ma dal percorso fatto, dalla determinazione che abbiamo avuto dopo un inizio in salita. Tutti puntavano il dito contro, ma non ci siamo arresi e abbiamo lavorato tanto, soprattutto sul concetto di squadra e penso che alla fine è stata data, sul campo, la risposta che nessuno si aspettava. Il 5 maggio abbiamo affrontato la finale con la testa giusta, consapevoli delle nostre capacità, con la voglia di fare meglio delle avversarie, ma senza troppa sicurezza, penso sia stata proprio questa l’arma vincente”.

Quando è maturata dentro di lei la convinzione che potevate farcela?
“Partita dopo partita l’intesa di squadra cresceva e di conseguenza anche la consapevolezza di poter continuare a fare bene, ma penso che la svolta sia arrivata ad Erice, dopo la prima gara dei play-off. E’ stata una partita combattuta, vinta al tie-break contro un avversario di tutto rispetto, forse in quella gara abbiamo dimostrato che potevamo giocarcela con tutti, bastava credere veramente nelle nostre qualità”.

Da quanti anni gioca nelle fila del Barcellona? E come è nata la sua passione per la pallavolo?
“Questo appena concluso è il mio settimo anno, ma già conoscevo la società e le ragazze perché per 2 anni ho giocato in prestito con l’Under 18. Ho iniziato all’età di 9 anni a Milazzo, con l’A.S. Volley ’96; la mia passione nasce da bambina, passavo interi pomeriggi a giocare in giardino anche sola contro il muro, quando i miei non ne hanno potuto più di sentire quel rumore continuo hanno deciso di iscrivermi a pallavolo e da allora non ho più smesso”.

Uno sguardo al futuro. Che tipo di campionato si aspetta che sarà la B2.
“Lungo e difficile. Il livello rispetto alla C si alza di parecchio ma crescono anche gli stimoli. La società si sta muovendo per rafforzare il gruppo, per il resto si vedrà, ancora è troppo presto per parlare, so solo che ritornare in B dopo 2 anni è veramente bellissimo, ancora se ci penso, nonostante sia passato più di un mese, stento a crederci”.

Nelle foto il capitano del Barcellona '95 Tiziana Marzo: lo scatto in alto è di Paola Castagna, quello in basso di Giovanni Scopelliti.

Attacco vincente di Tiziana Marzo
di Massimiliano Andò (25 June 2012)
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