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Pallacanestro Legadue Sacco: "Abbiamo dato il massimo. Orgoglioso del gruppo che ho avuto a disposizione"
Sacco parla alla squadra
foto di Alessandro Denaro

Il coach della Sigma Barcellona commenta l'eliminazione subita in semifinale ad opera dell'Enel Brindisi: "Usciamo per mano della migliore squadra del torneo trascinata da Gibson, vero mattatore". Indiscutibili i meriti dei suoi ragazzi: "Con l'organico privo dei due lunghi titolari abbiamo messo paura ai pugliesi. Sono soddisfatto dei miei tre mesi trascorsi a Barcellona".

Al termine dell'ultima partita della stagione della sua Sigma Barcellona in sala stampa arriva un Giancarlo Sacco comprensibilmente amareggiato per il verdetto del campo ma allo stesso tempo orgoglioso del gioco e delle qualità mostrate dai suoi ragazzi. Un vero peccato pensare all'epilogo di questa semifinale. I giallorossi infatti sono stati eliminati dopo aver condotto il match anche di tredici-quattordici punti ma nel finale Brindisi non ha sbagliato più nulla.

"E' evidente anche dall'andamento della partita stessa, abbiamo comandato a lungo i giochi prima di finire la benzina I ragazzi hanno dato l'anima per vincere nonostante le ovvie defezioni in organico. Sono soddisfatto per l'ottima circolazione di palla, bene i tiri presi sugli scarichi ed i passaggi dentro l'area ma lo sforzo accumulato per contenere una squadra imbottita di campioni è risultato determinante nel finale. Loro con Gibson hanno trovato il classico giocatore che risolve i problemi perché abile a trovare la soluzione ideale o tirando da fuori o in uno contro uno. Le sue statistiche parlano chiaro (33 punti e 31 di valutazione in gara-tre, ndc) ma non posso rimproverare nulla ai mie nella staffetta che gli abbiamo fatto durante la partita. Eccetto qualche caso isolato tutti i tiri che si è preso, i falli subiti e i tiri liberi realizzati sono merito suo più che nostro demerito. Quindi ha sfruttato appieno le sue caratteristiche che vanno oltre il sistema di gioco di Brindisi".

A Barcellona in questa serie quindi è mancato proprio un giocatore "alla Gibson". Questa la disamina del tecnico marchigiano.

"Noi siamo una squadra completamente diversa da loro che per vincere deve avere una coralità di dieci uomini ed un roster nelle migliore condizioni fisiche. Giocare senza i due lunghi titolari, ovvero Dordei e Martin è difficile per tutti specie in una semifinale playoff contro la squadra più forte del campionato. I ragazzi sono stati bravissimi facendo finta di niente, abbiamo tirato dritto credendo nelle nostre possibilità. Ritengo che di più non potessimo fare. Sono qui da tre mesi e sono contento del lavoro svolto dai ragazzi che hanno sempre risposto positivamente ed emotivamente alle mie sollecitazioni. Questa è stata l'ennesima riprova, nello specifico prendo il caso di Mike Green che è stato criticato da più parti per come ha giocato questa serie. La difesa di Brindisi è stata bravissima su di lui. Alla fine tutto questo si paga perché Mike non riusciva a spingere come di consueto il contropiede e per noi si è spenta la luce".

E' un dato di fatto che la Sigma sia arrivata a questa semifinale playoff con molti acciacchi fisici e con Curry ancora non al meglio della condizione. Riavvolgendo il nastro della stagione il tecnico rifarebbe le medesime scelte o chiederebbe qualcosa di diverso alla proprietà?

"Io sono arrivato a marzo e con la dirigenza abbiamo cercato di modificare in corsa il roster. In quel periodo tutti i campionati in Europa stavano terminando e quindi i giocatori non si muovevano per non lasciare le loro squadre prima della fine dei playoff. Abbiamo stilato una lista di dieci giocatori importanti che la società avrebbe preso senza preoccuparsi di investire ingenti somme, come poi ha fatto. Uno di questi era lo stesso Gibson che ha rifiutato la nostra offerta prima di andare a Brindisi. Poi è chiaro, prendi un giocatore sperando che non si infortuni ma Curry dopo tre allenamenti si è girato la caviglia ed anche in gara-tre ha giocato in precarie condizioni di forma con le cavigliere rinforzate. Poi è chiaro che avere in organico un giocatore più importante dia maggiori garanzie di rendimento e maggiori possibilità di vittoria".

Secondo molti serviva un giocatore che nel finale non rifiutasse i tiri decisivi dando grandi responsabilità a Mocavero e Da Ros che non dovevano essere i fuoriclasse designati di questa squadra.

"Per me la squadra durante la stagione ha dimostrato tanta personalità sia come gruppo, come elementi che come spirito di sacrificio. Anche oggi hanno fatto più delle loro possibilità perché con i desideri e i sogni vinciamo tutti il campionato. Quando sono arrivato dopo il cambio di conduzione tecnica i playoff erano a rischio per cui evidentemente qualche cosa non aveva funzionato nella prima parte di stagione. Quando abbiamo deciso di intervenire ci siamo ritrovati alle prese con un mercato non facile nel quale individuare il giocatore giusto non è affatto semplice".

Nelle foto: in alto Gancarlo Sacco, tecnico della Sigma Barcellona, in basso il play Mike Green.

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foto di Alessandro Denaro
di Daniele Straface (06 January 2012)
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