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Atm, il Pd: tornare in Consiglio per mettere ordine

L'Atm affonda e l'Amministrazione, a giugno, apre i bandi per le consulenze progettuali. Nuovo affondo del Pd sulla gestione Buzzanca dell'azienda trasporti municipalizzata, sull'orlo del baratro. E intanto arriva il contratto di servizio.

Esubero di dipendenti, lavoratori "inadempienti", "lievitazione" del chilometraggio percorso, mancanza di gasolio, autobus fermi nelle officine, meccanici che devono smontare armadietti in acciaio per ripare i mezzi, cittadini che non pagano il biglietto, ditte creditrici al varco, in un trittico composto da Comune, vertici dell'Atm e Regione che non riesce a mettere fine allo sfacelo della municipalizzata che si occupa del trasporto cittadino.

Sulla vicenda torna nuovamente il Partito Democratico che si chiede, dopo l'approvazione della delibera di cui si è parlato più sui giornali che, evidentemente, tra le scrivanie del Comune "Chi sta lavorando a cosa?" E si rispondono da soli gli esponenti del Pd . "Nessuno. Perchè al Comune non c'è traccia degli atti che si dovevano produrre secondo la fantomatica delibera del nulla, esitata dal Consiglio lo scorso febbraio". O meglio, l'unico atto che l'Amministrazione comunale, o chi per essa, ha prodotto in merito è un bando della società partecipata Innovabic che dispone l'arruolameto di tre figure professionali che siano in grado di redigere un piano di mobilità al costo di 15 mila euro".

A descrivere gli ultimi "sviluppi" della situazione Atm è il coordinatore dei gruppi consiliari Felice Calabrò "Lo sapevamo sin dall'inizio che quella votata a febbraio sarebbe stata la delibera del nulla, proposta dall'Amministrazione ed emendata dai colleghi dell'Udc". La delibera esitata (frutto degli emendamenti presentati dal partito dello scudocrociato) di fatto, aveva accorciato i tempi proposti dall'originale, tempi che ad oggi non sono stati rispettati.

"Noi avevamo proposto un piano alternativo - afferma il segretario cittadino Giuseppe Grioli - che è quello che, passaggio per passaggio, era stato richiesto dalla Regione e che si basava sul modello di mobilità urbana utilizzato dalla città di Catania. La delibera esitata invece non ha fatto altro che aggravare la situazione della municipalizzata accelerando i pignoramenti".

La situazione, secondo il Pd, è ulteriormente compromessa dal fatto che in precedenza la Regione versava direttamente alla municipalizzata i contributi per il trasporto pubblico, poi è stato inserito il passaggio intermedio del Comune che ha persino ritardato ad istituire il capitolo di spesa da cui si dovevano impegnare le somme per l'Atm e solo ieri si è arrivati all'approvazione da parte della Giunta del contratto di servizio che adesso dovrà passare all'esame del Consiglio comunale. "Adesso è tutto fermo, nessuno muove seriamente un dito per risanare l'Atm e nessuno comprende che l'unica via per l'azienda è quella che avevamo prospettato con la trasformazione per scissione in "bad & new co".

Tutto questo ovviamente sarà argomento della conferenza programmatica cittadina del Pd.  "Partiremo dalle proposte già avanzate e dal Piano Urbano della Mobilità mai preso in considerazione dall'attuale amministrazione".

Il Pd non esclude comunque la possibilità di un ritorno in aula per discutere nuovamente della municipalizzata. "La nostra era stata l'unica proposta credibile e seria - afferma Calabrò - nonostante l'aria di smobilitazione che si respira a Palazzo Zanca penso che il Consiglio sia in grado di portare avanti un progetto di risanamento dell'azienda, noi del Pd ci siamo, penso qualche altro consigliere di buon senso all'interno di un consesso che conta 48 componenti lo si possa trovare".

(www.normanno.com) - Inserito il 14 June 2012
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