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Calcio Seconda Divisione Milazzo, il film del campionato. Dall'avvio choc al finale in crescendo: è salvezza
L'esultanza dei giocatori del Milazzo
foto di Gabriele Maricchiolo

Per i mamertini, che si sono garantiti con due turni d'anticipo la permanenza in Seconda Divisione, è stata una stagione più che positiva. A caratterizzarla le dieci gare senza vittorie della gestione Amura, la risalita con Catalano in panchina, i nuovi brividi all'inizio del girone di ritorno e la splendida chiusura del torneo da parte di Bucolo e compagni. Unico neo il feeling mai decollato con la tifoseria.

"Questo traguardo equivale alla vittoria di un campionato e rappresenta qualcosa di ben più importante rispetto ai playoff raggiunti nella scorsa stagione". Parola del direttore sportivo del Milazzo, Fabrizio Ferrigno. Dopo l’approdo agli spareggi-promozione nel 2010-2011, il club rossoblu ha festeggiato la permanenza in Seconda Divisione, certificata dalla matematica con due turni d’anticipo, nell’arco di un torneo ben più impegnativo del precedente, data caratura delle avversarie e formula (tre retrocessioni dirette). Detto addio ad Antonio Venuto, allenatore protagonista della scalata tra i professionisti, si era ripartiti da Sasà Amura, proveniente dalla Primavera del Catania. In estate, tra i confermati dell’organico, i vari Bucolo, Quintoni, Proietti, Benci, Fiore, Cucinotta e N’Ze. E, soprattutto, tanti giovani, nel segno della “linea verde” sposata dalla dirigenza. Dopo un avvio da brividi, il cambio di marcia avviene con l’avvicendamento alla guida tecnica (promosso Catalano, poi affiancato da Trimarchi). In crescendo il finale del girone d’andata, ma qualche battuta d’arresto dopo il giro di boa pone i mamertini a rischio playout. Con 10 risultati utili in 11 gare Chiaria e compagni allontanano gli spettri e chiudono in bellezza la stagione. Unico neo il feeling mai decollato con la tifoseria.

UN AVVIO TUTTO IN SALITA – Il Milazzo fa il suo debutto nel torneo di Seconda Divisione il 4 settembre a Chieti. I mamertini non sfigurano, ma vengono battuti (1-0) per effetto di una punizione abilmente trasformata da Berardino al 31’ della ripresa. L’esordio al “Grotta Polifemo” non è dei più agevoli, avversaria la corazzata Paganese. Gli uomini di Amura escono sconfitti per 0-2, con i campani a segno, con un gol per tempo, grazie ad Orlando e Scarpa. Terza giornata e terzo ko per i rossoblu. Al “D’Ippolito” di Lamezia finisce 2-1 per la Vigor, ma quanti rimpianti per i rossoblu. Proietti (si fa parare il penalty ma segna sulla ribattuta) illude gli ospiti, Romero e poi Lattanzio, proprio al 90’, confezionano la rimonta. Espulsi Imparato e Scalzone, il Milazzo chiude in nove. Il successivo pari interno (0-0) con l’Aprilia consente alla squadra di schiodarsi da quota 0, ma è ben più importante il punto conquistato a Catanzaro, contro una delle compagini più attrezzate. Botta e risposta Masini-Malafronte per il definitivo 1-1 in terra calabrese. L’incredibile sconfitta con L’Aquila (1-0, gol di Giglio), maturata anche per effetto dei due rigori sbagliati da Bucolo e Proietti, acuisce la crisi. La formazione di Amura muove la classifica in virtù dell’1-1 di Gavorrano (reti di Bucolo e Fioretti), ma cede l’intera posta al cospetto di Giulianova (0-1) e Campobasso (2-1, non basta Benci). Il 16 ottobre i mamertini sono ancora costretti a dover rimandare l’appuntamento con la vittoria: il Fano fa 1-1 al “Grotta Polifemo”, raggiungendo con Zebi i padroni di casa andati in vantaggio con Bucolo. Dopo 10 giornate i mamertini, senza lo straccio di un successo e con il peggior attacco del torneo, sono ultimi in graduatoria assieme al Celano. Un rendimento che costa la panchina ad Amura: al suo posto promosso Gaetano Catalano.

IL CAMBIO DI ROTTA - L'avvicendamento in panchina da la scossa ai rossoblu che ottengono subito la prima affermazione del campionato e riducono a due i punti di distacco dalla zona salvezza. L’Ebolitana viene piegata a domicilio grazie al centro di Malafronte al 22’ del primo tempo. Il bis nel turno seguente, quando il Melfi finisce ko 3-1 al “Grotta Polifemo”. Colpita a freddo da Spagna, la squadra mamertina reagisce con Quintoni su rigore e Malafronte (doppietta): è la prima vittoria casalinga. L'effetto Catalano si fa sentire. A dare continuità c’è l’1-1 sul terreno dell’Arzanese. Locali in vantaggio con Carotenuto su rigore, ma ripresi da Scalzone, al primo gol stagionale. Lo 0-0 con la Neapolis allunga la serie positiva. A Vibo matura la prima sconfitta della gestione Catalano: l’1-0 dei calabresi è targato Salvatori. Il torneo, però, non conosce soste e nel nuovo turno infrasettimanale il Milazzo ferma sullo 0-0 in casa il Perugia. La grave battuta d’arresto con il Celano complica, però, i piani dei rossoblu. Granaiola (complice un clamoroso errore in disimpegno di Benci) lancia gli abruzzesi, Croce su rigore chiude i conti (2-0). I mamertini restano al penultimo posto in classifica. La reazione immediata si registra nel match casalingo vinto per 3-2 contro l’Isola Liri, che segna l’esordio di Nicola Trimarchi in qualità di responsabile tecnico al fianco di Catalano. Due volte in svantaggio, il Milazzo esulta con Cuomo, Quintoni e Scalzone. La girandola di gol avviene tutta nel primo tempo. Il secondo acuto in trasferta è datato 4 dicembre: 1-0 a Fondi. Quintoni regala ai suoi un successo pesantissimo. Agganciata la zona salvezza, il Milazzo chiude il suo 2011 (dato il turno di riposo previsto nell’ultima giornata) con l’1-1 casalingo con l’Aversa Normanna, frutto delle reti di Guarracino e del solito Quintoni su rigore. Con 20 punti all’attivo termina, così, un girone d’andata concluso in crescendo.

TRA ALTI E BASSI – Il ritorno comincia alla grande. Il 2-1 casalingo sul Chieti è un’ulteriore iniezione di fiducia. Neroverdi piegati da Benci e Simonetti dopo l’iniziale vantaggio siglato da Pepe, lesto a sfruttare un’indecisione del portiere Croce. Il calendario non aiuta, però, il Milazzo, costretto ad affrontare in questa fase, in rapida successione, tutte le big. Contro Paganese e Vigor Lamezia maturano due sconfitte di misura (1-0). Rocambolesca quella per mano dei calabresi, a segno con Mancosu nell’unica chance avuta nel corso dell’incontro. I rossoblu possono recriminare per le numerose palle gol fallite, in testa il rigore sbagliato da Quintoni. Il 2-2 in rimonta in casa dell’Aprilia (Cuomo e Scalzone in gol nel finale) è nuova linfa per i mamertini. Intanto dal mercato invernale, dopo Nicastro, arrivano anche il difensore Nicola Lanzolla (un ex) e soprattutto Roberto Chiaria, elemento di spessore che va a rinforzare un reparto offensivo apparso in difficoltà. Il debutto dell’ex Melfi non è, comunque, dei più fortunati. Il Catanzaro di Cozza espugna il “Grotta Polifemo” approfittando di due amnesie difensive dei padroni di casa. Masini porta in vantaggio i calabresi, Chiaria su rigore fa 1-1, ma lo stesso Masini su un contestato penalty sigla il gol della vittoria. Il 15 febbraio, dopo il rinvio della gara con l’Aquila, il Milazzo si rifà con gli interessi battendo un Gavorrano in gran forma (reduce da 10 risultati utili consecutivi). Cucinotta e Cuomo (nel mezzo il centro di Fioretti) sul tabellino dei marcatori. Al “Fadini” di Giulianova, però, un irriconoscibile Milazzo cede per 3-1. Inutile il gol di Nicastro. L’1-1 interno con il Campobasso (dal dischetto Chiaria e Todino) è difficile da digerire per via di un rigore prima concesso e poi revocato dall’arbitro. Il ko di Fano, 1-0 siglato da Amaranti, colloca i rossoblu al quint’ultimo posto insieme alla Vibonese.

FINALE IN CRESCENDO - L’occasione per un pronto riscatto è fornita dal calendario che oppone il Milazzo ad un’Ebolitana sempre più in crisi. Chiaria (in acrobazia), Simonetti e Quintoni regolano i campani (3-1): è una vittoria che vale doppio. A Melfi matura un 2-2 con rammarico tutto rossoblu. Chiaria (doppietta) non basta, il gol del definitivo pari dei lucani arriva a 3’ dal termine con Scarsella. Nel recupero con L’Aquila ecco un altro punto importante (0-0), così come nel turno seguente con l’Arzanese che impone il pari (2-2) al Grotta Polifemo. Espulso Malafronte, per i rossoblu vanno a segno Scalzone e Nicastro. Fiore sigla poi l’1-1 sul campo della Neapolis. Identico punteggio matura nello scontro diretto con la Vibonese, complice una disattenzione di N’Ze che favorisce nel finale il pari di Doukara, rendendo inutile il gol di Mangiacasale. Fallita l’opportunità per staccare una concorrente ed allontanarsi definitivamente dalla zona calda, c’è il durissimo test di Perugia. Al “Curi”, nel turno pre-pasquale, accade quello che nessuno si aspetta. Un autoritario Milazzo segna l’1-0 con Scalzone, Balistreri firma poi l’1-1. Nel maxi-recupero concesso dall’arbitro (ben 8’), Borghetti in mischia condanna i mamertini alla sconfitta. Nulla è perduto. I rossoblu riprendono a correre il 18 aprile, dilagando (0-5) sul terreno dell’Isola Liri, travolta da Benci, Chiaria su rigore, Scalzone (2 volte) e Proietti. E’ un successo pesantissimo, in termini di classifica e per il morale. L’1-1 con il Fondi (gol dell’ex Ricciardo e Scalzone) precede l’appuntamento che vale una stagione. Nel recupero del match con il Celano, rinviato in seguito alla morte di Morosini, bisogna attendere, però, il 93’ per esultare: gli abruzzesi, già retrocessi, vengono piegati (2-1) da un rigore di Chiaria, che aveva siglato anche la prima rete. Salvezza raggiunta matematicamente con due turni d’anticipo: un risultato sul quale in pochi avrebbero scommesso dopo quell'avvio tutto in salita. Il 2-2 sul campo dell’Aversa Normanna (44 i punti conquistati), in attesa del futuro, è l’ultimo atto di una stagione da applausi.

Nelle foto, dall'alto in basso: l'esultanza dei giocatori del Milazzo contro il Melfi e il rigore di Chiaria contro il Celano

Il rigore di Chiaria
foto di Gabriele Maricchiolo
di Alessandro Calleri (05 March 2012)
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