Seconda Divisione
Trimarchi: "Stagione esaltante. I ragazzi hanno mostrato notevoli progressi"
Il responsabile tecnico del Milazzo giudica positivamente il campionato appena concluso: "Abbiamo assistito alla grande crescita di numerosi giovani. La cavalcata conclusiva mi ha emozionato. Il gruppo ha reagito alle pressioni psicologiche. Se il pubblico ci avesse seguito dall'inizio avremmo lottato per la conquista dei play-off".
Il suo arrivo a Milazzo si è reso necessario perché il successore di Sasà Amura, un mamertino doc come Gaetano Catalano, era privo del patentino richiesto per potersi accomodare su una panchina professionistica. Eppure l'approdo nella città del Capo dell'esperto Nicola Trimarchi si è rivelato un valore aggiunto, dal momento che i suoi consigli e le sue indicazioni si sono rivelate fondamentali nella rincorsa all'obiettivo salvezza, centrato brillantemente dai rossoblu, che pur riposando all'ultima giornata hanno mantenuto un margine di tre punti sui temuti play-out, ai quali sono stati condannati Vibonese e Neapolis, e di ben dodici lunghezze sulla zona retrocessione, con Isola Liri, Ebolitana e Celano condannate al declassamento in serie D.
Il bilancio personale del responsabile tecnico mamertino è quindi ampiamente positivo: "Considero quella appena conclusa una stagione tecnicamente esaltante. Abbiamo assistito alla grande crescita dal punto di vista tattico di numerosi giovani provenienti da vivai professionistici, come quello del Catania, che adesso sono diventati davvero dei giocatori maturi. Per molti è stato il campionato della definitiva consacrazione. E sinceramente la cavalcata conclusiva che ci ha condotto alla salvezza mi ha entusiasmato".
Eppure nelle prime uscite successive all'avvicendamento in panchina non erano mancati i contrattempi: "Abbiamo dovuto affrontare tante piccole difficoltà. Alcuni risultati negativi sono stati originati da errori difensivi, da qualche gol fallito sotto porta e da arbitraggi un po' penalizzanti. Lacune che squadra ha saputo superare senza mollare mai, crescendo alla distanza, acquisendo brillantezza".
I dieci risultati utili conquistati nelle ultime undici giornate non sono un caso secondo Trimarchi, che peraltro non ha ancora digerito l'unica battuta d'arresto degli ultimi mesi, maturata al 97' a Perugia: "La permanenza è stata raggiunta perché il gruppo ha reagito alle pressioni psicologiche esterne, offrendo peraltro un buon calcio. La serie positiva che ha caratterizzato gli ultimi mesi è stata davvero impressionante. Ovvio che non mi sia andata giù la partita del "Curi", che mi è costata anche due settimane di squalifica. Eravamo in vantaggio ed abbiamo dovuto tollerare ben nove minuti di recupero: una decisione ritengo senza precedenti. In campo abbiamo visto senza alcun dubbio come la gara fosse orientata in un certo modo dalla direzione arbitrale, ma ormai fortunatamente è acqua passata".
Il futuro del Milazzo resta indecifrabile, con la società che appare sempre più lontana dalla città del Capo per via dello scarso feeling con la piazza, manifestatosi anche in una vile aggressione a Bucolo: "Saranno i dirigenti a decidere il futuro. Di certo il sottoscritto ed il resto dello staff tecnico, con cui ho lavorato nel migliore dei modi, sono disponibili ad affrontare nuove avventure, nella speranza di potere proseguire questa avventura così positiva".
Inevitabile una battuta sulle presenze ridotte al "Grotta Polifemo", aumentate soltanto nel finale di stagione grazie all'abbattimento dei prezzi voluto dalla proprietà del club: "Il pubblico di Milazzo non ha legato con la società e probabilmente non ha creduto fin dall'inizio alla bontà del gioco della squadra. Ritengo che se avessimo giocato con un'altra cornice sugli spalti tutto il campionato avremmo lottato perlomeno per la conquista dei play-off. Non credo di esagerare: il gruppo aveva grandi qualità e sinceramente è mancato soltanto l'affetto della gente, già determinante in passato".
Trimarchi ha partecipato nelle scorse settimane ai funerali di Ciccio Currò, trasportando peraltro sulle spalle la bara all'esterno della chiesa: "Ciccio per me è stato un grande. Una persona dalla grande passione, che ho conosciuto quando avevo appena 14 anni al "Celeste". Ci ha insegnato tante cose, è stato un vero sportivo. Nel triennio in cui stato allenatore del Messina mi è stato vicino nella buona e nella cattiva sorte. Da quando era andato in pensione era stato ancora di più un buon amico. La mia presenza in chiesa, molto sentita, era davvero obbligatoria".
Nelle foto: il responsabile tecnico del Milazzo Nicola Trimarchi, in alto sul prato del "Grotta Polifemo", in basso tra coloro che hanno condotto a spalle all'esterno della Chiesa Stella Maris di Minissale la bara di Ciccio Currò, al termine dei suoi funerali.
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