A Catanzaro il quarto pari consecutivo. Al Messina manca soltanto il gol

Corona depone un mazzo di fiori sotto la Curva dei sostenitori del Catanzaro (foto Paolo Furrer)

Dopo l’ingresso di Corona i peloritani sfiorano a più riprese il colpaccio. Annullata una rete ad Izzillo, macroscopiche le chances create da Orlando, Damonte e “Re Giorgio”, acclamato dal pubblico del “Ceravolo”. Salvezza diretta praticamente sfumata a quattro giornate dal termine, funziona almeno in parte la cura Di Costanzo.

Uno striscione dedicato a Giorgio Corona, atteso ex al "Ceravolo" (foto Paolo Furrer)

Uno striscione dedicato a Giorgio Corona, atteso ex al “Ceravolo” (foto Paolo Furrer)

Il pre-partita. Grande accoglienza per gli ex Corona e Ferrigno, che prima del via hanno salutato i tifosi in tribuna, posando per una foto ricordo con alcuni disabili. Di Costanzo ripropone il 4-5-1 visto ad Aversa e testato giovedì contro il Camaro: Orlando è l’unica punta. A bordo campo si rivede anche Iuliano, che si sta pian piano lasciando alle spalle l’infortunio che ha consentito a Berardi di partire titolare nelle ultime otto gare. Unico indisponibile tra i siciliani è l’esterno difensivo Rullo. Si accomodano in tribuna il brasiliano De Paula e l’austriaco Spiridonovic. Escluso ancora una volta il rumeno Marin. Tra i padroni di casa assenti Giandonato, Bernardo, Razzitti e Calvarese. Un centinaio i sostenitori giunti da Messina, nonostante il costo elevato del biglietto in prevendita (17 €). Prima del calcio d’inizio Giorgio Corona depone un mazzo di fiori sotto la Curva dei sostenitori del Catanzaro: la tribuna scandisce il suo nome, pioggia d’applausi per il grande ex. Divisa interamente rossa con inserti gialli per il Catanzaro, tenuta interamente bianca per il Messina. Sugli spalti del “Ceravolo” si segnala l’assenza dei club organizzati calabresi, che non hanno apprezzato il consistente ridimensionamento di organico ed obiettivi nel mercato invernale di gennaio. 2.635 gli spettatori presenti: 875 i paganti, 1.760 gli abbonati. 124 i sostenitori ospiti, incasso pari a 7.082 €.

ACR Messina

Mancini prova a riconquistare un possesso in mezzo al campo (foto Paolo Furrer)

La cronaca. Al 4’ la prima emozione: buono spunto sulla sinistra di Izzillo, che dopo aver vinto un contrasto con Orchi e messo a sedere Bindi in uscita serve in mezzo, dove Squillace anticipa provvidenzialmente Squillace. Al 9’ positiva l’iniziativa, sempre sulla sinistra, di Benvenga che dopo aver vinto un contrasto non riesce però a trovare lo spazio per il tiro. I ritmi non decollano. Al 13’ ci prova dalla lunga distanza Mounard, ma per Berardi è un gioco da ragazzi bloccare la sfera. Praticamente nulla da segnalare fino al 29’, quando Squillace si allarga sulla sinistra ed opera un cross teso che Berardi blocca senza particolari patemi. Al 33’ Daffara pasticcia e regala un altro corner agli ospiti: sulla battuta di Mancini la sponda di Orlando per Damonte, che frana a terra in area, per il direttore di gara è tutto regolare. Tre minuti dopo la prima vera palla gol, con Orlando che a tu per tu con Bindi costringe l’estremo difensore calabrese ad una parata in due tempi. Sul fronte opposto il primo acuto dei locali, con Russotto che calcia a lato dopo avere superato Nigro. Il fantasista giallorosso si rimette in luce anche al 39’, quando il pallone termina comunque debolmente tra le braccia di Berardi. Infine è Ilari a non inquadrare lo specchio dalla distanza. Al 42’ Orlando cerca di sfruttare un lancio in profondità ma con Bindi in uscita all’altezza del vertice destro dell’area piccola spedisce di un soffio a lato. Tre minuti dopo la punta di testa anticipa Mancini sul traversone di Cane ed il Messina non riesce a finalizzare un’altra buona manovra. Squadre al riposo sullo 0-0 dopo un minuto di recupero.

ACR Messina

Corona e Ferrigno sugli spalti per salutare alcuni tifosi calabresi (foto Paolo Furrer)

Al 9’ della ripresa il Messina va nuovamente vicino al vantaggio: sulla conclusione rasoterra di Benvenga da fuori area Bindi si distende un po’ goffamente ma riesce a deviare in corner in extremis. Due minuti dopo primo provvedimento disciplinare del match ai danni dell’ex salernitano Mounard, per un ingenuo fallo di mano. Al 18’ Cane ci prova con un destro al volo dal limite ma il pallone si spegne di poco sul fondo. Due minuti dopo il primo avvicendamento con Yeboah che rileva Ilari. Al 25’ si alza dalla panchina Corona, preferito ad Orlando: “Re Giorgio” viene salutato con un boato da tutto il “Ceravolo”. L’atteso ex è subito decisivo: il suo sinistro al volo sul traversone dalla destra di Nigro viene deviato in rete da Izzillo ma la marcatura viene subito annullata per fuorigioco. Vane le proteste degli ospiti. Alla mezzora secondo cambio operato da D’Urso: Caputa rileva Mounard. Poi il Messina sfiora altre due volte il vantaggio: prima è Corona dalla distanza a non inquadrare di poco lo specchio dalla lunga distanza, poi il pallone supera di poco la traversa sul tentativo di testa di Damonte sugli sviluppi di una punizione affidata a Mancini. A dieci minuti dal termine Di Costanzo lancia anche Ciciretti per Cane. I peloritani conquistano due corner in rapida successione ed è l’ex Giampà a respingere provvidenzialmente sulla linea un colpo di testa di Damonte. Sulla ripartenza in contropiede dei locali decisiva la chiusura di Izzillo, mentre sul fronte opposto Bindi in tuffo blocca il tentativo di Mancini. È Corona dal limite a tentare il diagonale: il pallone, deviato, fa la barba al palo: Messina davvero sfortunato in questo arrembante finale. I peloritani conquistano due corner in rapida successione ed è l’ex Giampà a respingere provvidenzialmente sulla linea un colpo di testa di Damonte. Sulla ripartenza in contropiede dei locali decisiva la chiusura di Izzillo, mentre sul fronte opposto Bindi in tuffo blocca il tentativo di Mancini. D’Urso esaurisce le sostituzioni inserendo Ghosheh per Mancuso, mentre tra gli ospiti c’è spazio per Bonanno. Al 93’ e spiccioli è ancora Corona ad impegnare Bindi, che respinge in uscita. Finisce 0-0, è il quarto pareggio consecutivo per i siciliani, che però mai come questa volta si mordono le mani per le occasioni sprecate. Per “Re Giorgio” l’ultima meritata ovazione del “Ceravolo”.

Corona e Ferrigno

Corona e Ferrigno tornano da avversari al “Ceravolo” (foto Paolo Furrer)

Il tabellino. US Catanzaro – ACR Messina 0-0
US Catanzaro: Bindi, Daffara, Squillace, Sarr, Rigione (VK), Orchi, Giampà (K), Mounard (30’ st Caputa), Mancuso (41’ st Ghosheh), Russotto, Ilari (20’ st Yeboah). In panchina: Migani, D’Orsi, Commisso, Benincasa. Allenatore: Massimo D’Urso (Stefano Sanderra squalificato).
ACR Messina: Berardi, Altobello, Pepe, Stefani, Benvenga, Cane (35’ st Ciciretti), Izzillo (46’ st Bonanno), Nigro, Damonte, Mancini, Orlando (25’ st Corona). In panchina: Iuliano, Donnarumma, Silvestri, Bortoli. Allenatore: Nello Di Costanzo.
Arbitro: Giuseppe Strippoli di Bari.
Assistenti: Cinzia Carovigno di Potenza e Massimo Manzolillo di Sala Consilina.
Note – Ammoniti: all’11’ st Mounard (C), al 42’ Sarr (C), al 47’ st Damonte (M). Corner: 3-8. Recupero: 1’ pt e 3’ st. Spettatori: 2.635 (875 paganti, di cui 124 ospiti; 1.760 abbonati) per un incasso di 7.082 €.

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