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Vincenzo Nibali inizia la sua stagione dall'Argentina
Lo “squalo dello Stretto” debutta nel Tour de San Luis, breve gara a tappe argentina, che ha già vinto nel 2010. "Vogliamo partire a fari spenti e vivere la corsa giorno dopo giorno" sottolinea il direttore sportivo Mario Scirea. "In inverno ho iniziato presto a pedalare e la condizione iniziale, rispetto all’anno scorso, è migliore. La brillantezza ed i cambi di ritmo in salita però mancano" ammette il corridore messinese.
Vincenzo Nibali ritorna in Argentina. Il corridore siciliano dal 23 al 29 gennaio sarà impegnato al Tour de San Luis, corsa vinta dallo “squalo dello Stretto” nel 2010. L’atleta peloritano del team Liquigas-Cannondale, nelle sette tappe (due gli arrivi in salita), sarà affiancato da Elia Viviani, Tiziano Dall’Antonia, Timmy Duggan, Ted King e Josè Sarmiento. Per il 28enne messinese, il Tour de San Luis rappresenterà il debutto stagionale.
“In questo momento della stagione è difficile capire quanto competitivi possono essere i ragazzi – spiega Mario Scirea, guida tecnica della Liquigas-Cannondale – ma di certo la volontà di fare bene c’è. Vogliamo partire “a fari spenti” e vivere la corsa giorno dopo giorno. Qui Nibali, nel 2010, ha vinto la generale ma non per questo deve soffrire pressioni o aspettative: la vera stagione inizierà più avanti. Stesso discorso per Viviani: sarà supportato come si deve ma non avrà l’obbligo di vincere. Molti corridori sudamericani si presenteranno al top della condizione e saranno loro a fare la corsa. Una possibile sorpresa? Il nostro Josè Sarmiento”.
L’analisi di Scirea trova conferma anche nelle parole di Nibali: “Ho tanta voglia di riattaccare il numero sulla schiena ed affrontare questa nuova stagione. Ovviamente mi piacerebbe debuttare con un successo come nel 2010, ma per un ciclista gennaio non è il mese ideale per fare proclami di vittoria. In questo inverno ho iniziato presto a pedalare e la condizione iniziale, rispetto all’anno scorso, è migliore. La brillantezza ed i cambi di ritmo in salita però mancano. Qui in Argentina l’obiettivo è lavorare, faticare e tornare in Italia con una forma atletica migliore. Un buon risultato sarebbe la ciliegina sulla torta”.