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Ricciardi ricorda con commozione Ciccio Currò. Manitta: "Era una persona pulita"
L'ex medico sociale non ha celato l'emozione: "Per me era come un fratello. A casa non volevano che giocassi a calcio e quindi era proprio lui a mettermi da parte allo stadio le scarpe e la maglietta". Storari ha ricordato le sue arrabbiature per le sconfitte. Secondo Manitta "la sua opera ha avuto una valenza sociale da non sottovalutare".
La stanza di Ciccio Currò, intitolata ufficialmente martedì mattina, rappresenterà un vero e proprio museo permanente, aperto a tifosi ed appassionati ed accoglierà i ricordi e l'eredità di uno sportivo vero, fedele, semplicemente inimitabile. La cerimonia voluta dal Città di Messina ha rappresentato anche un momento di grande emozione e riflessione.
Numerosi gli aneddoti raccontati dall'amico di sempre, il medico Filippo Ricciardi, che non è riuscito a trattenere le lacrime ricordando quando in occasione di una trasferta a Siracusa lo storico compagno di avventure preferì rimanere digiuno pur di cedergli un panino imbottito, dal momento che il ritardo accumulato dal treno aveva originato la rinuncia al pranzo in ristorante: "Ci vorrebbe un mese per raccontare le emozioni che abbiamo vissuto. Insieme abbiamo vinto nove campionati e per me era come un fratello. Fin dal 1952, nel giorno del mio esordio in campo, Ciccio è stato il mio massaggiatore. A casa non volevano che giocassi a calcio e quindi era proprio lui a mettermi da parte allo stadio le scarpe e la maglietta, che teneva sempre pulita. Tengo a precisare che ha concluso la sua carriera di massaggiatore in anticipo soltanto per problemi di salute perché altrimenti il suo apporto sarebbe stato sempre indispensabile, nonostante utilizzasse soltanto una spugnetta e la forza delle sue braccia".
A rievocare mille avventure anche l'ex Peppino Salerno, che ha ricordato il suo arrivo al "Celeste" da avversario: "Come tutti i calciatori avevo un rito scaramantico, che consisteva nel legare un nastrino rosso alle due porte che avrei difeso nel corso della partita. Ad un certo punto, dopo che avevo parato davvero di tutto, mi sono reso conto che Ciccio si era piegato per cercare di slacciarlo e gli ho dovuto urlare di andarsene negli spogliatoi. Sono piccoli ma significativi episodi, che lo rendono indimenticabile".
Ad alternarsi al microfono anche l'attuale portiere della Juventus Marco Storari, sicuramente il più illustre tra gli ospiti intervenuti: "Ricorderò sempre la carica che ci trasmetteva e le sue arrabbiature per le sconfitte. Quando perdevamo, al ritorno al "Celeste", Ciccio cercava di non farci entrare. Penso con grande nostalgia anche alle granite che consumavamo nella sua stanza".
Un pensiero è arrivato anche dal capitano dell'ACR Carmine Coppola: "Ciccio Currò rappresenta il Messina e la squadra era la sua vita. Ricordo che quando rientravo negli spogliatoi all'intervallo ed eravamo in svantaggio o stavamo pareggiando una partita importante lo trovavo inginocchiato di fronte alla Madonnina. Una volta, vedendolo accovacciato, gli chiesi se stava male e lui mi rispose che stava semplicemente pregando, perché dovevamo fare assolutamente risultato".
Particolarmente significativo l'intervento dell'ex portiere Emanuele Manitta: "In tanti hanno rievocato episodi piacevoli. Io preferisco conservare dentro di me tante emozioni per non amplificare l'angoscia di chi gli ha voluto bene. Conta piuttosto la partecipazione di chi non è voluto mancare a questo appuntamento. Non vorrei fare polemica, ma forse siamo un po' pochi quelli che sono accorsi. Ad ogni modo siamo pochi ma buoni. Ciccio era una persona pulita, che ha insegnato tanto ed avrebbe fatto altrettanto oggi, in un calcio un po' malato. La sua opera ha avuto una valenza sociale che non deve essere sottovalutata".
Un concetto ribadito da un altro grande ex, Romolo Rossi: "La figura di Ciccio Currò ha unito intere generazioni. In un mondo caratterizzato dalla solitudine il calcio è utile per eliminare le divisioni ed unire gli appassionati, come è avvenuto ai suoi tempi".
Nelle foto: in alto Filippo Ricciardi, per tanti anni medico sociale del Messina, in basso tre grandi ex numeri 1 giallorossi, Emanuele Manitta, Pippo Salerno e Marco Storari. Correlato al servizio un Album Fotografico dedicato alla cerimonia di intitolazione a Ciccio Currò del locale dello stadio "Giovanni Celeste".
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