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Calcio Serie A Il pagellone degli ex giallorossi. Storari campione d'Italia, Nocerino il top
Antonio Nocerino

L'ex portiere del Messina ha vissuto alle spalle di Buffon la trionfale stagione della Juventus, tornata a vincere lo scudetto dopo un lungo digiuno. Impiegato nella gara della festa con l'Atalanta, attende di giocare da protagonista la finale di Coppa Italia. Da urlo il campionato del centrocampista napoletano: 10 reti e un rendimento stratosferico. Bene anche Calaiò, Donati e Portanova.

Nocerino 9 (Milan, 35 presenze e 10 gol). All'inizio c’era chi stava male al sol pensiero di vederlo con la maglia del Milan indosso al Camp Nou. A Barcellona, invece, ha giocato da protagonista, realizzando uno dei suoi tanti gol stagionali (10 in campionato + 1 in Champions League). Determinante con i suoi inserimenti e secondo soltanto a Ibrahimovic tra i cannonieri della squadra, può rammaricarsi per non aver vinto alcun titolo dopo una stagione d’oro. Il centrocampista partenopeo, con all’attivo una fugace esperienza nel Messina 2005-06, si è rivelato l’autentico crack del mercato. Dopo un’estate passata ad inseguire Mister X, il club di via Turati si è assicurato in extremis dal Palermo un elemento divenuto, col passare delle settimane, imprescindibile nello scacchiere di Allegri. Ora lo attende la meritatissima maglia azzurra agli Europei per poi ricominciare (probabilmente col numero 8, eredità di Gattuso, dopo aver indossato la 22 che fu di Kakà) in rossonero.

Calaio 7,5 (Siena, 24 presenze e 11 gol). Dopo aver trascinato a suon di reti il Siena in Serie A l’attaccante palermitano, che in riva allo Stretto si segnalò per una doppietta rifilata in un derby al Catania, ha contribuito ad una grossa fetta di salvezza ottenuta dalla squadra di Sannino, capace anche di centrare la semifinale di Coppa Italia. Undici i gol (4 dal dischetto) dell’arciere, costretto a fermarsi anticipatamente ai box a marzo a causa della frattura del perone. Spesso decisivo nei confronti diretti con le pari grado (Lecce, Cesena, Chievo e Cagliari) si è tolto lo sfizio di andare a segno anche contro Napoli (ex squadra), Roma e Lazio. In coppia con Destro, tra i maggiori talenti emergenti del calcio italiano, ha costituito un tandem tra i più imprevedibili del campionato.

Storari 7 (Juventus, 3 presenze). Campione d’Italia. Ripagato pienamente dalla scelta di restare alla Juventus. Da numero 12 più forte del calcio attuale ha vissuto, alle spalle di Buffon, la stagione della riscossa bianconera. Sempre pronto quando è stato chiamato in causa (contro Fiorentina e Genoa), si è tolto la grossa soddisfazione di essere titolare nella gara-festa contro l’Atalanta. "Ho avuto la fortuna di giocare in squadre importanti, ma questo è uno dei giorni più belli della mia carriera non lo dimenticherò mai" ha commentato l’ex portiere del Messina. E non è ancora finita: difenderà i pali della Juventus nella finale di Coppa Italia, in programma domenica a Roma contro il Napoli. Impiegato sempre da Conte nella competizione, può sollevare da protagonista il trofeo che sancirebbe l’incredibile double del club torinese.

Donati 7 (Palermo, 18 presenze e 2 gol). Lascia Bari a gennaio per approdare al Palermo, dove ritrova il tecnico che puntava su di lui ad occhi chiusi anche a Messina. Il centrocampista di Sedegliano, agli ordini di Mutti, ha vissuto un’ottima seconda parte di stagione, nonostante il campionato dei rosanero, conclusosi con una tranquilla salvezza, sia stato ben al di sotto delle aspettative. Ha conferito alla linea mediana il tasso tecnico e l’esperienza che servivano, impreziosendo la sua avventura con la splendida rete siglata contro la Lazio, che ha dato il la ad una delle più belle vittorie stagionali e il centro nella gara di Bologna, per la prima affermazione esterna dopo un lunghissimo digiuno.

Portanova 6,5 (Bologna, 32 presenze e 3 gol). Ampiamente positivo il terzo torneo disputato dal difensore romano con la maglia del Bologna. Dopo una partenza sofferta ed un cambio di panchina (via Bisoli, guida tecnica affidata a Pioli), i felsinei hanno chiuso al nono posto, miglior piazzamento delle ultime stagioni, regalando più di una soddisfazione ai propri tifosi (vedi vittoria sonante contro l’Inter a Milano o pareggi con Juventus e Milan). Portanova è andato a segno tre volte (contro Juventus, Lazio e Genoa), sfruttando la sua abilità di inserimento sui calci piazzati. In A soltanto nel 2004-05, a Siena, fece di meglio (4).

Sculli 6,5 (Lazio/Genoa, 27 presenze e 5 gol). E’ suo il secondo gol realizzato dal Genoa contro il Palermo nella partita che ha consentito al “Grifone” di scacciare definitivamente gli incubi ed ottenere una salvezza incredibilmente complicatasi per via di un girone di ritorno fallimentare. Al Lecce, rivale dei rossoblu nel rush finale, le altre due marcature. Il giocatore scuola Juve aveva cominciato la stagione alla Lazio (2 reti in 11 gare, subentrando spesso dalla panchina), prima di fare rientro alla base. L’immagine simbolo del suo campionato e di quello del Genoa resterà però la sua “chiacchierata” coi tifosi durante Genoa-Siena, quando rifiutò di togliersi la maglia, a differenza dei compagni, trattando la “pace” in un pomeriggio di ordinaria follia.

D’Agostino 6,5 (Siena, 23 presenze e 3 gol). Altro campionato tra alti e bassi. Il centrocampista palermitano, trasferitosi al Siena dopo l’opaca esperienza alla Fiorentina, ha realizzato tre gol (due su punizione, la sua specialità) in 24 presenze. La qualità nella formazione di Sannino non è davvero mancata (vedi anche Brienza) ma dopo un buon girone d’andata è calato nel ritorno, complice qualche guaio fisico.

Floccari 6 (Parma, 27 presenze e 8 gol). Cresciuto come tutto il Parma nel finale di torneo. Con sette vittorie nelle ultime sette giornate gli emiliani hanno scalato la classifica, chiudendo all’ottavo posto. Dall’attaccante di Nicotera, a segno per la prima volta soltanto a dicembre complice qualche infortunio di troppo, era lecito attendersi qualcosa in più, anche per la presenza al suo fianco di un super Giovinco. La miglior prestazione stagionale l’ha sfoderata proprio contro la sua ex squadra, la Lazio, siglando una doppietta.

Aronica 6 (Napoli, 30 presenze e 0 gol). Per il Napoli un’annata difficile da valutare. Benissimo nelle Coppe (sfiorati i quarti di Champions e centrata la finale di Coppa Italia), male in A, dove la truppa di Mazzarri si è dovuta accontentare del quinto posto dopo aver speso energie preziose nelle altre manifestazioni. Le notti affrontando Bayern Monaco, Manchester City e Chelsea resteranno indelebili anche nella memoria di Aronica, che al massimo torneo continentale guardava da spettatore alla Juventus ad inizio carriera. Il difensore palermitano, da sempre pupillo del tecnico, è stato di consueto tra i più impiegati nel terzetto arretrato. Ha garantito al reparto duttilità ed esperienza, pur con incertezze di troppo (vedi gara di ritorno col Manchester City) e qualche tensione (espulsione causata di Ibrahimovic).

Amauri 5 (Juventus/Fiorentina, 11 presenze e 1 gol). Vive da separato in casa la prima metà di stagione alla Juventus, dopo aver rifiutato in estate altre destinazioni. A gennaio si concretizza il trasferimento alla Fiorentina, ma l’attaccante brasiliano non ripaga a pieno i viola della fiducia. Un unico gol, ma pesantissimo, che sposta gli equilibri del campionato: lo realizza contro il Milan, alla vigilia di Pasqua, regalando ai toscani un successo insperato che profuma di salvezza e facendo indirettamente un favore enorme alla Juventus (ironia della sorte) che scavalca i rossoneri e va a prendersi il titolo.

Gli altri – Il difensore classe ’93, Luca Calapai, prodotto del settore giovanile del FC Messina, si è tolto la soddisfazione di debuttare in A con la maglia del Catania nell’ultimo confronto tra gli etnei e l’Udinese. Segnalato da Roberto Buttò, responsabile del settore giovanile del Milazzo. Appena otto presenze, tutte all'andata, per Edgar Alvarez (sv), honduregno in forza al Palermo. Tra gli allenatori l’ex centrocampista del Messina, Massimo Ficcadenti (voto 6), esonerato dal presidente Cellino a Cagliari nonostante un buon avvio, è stato richiamato in primavera (dopo l’interregno Ballardini) per condurre la squadra rossoblu verso la salvezza. Rimarrà in Sardegna ? Conclusa l’avventura di Bortolo Mutti (voto 6) sulla panchina del Palermo. Sostituito Mangia il tecnico di Trescore Balneario ha vissuto la sua seconda esperienza in carriera sulla panchina rosanero, dando tranquillità all’ambiente. Il 5-1 alla Lazio e il 4-4 in casa dell’Inter le migliori performances. A stonare un finale di torneo deludente. Non ce l’ha fatta invece Daniele Arrigoni (voto 5,5), da profeta in patria, a salvare il Cesena. Chiamato a novembre ha lasciato a febbraio (4 le vittorie), rescindendo consensualmente con la società, dopo aver constatato l’impossibilità di ottenere la permanenza con i romagnoli.

Nelle foto, dall'alto in basso, il centrocampista del Milan, Antonio Nocerino ed il portiere della Juventus, Marco Storari

Marco Storari
di Alessandro Calleri (16 May 2012)
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