Eccellenza
Rando: "Ho allenato ragazzi eccezionali. L'ACR? Ricordo ancora gli schiaffoni di mio padre"
Il tecnico del Città di Messina è entusiasta per la promozione: "Il successo con il Gladiator chiude una stagione da incorniciare. Ci ho sempre creduto anche se ho sofferto seguendola dagli spalti. Il gruppo aveva carattere, orgoglio e qualità. Non ho pensato al futuro. Al derby ci rinuncerei anche perché resto un tifoso del Messina".
Tra i grandi protagonisti della splendida cavalcata del Città di Messina, capace di vincere ventotto delle trentaquattro partite disputate tra campionato e play-off, c'è sicuramente il tecnico Pasquale Rando. Con lui in panchina la formazione peloritana ha disputato un'eccellente seconda metà di stagione nel passato torneo e ha collezionato numeri da record nell'ultima annata, coincisa con l'esaltante promozione in serie D conquistata al termine della doppia caldissima sfida con il Gladiator: "A Santa Maria Capua Vetere è stata un'autentica battaglia, ma il risultato finale ci ha consentito di passare dall'inferno al paradiso. Questa partita mi ha lasciato una grande soddisfazione, perché ho avuto la conferma di avere guidato ragazzi eccezionali, che non si sono fermati davanti a nessun ostacolo durante l'anno".
La finale play-off ha restituito ai peloritani quello che soltanto un super Ragusa aveva loro sottratto: "Il successo al "Piccirillo" è stato il suggello ideale ad una stagione da incorniciare. Il gruppo ha disputato una partita perfetta e dimostrato che non aveva soltanto qualità ma anche grande carattere e che soprattutto ha saputo tirare fuori l'orgoglio anche nelle partite più importanti. Provo ancora una gioia unica, indescrivibile".
A complicare i piani di mister Rando è stata peraltro una squalifica di due giornate, che lo ha costretto a seguire la doppia finale dalle gradinate del "Celeste" e del "Piccirillo": "Il sentimento di impotenza era tanto. Era difficile attirare l'attenzione dei giocatori e ho dovuto aspettare qualche momento in cui il pubblico non faceva tanto baccano per fornirgli qualche indicazione dagli spalti. È stata un'esperienza nuova, perché nella mia carriera in poche occasioni non ero stato seduto in panchina, dal momento che ho sempre cercato di evitare le espulsioni".
La sanzione si è rivelata peraltro davvero eccessiva, come ha ammesso lo stesso commissario di campo presente a Messina e poi per un curioso scherzo del destino anche a Santa Maria Capua Vetere: "Nella partita con il Rende, che considero determinante in ottica promozione, ho subito una vera ingiustizia. Il commissario che ci era stato assegnato al "Celeste" è stato a sorpresa designato anche per la trasferta con il Gladiator e mi ha confidato che era stupito per la mia espulsione ma che pur essendo presente a bordo campo non poteva interferire nella decisione del guardalinee. Ecco perché poi il responso del Giudice Sportivo ha rappresentato per me una doppia amarezza, fortunatamente alleviata dal risultato".
Dopo la sconfitta del "Selvaggio" la stagione sembrava irrimediabilmente compromessa ma nonostante una sosta di oltre un mese il Città di Messina è riuscito a mantenere elevata la tensione agonistica ed a centrare uno strepitoso traguardo: "Durante i trentacinque giorni di attesa tra la conclusione della stagione regolare e l'inizio dei play-off ci siamo concentrati totalmente sull'obiettivo promozione. Volevamo provare a vincere questo campionato. Ci ho sempre creduto, ho avuto fiducia nei ragazzi e ho sempre cercato di trasmettergliela. La soddisfazione più grande, anche per il nostro pubblico, è che sia arrivata proprio in quell'inferno".
Nelle prossime ore Rando inizierà a sciogliere le riserve sul futuro: "Non ne abbiamo ancora parlato. Tutte le mie energie erano dedicate all'appuntamento del 17 giugno. I prossimi giorni saranno utili per stilare un resoconto personale. Non ho pensato ad un'eventuale conferma, anche se non mi spaventa la promozione in serie D. Anche se è ovvio che progredendo ci si confronta con avversari sempre più preparati, per me il calcio mantiene delle caratteristiche che restano invariate al di là delle categorie. Lo dimostra Boscaglia, che partendo dall'Eccellenza è arrivato con il Trapani ad un passo dalla serie B".
Inevitabile un riferimento al possibile derby con l'ACR, con il quale potrebbe nascere un'inevitabile rivalità, che il tecnico del Città di Messina preferirebbe però evitare: "Mi auguro che non ci sia perché spero che l'ACR possa essere ripescato in Lega Pro. Approfitto di questa domanda per dirvi che quest'anno ho sofferto per gli sfottò rivolti a qualche nostro tesserato dai tifosi giallorossi anche perché ho sempre seguito con grande affetto il Messina. Sono diventato un grande tifoso dopo avere giocato nelle giovanili, quando conobbi per la prima volta anche Ciccio Currò".
L'ex vice di Gaetano Accetta tiene a raccontare qualche curioso aneddoto: "I primi schiaffoni da mio padre li ho presi proprio perché non perdevo una trasferta. Non riuscirei a sceglierne una: ricordo ancora oggi quelle di Agrigento, San Benedetto del Tronto, Lecce, Benevento, Avellino e Bari, per la gara con il Venezia. Quando ho iniziato ad allenare ho sempre scelto qualche squadra che giocasse le partite casalinghe il sabato, per potere essere la domenica allo stadio. Se tornerò sugli spalti al San Filippo lo farò sicuramente in curva e non in tribuna".
La recente svolta societaria ha ovviamente galvanizzato la piazza, che torna a sognare in grande: "Lo Monaco è uno dei top manager italiani, una grande guida che potrà restituire all'ACR le categorie che gli competono. Un eventuale derby sinceramente mi piacerebbe giocarlo soltanto in una categoria professionistica. Il Città di Messina potrà pianificare al contempo un progetto altrettanto dignitoso, valorizzando i messinesi ed offrendo a tanti professionisti un posto di lavoro. Un aspetto da non sottovalutare, considerando l'indotto e la serietà della proprietà".
Nelle foto: in alto il tecnico del Città di Messina Pasquale Rando abbraccia il difensore Giovanni Cammaroto al termine della sfida con il Gladiator, in basso è sommerso dall'abbraccio dei suoi giocatori nel corso della festa promozione.
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