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Pallacanestro Divisione Nazionale A Game Over per l'Upea Orlandina, il mal di trasferta rende Recanati "Fortezza" inespugnabile
Crow (match Recanati)

I paladini di coach Perdichizzi escono di scena nel primo turno dei play-off della DNA contro un avversario tosto e determinato come Recanati che si è imposta anche in gara tre per 88-76, ed un rimpianto palese per aver dilapidato un cospicuo vantaggio nella prima gara al Pala Cingolani. Sfuma l'obiettivo della terza promozione consecutiva in tre anni per il sodalizio del presidente Sindoni.

Nella terra dell'infinito leopardiano giunge l'amaro quanto precoce epilogo per la stagione dell'Upea Orlandina. La gara tre del primo turno dei play-off promozione della DNA si rivelano uno scoglio insuperabile per la compagine paladina che esce di scena al cospetto di una tosta La Fortezza Recanati che s'impone nella "bella" del Pala Cingolani per 88-76 ed accede alla semifinale dove incrocierà le armi con l'Acegas Trieste, quindi la vincente accederà ad una finale con l'uscente della sfida tra Omegna e Ferentino.

Fine corsa, invece, per il team guidato da coach Giovanni Perdichizzi e dal fido assistente Nino Coppolino che ha pagato inevitabile dazio ad una condizione atletica precaria di molti atleti tra infortuni e cali di forma in una stagione, già nel suo evolversi caratterizzata da mille problematiche. Quasi inutile appare sottolineare come quella dell'Upea rappresenti una "caduta" rumorosa e per certi versi rovinosa perchè il sodalizio del patron Enzo Sindoni era da tutti considerata una pretendente al salto verso la Legadue.

Sul parquet di gioco, però, si giocano le gare e riemerge l'atavico problema di gestire fino in fondo i risultati lontano dal Pala Fantozzi: un dato tristemente ricorrente per un team costruito con l'ambizione di vincere ed incapace di strappare i due punti fuori dalla Sicilia già da diversi mesi. Si può e si dovrà discutere, ma nelle opportune sedi, sulla formula adottata per questo campionato in relazione all'accesso ai play-off e ai play-out, al conseguente collocamento nelle griglie perché palesi sono le situazioni anomali, se non paradossali, emerse

Al centro di tutti rimane però il rettangolo di gioco del parquet marchigiano ed una gara decisiva che si gioca sul costante filo dell'equilibrio per oltre tre frazioni con spesso Zanelli e compagni avanti nel risultato, poi un primo allungo del quintetto di coach Coen, il riavvicinamento dei nebroidei, e nell'ultima porzione di gara il decisivo break che apre le porte del turno successivo a Recanati e lascia sprofondare nell'inferno dei rimpianti l'Orlandina.

Già i rimpianti, perchè sono quelli della gara uno che tormenteranno a lungo atleti, tecnici e dirigenti del sodalizio di Capo d'Orlando per non aver saputo gestire un vantaggio di una ventina di punti, ed esser stati raggiunti sul filo di sirena, prima di essere superati nel supplementare da una più affamata ed agguerrita Recanati.

Anche nella seconda sfida di giovedì scorso al Pala Fantozzi era emerso, a dispetto del successo dei paladini, una maggiore tenacia ed intensità agonistica dei marchigiani: compagine diesel, con un proprio gioco spalmato per tutto la durata dell'incontro, mentre l'Upea aveva la necessità di vivere delle fiammate a turno dei vari Bisconti, Benevelli, Crow o Zampolli per accendersi.

Per l'evoluzione del match parlano in modo sufficiente le immagini di una gara tele trasmessa in diretta, ieri sera, su SportItalia2: Recanati ha beneficiato anche della presenza di un pubblico forse maggiore delle previsioni, mentre per l'Orlandina restano da comprendere le prove anonime di Bisconti e Bonacini - in costante sofferenza sul talentuso Andrea Traini, giovanissimo play scuola Scavolini Pesaro, 28 punti, 5 assist e 6 rimbalzi, capace di dispensare il gioco ed assumersi con la maturità di un veterano quelle responsabilità che sull'altro fronte in molti hanno disatteso.

A salvarsi, numeri alla mano, tra le fila dei paladini sono stati il "solito" Andrea Benevelli con 20 punti e 9 rimbalzi, e Nicholas "Jack" Crow: talento di grande prospettiva, ma spesso fuori dai sincronismi di squadra che ha messo a segno 29 punti con cinque triple (ma sparando per ben 13 volte dall'arco). Deleterie per il risultato finale sono state le ben 24 palle perse, a cui si somma la mancanza di lucidità dalla lunetta nel finale.

Sfuma così l'obiettivo della terza promozione in altrettanti anni per il sodalizio guidato dal presidente Sindoni: una battuta d'arresto che rallenta il ritorno dell'Upea nelle divisioni professionistiche, ma che forse può rivelarsi utile a ricompattare un ambiente e una tifoseria per certi versi già appagata dal ricordo dei risultati ottenuti nelle passate stagioni che l'avevano vista protagonista nella massima serie.

Nelle foto della gara due al Pala Fantozzi, una penetrazione di Jack Crow in alto, un appoggio volante al canestro di Gionny Zampolli in basso.

Zampolli (match Recanati)
di Giuseppe D'Amico (05 January 2012)
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